domenica 9 febbraio 2014
ha piovuto così tanto. piove ancora così tanto. non riconosco le persone. perchè ho la pioggia negli occhi. vivo reclusa. e le persone sembrano solo tanti visi sfuocati dietro una finestra. su cui scorrono gocce di pioggia. sono isolata. il naso sui libri. le funzioni si intrufolano nei miei sogni. non vedo l'ora di tornare a sentirmi una persona. perchè ora. mi sento come un lombrico. un lombrico scivolato per la troppa pioggia. fuori dalla terra. lontano da quella calda avvolgente madre. e ora sono sul asfalto. e sono cieca. come farò a tornare indietro. come farò ad andare avanti. sull'asfalto mi scortico la pelle. fradicia di pioggia gelata. e da un momento all'altro una vecchina che passeggia o un drogato in bici potrebbe schiacciarmi. grido aiuto. ma sono muta. finirà anche questa pioggia. ma non so se ce la farò. ne uscirò scuoiata. questo è poco ma sicuro. se avessi quattro anni. e non fossi tra i lombrichi. me ne andrei a bordo strada con un secchiello. a tirar su i lombrichi morenti e scorticati e a gettarli sulla terra. ma non ho quattro anni. mia mamma non stringe più la mia mano. sono sola a combattere la vita. a cercare la morte sull'asfalto. ma finirà di piovere.
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