giovedì 27 dicembre 2012

a volte. vorrei esistesse un pronto soccorso per le anime. o per i cuori. o quello che ho là. in mezzo al torace. che sento come se mi si lacerasse. spaccasse. spezzasse. a volte vorrei correre in quel posto immaginario. o prendere un coltello e infilzarmelo nel petto. a volte non basta neanche il diazepam. a volte affogare nei psico farmaci non basterebbe. a volte. vorrei esistesse un pronto soccorso per le anime. a volte vorrei urlare ma sto zitta. alla messa di natale tra luci e ombre. silenzio religioso. avrei rovesciato i banconi. rotto una lampada e ferito tutti. sfregiato i volti impanicati. avrei dato fuoco a tutto con le candele. e sarei corsa tra le fiamme come pazza. pazza forse. no. alla messa di natale tra luci e ombre. mi assopivo sul bancone invece. con il diazepam in circolo. ma è come buttare una coperta sul fuoco. sotto arde lo stesso. sotto duole lo stesso. a volte prenderei la macchina. e scapperei. al pronto soccorso dell anime. asportazione d'urgenza. di sangue. vita. amore. perchè non ce la faccio a volte. un tempo amavo la mattina. alla mattina amavo fare colazione. ora la mattina è difficile. alazarsi sembra impossibile. un'impresa titanica. e fumo. fumo un sacco di sigarette perchè non ce la faccio. devo perdermi via una volta alzata aspettare un altro giorno. impegnarmi. impegnarmi. ti ho promesso di impegnarmi.  e lo farò. alzandomi ogni mattina. alzandomi. e vivendo. o provandoci almeno. ma a volte. affogata nel diazepam e soffocata dalla valeriana. vorrei solo esistesse un pronto soccorso per l'anima.

martedì 25 dicembre 2012

niente cambierà. che adesso in questo giorno chiamato natale io rivoglio mia mamma. sono così vuota d'affetto che mi sto spaccando. io ero un coniglietto. diceva lei. io ero sua. diceva lei. nessuno mi avrebbe mai amata come lei. diceva.  io rivoglio la mia mamma. rivoglio mio zio. voglio lei là in cucina che legge bevendo il tè da sola. e mio zio in giro per il mondo. fatto. sfatto. disfatto. ma libero non sotto terra. e io sul divano a tediarmi. andare dalla mamma a lamentarmi e piangere. come ora posso fare solo da sola. e nei miei sogni è arrabbiata mia mamma. urla mia mamma. nulla di ciò che ho fatto è andato bene. e io so perchè. perchè la rabbia. l'odio. in me. erano pari all'amore. e non provavo niente. e volevo solo ucciderla. ora vorrei uccidere tutti. non toccatemi sconosciuti. non stringetemi le meni per i vostri stupidi auguri.tanto non mi ami abbastanza. mai. neanche quando mi apri le cosce. neanche quando me lo dici. neanche quando mi spingi con tutta la tua forza ansimando. no non mi amerai mai abbastanza. perchè sono sola. oggi. ieri. domani. non mi basta mai non mi basta niente. voglio la mia mamma. voglio te. voglio non lo so. amore. amore. amore. se non mi amerà nessuno morirò. il mio essere non ha senso di esistere senza essere amato. perchè io devo amare e essere ricambiata. io voglio la mia mamma. la rivoglio. almeno per natale. per dirmi di nuovo che andrà tutto bene e che tu sei un maschietto ed è normale che non mi amerai abbastanza. che non mi capirai mai. ma che mi ami si. 
vorrei fossi tu a uccidermi. vorrei finisse ora. vorrei mi pugnalassi più volte. mi rompessi le ossa. urla di dolore reale. finalmente. qualcosa che non è solo nella mia mente. qualcosa che non è solo emozionale. non è l'urlo che mi sento in gola all'improvviso. le lacrime. e il male. che potrebbe schiacciarmi a terra neanche fosse un macigno infinito che schiaccia chiunque. solo che a volte vedo il mio. lo vedo sopra di me. e ho paura. paura da morire. sempre. e vorrei tu con lama lucente mi amassi tanto da uccidermi. mi amassi tanto da risparmiarmi tutto questo. da risparmiarmi la vita. dicono che non è così terribile. già. ma mi sembra di scivolare sempre più in basso sempre più lontano. ti prego uccidimi. amami. amami da morire. amami da uccidermi. amami così tanto da lasciare che i miei desideri si avverano. uccidimi. lascia scorrere il mio sangue e portami in un lago. basta anche una grande pozza. lascia che colori l'acqua di rosso. che lentamente nel dolore mi spenga osservando il tuo bellissimo viso schizzato di sangue. nell'acqua fredda. gelida. dissanguata morirò presto. rimani ad osservarmi lì. fino a che sorge il sole. osserva le mie membra intirizzite. assumi qualsiasi droga. pensa che stia solo dormendo. entra in acqua e bacia. bacia la morte. e una volta rinsavito. vorrei piangessi. perchè mi amavi e perchè nonostante tutto ti mancherei. perchè volevi me per sempre. dicevi. ma io non posso resistere in eterno. io non posso farcela. e vorrei mi uccidessi tu. perchè ti amo. perchè sto morendo.

domenica 23 dicembre 2012

mi dicono di non perdermi. mi dicono di non lasciarmi andare. sempre costantemente. al telefono dal vivo. ma io già non so dove sono. sono dove nessuno sa. nessuno può venirmi a prendere. nessuno può salvarmi. nessuno può aiutarmi. nessuno. posso farlo solo io stessa ma non ce la farò. se non mi tieni per mano. il mio stomaco è chiuso. chiuso sigillato. tutto quello che ci entra si blocca. il dolore. non digerisco più. dov'è il mio cuore. dove. dove. solo io posso andarmi a prendere. solo io devo trovarmi. solo io posso spingermi lì. se solo fosse finito il mondo. se solo potessi essere normale. quando ero piccola. ero felice. papà tornava a casa e mangiavamo cose buone. e mangiavo quello che volevo. e papà mi dava della grassa. e ora non sarò mai normale come allora. non ci sarà la mamma a preparare cose buone. non potrò più mangiare. come voglio. perchè non voglio. non potrò più mettermi a dieta e sognare di essere come la mamma. perchè sono sempre a dieta e finirei sotto terra. piena di oppioidi e morfina. sono persa. e se mi ritrovassi non saprei neanche come stare se mangiare. non perderti. mi dicono.

venerdì 21 dicembre 2012

e se il mondo fosse finito oggi. mi sarebbe andato bene. se solo avessi smesso di dolere in ogni anfratto del mio corpo. l'aria sarebbe scomparsa. dai polmoni ormai neri del mio corpo. il mio amore. sarebbe morto. finito. cosa che crederei impossibile sempre. ogni ho mangiato in modo normale. NORMALE. e mi sento morire. la normalità non fa più per me. vivo in bilico.in bilico tra sentimenti che potrebbero lacerarmi. stati psicofisici che mi uccideranno di sicuro. di sicuro. dov'è la vita. io l'ho persa anni fa. tra la putredine del mio corpo. riconosco solo amore. un amore. vano. un amore. inestinguibile. e il desiderio di distruggermi in tutti i modi possibili. autodistruzione che non ho il coraggio di compiere con tutte le mie forze. il mio corpo si sta inflaccidendo. ed è solo da una settimana che ho smesso di fare sport. lo stress c'è ancora. è onnipresente  lo stress sono io. sono un unico nervo che si dimena immerso nell'acido. mi sento così. e che allora magari fosse finito il mondo. magari. quell'acido sarebbe scomparso. sarebbe scomparso quel nervo tutto. ma poi. poi cosa ci sarebbe stato se non un dolorosissimo vuoto. l'universo si sarebbe trovato un buco. un buco come quelli che mi sento io nel cuore. un buco nero che assorbe tutto. e continua a dolere. in eterno. per quanto tamponato. ostruito. baciato. curato. amato. il mio cuore è solo un grande ubco nero. sono vuota. e allora. lasciate che io sparisca oggi. oggi. oggi non succederà niente. perchè le persone vuote. vivono per sempre. nei buchi neri. sopravvivono. perchè sono vuote. bucate anch'esse. e non hanno più sangue da riversare. non più. mai più. solo buchi neri. inestinguibili. e amori che non basteranno mai. MAI.

martedì 18 dicembre 2012

il malessere nell'aria. l'ossigeno pesante. come piombo nei polmoni. e ho paura di cosa non lo so. cosa sento non lo so. paura ansia. la morte. le nuvole. la nebbia. come soffocanti cortine di fumo. dove sei. dove sono io. l'ansia. la paura. la rabbia a volte. forte come non mai. la solitudine. il senso di perdizione sulla pelle che brucia al tuo tocco. vado fuoco tra l'umidità. dispersa in un mondo. vuoto. vuoto. come me. come te. solo la tristezza è eterna. il dolore nel vuoto. chi parla di depressione ormai. è dolore puro e basta. atavico. antico. eterno male dell'uomo. di ogni vita. io ignoro e vengo ignorata. anzi no. io osservo. e vengo ignorata. non spicco. sono invisibile vuota. se mi guardano sono allucinati. tu mi guardi perchè sei allucinato. tu mi tocchi perchè stai vagando nella nebbia attorno a me. ma ci sei arrivato per caso. cosa ti ha spinto qui solo dio lo sa. io non ho niente. perchè sei di passaggio. vagante qui in eterno. mentre io incatenata sanguino sulla bianca neve ribolle il rosso sangue. rabbia. dolore. solitudine. dove sono non lo so.  non lo so davvero. perchè tu voglia stare qui a vagare non lo so. perchè vuoi farti del male non lo so. per te. per alcune persone sarebbe così semplice. così facile. così vivibile. ma dove dove. perchè. sei qui. perchè voi persi siete qui. quasi ci vogliate stare per forza. dove delle membra non rimane niente. dove del cuore non rimane niente. ma voi. non ce la fate. siete qui perchè autolesionisti. siete qui perchè vi sentite speciali e sofferenti. ma non c'è nulla di speciale nella sofferenza. non c'è nulla di meraviglioso come l'autolesionismo. ma. c'è. un ma. siete qui per scelta. ma non vi lasciate andare. il dolore non lo vivete. chiudete gli occhi. vi allucinate. per stare lontani con la mente. e io vi dico. per voi sarebbe facile. potrebbe. io invece sono solo vuota. mi hanno aperto con un coltello e sviscerato come un pesce. tanti anni fa. per me è tardi. e comunque io il dolore lo accetto. ma darei la vita. per essere come te. per essere come vuoi. bruciano le pelle sotto le tue mani. il dolore che mi fai provare è il più sublime esistente. voi non capirete mai. neanche te. come io non capirò mai i vostri perchè.

sabato 15 dicembre 2012

"se qualcuno ti facesse del male. o ti uccidesse. io dovrei ucciderlo poi" camminavamo sul marciapiede. mano nella mano. dopo le varie apparizioni. e ora sei scomparso per sempre. quella frase mi fece tremare. dentro profondamente. mi venne da sorridere. ma sentivo che era strano sbagliato. quello che mio zio mi stava dicendo. seducente realtà dalle labbra di chi ha visto un mondo allucinato. di chi si è creato le sue allucinazioni. di chi ha vissuto fuori dal socialmente accettabile. di chi si è creato i suoi schemi. disattendendo l'indispensabile denaro. e vivendo una vita vaga. incerta. una vita piena di niente e di tutto. seducenti parole erano le sue. per una bambina di sei anni. romantiche parole erano. emozionanti. parole di nulla e parole di amore. e così muoiono tutti quelli che mi amavano sinceramente. mamma. zio. entrambi avevano persi se stessi negli ultimi anni. mio zio non mi avrebbe riconosciuto. non mi avrebbe più giurato etereo amore e promesse di morte. di quel giovane uomo non era rimasto nulla. come della mia mamma. prosciugata dal dolore. non mi preparava più niente. mi parlava di funerali. mi parlava di fiori. e tailleur da mettere al funerale. a distanza di due mese. sparisce anche lo zio. il fantasma dello zio. mi piace immaginarli insieme come tanti anni fa per le vie di camposampiero con me per mano al centro. lui che diceva che il centro di recupero è una prigione. che gli infarti non gli avevano fatto nulla. e mia mamma che con sguardo lontano gli passava dei soldi. dei soldi per fuggire. fuggire dalla vita. come ogni giorno mio zio tentava di fare. mia mamma capiva. come me. che mio zio meritava di trovare la sua strada. di rinunciare a tutto. di trovare se stesso in modo altro. non tutti possono essere normali. e frequentare una fottuta università. mio zio era diverso. era come me. parole seducenti tra le labbra. occhi vuoti. e il dolore che ti perseguita. che ti schiaccia sulla schiena mentre cerchi di capire. come si fa. a vivere. come si fa a vivere. io non lo so. ma non so neanche fuggire. io non ho coraggio. sono trotta da molto tempo. da quando guardavo la schiena di mio zio salpare per ignoti porti. il dolore mi investiva per inseguirlo e nella mente io pensavo. che faceva bene. che rinunciare alla società è il modo migliore. per fuggire al dolore. i doveri sono troppi per certe persone deboli. io sono debole. ma ancora più debole di lui. e mia mamma non so quanto capisse. quanto percepisse la mancanza di realtà in noi. quanto noi fossimo simili. ma a quell'uomo non ha mai voltato le spalle. mi piace ricordarli così negli anni d'oro. e ora mi piace dirti parole seducenti. parole di amore etereo. e poi confonderti con il mio corpo. e se potessi fuggirei. ma sono tropp debole. e ti amo da morire. e non posso permettere ti perda tu. nessuno di noi due scapperà. se non insieme.

domenica 9 dicembre 2012

è solo questione di tempo. solo questione di tempo. cos'è. una questione. cos'è. di tempo. cos'hai. mi viene da piangere solo a vederti. cos'hai. mi viene da urlare quando mi baci spingendomi contro il letto. cos'hai. mi viene da urlare quando mi prendi la testa tra le mani. cos'hai. vorrei pugnalarti mentre mi abbracci. cos'hai. osservare il tuo sangue freddamente. cos'hai. scorrere sul tappeto. cos'hai. bagnare il pavimento. cos'hai. cosa vuoi che abbia. ho le solite storie. non c'è futuro per noi. non mi stupirei se presto smettessi di scrivere su di te. è questione di tempo. perchè non reggerò a lungo. quando ti svegli da un sogno mostruosamente triste e allucinante. ecco cos'ho. se devo piangere per attirare la tua attenzione. non voglio stare con te. per ore aspettare solo che tu mi guardi un attimo. o solo che te ne vada. no io non posso farcela. l'amore non è abbastanza. urlo contro la notte. l'amore non è abbastanza. e di notte mi sento il sangue uscire dal cuore dritto sul letto. l'amore non è abbastanza. perchè io mi sento sola. a morire.
i buchi nel cuore. i crateri proprio. le emorragie interne. e la solitudine. me ne rendo conto quando parlo. quando dico il tuo nome di fronte ad altre persone. me ne rendo conto quando ripercorro il nostro tempo assieme. me ne rendo conto molte volte con gli occhi infuocati di lacrime. che non nascono e non si producono. perchè non hanno matrice. non hanno materia su cui lavorare. mi evapora dolore bruciante dagli occhi. i buchi nel cuore. i crateri proprio. la realtà è triste. le persone sono tristi. la mia vita è triste. me ne rendo conto. lo so. sto scivolando via. o magari stai scivolando tu. lontano mi sfuggi dalle mani. le emorragie interne. il nostro dolore. e la lontananza. di chi non è fatto per condividere la vita ma lotta per farlo. non sono adatta a te no. non sei adatto a me no. me ne rendo conto parlandone. parlando di come abbiamo vissuto le difficoltà. di come ci sei e contemporaneamente. no. i buchi nel cuore. mi sento. i crateri proprio. e il sangue abbondante se ne va via da me. mi lascia bianca. pallida. gialla. giallo come i morti. quelli veri veri. la forza manca. non c'ho sangue. e i buchi bruciano. insieme allo stomaco. insieme alla morte. è tutto una fine infinita in realtà. e ora ne ho davvero la certezza più totale. io non starò mai meglio. perchè non so sfogare lo stress. perchè ho perso troppo sangue. perchè. perchè. perchè. scelgo te per sempre nonostante tutto. da morirci. i buchi nel cuore. ma per 12 mesi ho scelto te. per 24 mesi ho scelto te. ho scelto te quando ti ho visto. perchè mi hai messo una mano sul cuore. e con le dita me l'hai bucato. neanche fosse una morbida mousse di carne e sangue. ed è stato per quello che ho capito che quello che provavo era vero. che io ero vera di nuovo. ma non starò mai meglio. perchè non sono per te. e tu non sei per me. finiremo per formarci. crateri proprio. non solo nel cuore. in tutto il corpo. perchè meraviglioso è il dolore. perchè sublime è la pena. perchè sono autolesionista che dio solo sa. come fai mi chiedono. tastando delicatamente i buchi. non so. rispondo. non lo so. on so niente. solo che pensavo fossi giusto. e invece ho sbagliato. per la prima volta nella mia vita di questo passo. potrei pentirmi. pentirmi di essermi creata crateri che non possono guarire. e emorragie infinite. di sangue credo di non averne più. ma dai buchi scorre intenso e si riversa ovunque. sparge l rosso. il rosso bellissimo della vita. la forza delle persone. il rosso dell'amore. il rosso. il rosso. il rosso. non li chiuderò mai. i buchi nel cuore. i crateri proprio.

mercoledì 5 dicembre 2012

me ne sto qui come una martire. anzi me ne sto qui e basta e finchè mi stringi tra le mie lacrime. e io penso. "NON sono una martire". cosa. sto facendo. sono qui. e mi sento sprofondare in luoghi peggiori di tutti quelli già visti. me ne sto andando in un luogo strano. il disagio. il disagio sempre. la morte dentro. e nessuna forza. nessuna spinta. dove sono finita- che piango per ore. fino a sembrare pesantemente drogata di chissà quale sostanza. dove sono finita che ti chiedo di venire da me anche se ammalato. una martire. sembrerebbe. ma non lo sono. sembra quasi. ma è diversa la storia. sono un'autolesionista che non ha coraggio di morire. e sento che sto scivolando. dici di chiamarti. che non mi lascerai sparire. che ti devo chiamare se mi sento morire. perchè non mi lascerai marcire. non devo dire che morirò. perchè tu verrai da me. mi porterai in palmo di mano se servirà. e anche il gatto mi coccola. sempre ma la fine è vicina. sto scivolando. ho bisogno di più amore. dovrei andare a stare con qualcuno che possa coccolarmi sempre. qualcuno che di me non si stanchi anche se magari non ha bisogno di me. ho bisogno di una persona che tenga solo a me. che provveda a me dal punto di vista psicologico-affettivo. lo stress post traumatico mi sta ammazzando. mi ammazzerà. ho bisogno di compagni in mensa. a casa. in facoltà. sempre. sono affamata di amore che potrei morire. perchè nessuno mi amerà come la mia mamma. lei aveva ragione. e allora amami ti prego. non lasciarmi. io per te morirei. continua a stringermi. perchè. sennò. morirò. per me.

lunedì 3 dicembre 2012

e che se è vero il fatto che amanda e raffaele hanno ucciso meredith nei loro giochi di droga e sesso io non li biasimo. è natura umana essere malvalgi. la gente muore. la gente viene uccisa. non sono perbenista proprio no. sono malata direte. sono cattiva. e sia. io scoperei nel sangue di un estraneo sgozzato. ci sguazzerei con te. ma a te disgusterebbe. io di sangue ci riempirei il mondo. torturerei una donna. una bella donna pura. la userei per un rito sessuale malatissimo e non mi importa. non mi importa cosa pensa la gente. potrei essere stata io meredith e vabbeh. la gente muore. ma potrei essere stata amanda e aver condiviso con un uomo un'esperienza sessuale che non nessun bigotto, perbenista che mi criticherebbe potrebbe vivere. però io so cosa non si fa. io so cosa è sbagliato per la società. non ho ucciso nessuno. non torturato nessuno.non ho scopato nel sangue. non ho privato nessuno della vita. non ho coraggio di toglierla a me sono codarda. ma stimo chi ha coraggio di esprimere la sua vera natura. amo chi ha coraggio di rinunciare alla vita. e allora datemi la droga e l'alcol e datemi partner sessuali spregiudicati.no potresti bastarmi tu, se solo con me saresti pronto a distruggere il mondo. allora forse avrei coraggio anche io. o diventerei anche io solo una vittima. non lo so. ma se tu mi lascerai. troverò un uomo deviato al mio stesso modo. e saremo allucinanti insieme. e voi comunque mortali dovreste temerci. datemi tate. io lo amerei comunque. per sempre e dovunque. tra il sangue di una mucca. tra le urla umane. e la morte. di chiunque. nostra forse, tranquilli.
che poi sono fatta di malinconia. dalla prima goccia di sangue all'ultima fibra del mio corpo. non è triste. quando è così da sempre. quando sei nata dalla solitudine. e dalla nostalgia. dalla malinconia. la melancolia. nel senso più profondo e arcano. la figlia di una donna triste. non può che essere il prodotto della tristezza. non può che essere nata dalla madre perlacea sfumatura di una vita di solitudine. grigia. come se non esistesse. questa è la mia natura. nei momenti felici non c'è gioia. nei momenti tristi non c'è fine al dolore. è come un pugnale che scorre tra le membra. pelle che brucia. e grasso che sfrigola tra i muscoli. non c'è fine al peggio quando la situazione precipita. è come morire cento volte. e poi mille. e poi duemila. e poi ancora di più. sempre di più. e poi diminuisce di colpo e rimangono aloni. aloni di tristezza. aloni di mancanza. di luoghi vuoti. di sensazioni vuote e senza senso. quanto si può essere infelici? non c'è. fine al tutto. non si può fuggire. perchè i piedi sono invischiati. il cibo non ha sapore. non c'è amore. oppure c'è ma non si sente si rimane persi. sprofondati nel terreno.
e poi basta che mi dici che mi ami. che piangi quando mi leggi. che non posso lasciarmi andare. ne all'ansiolitico nella vasca piena d'acqua. ne con la macchina fuori strada. ne a casa senza sport senza niente. perchè tu ci sarai. tu mi farai andare avanti. che c'è speranza. finchè siamo assieme. finchè tu mi stringi. non mi lascerai andare. e diventa tutto molto più semplice. la rabbia che mi fai provare. sparisce e c'è solo amore. non vuoi  che mi butti via in nessun modo. ne da sola. ne con te. e allora mi conservo. mi conservo. mi conservo. e tento di migliorarmi. perchè tu mi vuoi. perchè forse mi ami più di quanto credo. perchè forse ho sbagliato. anche se con te vorrei condividere il mondo con te. non voglio sconti perchè sono fragile. non voglio essere protetta da ciò da cui tu non ti proteggi. non voglio vivere in una campana di vetro perchè potrei morire. anche tu potresti. ma non ti chiudi in casa. anche tu sei fragile ma non posso proteggerti da nulla. perchè eri libero prima. e lo sei ora. a volte penso che finiremo per stancarci perchè siamo troppo diversi da questo punto di vista. ma ora ci penso io a livellare le cose. perchè sono brava. brava da morire. anche io.

mercoledì 28 novembre 2012

da quando è morta mia mamma. riconosco dei suoi tratti in me. delle sue peculiarità. per esempio il desiderio di amore. il cuore sempre vuoto. sempre affamato. di sangue. sangue. tanto sangue. voglio amore. voglio amore. da chiunque. se per te non sono più abbastanza. se smetterai di amarmi. avrò bisogno di chili di amore. quantità esorbitanti. che nessuno mi darà. fino a che non troverò qualcuno. altro. ma fino ad allora. marcirò in una tomba singola. senza sangue sulle labbra. senza mani tra le cosce. senza saliva da donare. senza pelle da mordere. rimarrò a marcire come una bambola in vetrina. esposta a tutti la mia pelle bianca. mi vestirò di vestiti invisibili e mi muoverò piano tra la gente. vivendo degli sguardi eccitati dei passanti. quelli saranno istanti di amore rubati. amore finto. perchè sarebbe solo un fuggente desiderio delle mie molli membra. ma non sono una persona amabile. non facilmente. ho impiegato 18 anni anni a trovare te. e ora. ora. pare stia tutto svanendo. pare il mio amore non ti abbia cambiato. pensavo illusa che tonnellate di amore ti avrebbero insegnato a volermi bene. e così è stato. ma è stato illusorio pare. hai parole fredde in serbo per me. e io bisogno di amore. tantissimo. amore rubato ai ragazzi di altre donne. agli uomini adulti. amore che non avrò mai. perchè vorrei il tuo. che però si sta spegnendo. e con lui il mio cuore. e allora voglio mani tra le cosce. voglie mani a frugar la pelle bianca. a renderla rossa. sanguigna. voglio amore fugace nel bagno dell'università. nei vicoli delle città. in macchina di altri. voglio amore. amore da morire. voglio la gente che muoia per me. voglio morire per una persona. ma se il tuo desiderio si sta spegnendo. per te non posso morire. voglio tingermi i capelli. farmi dei piercing e un nuovo tatuaggio. ricominciare da zero. innamorarmi di uno sconosciuto e riversargli addosso tonnellate di amore. in speranza di una corrispondenza. di tonnellate. di amore. sangue. pelle. e saliva. però per ora amo ancora te. non smettere. anche se so che lo farai. e così sono come mia mamma amo l'amore. più di tutto. lo desidero. lo agogno. ma è il dolore che mi apre le cosce. e tu finisci per perdere importanza.

lunedì 26 novembre 2012

era troppo tempo che non stavo così. era troppo tempo che non mi sanguinava tutto dentro. era troppo tempo che non vomitavo sangue sul tappeto nel dolore più atroce. era troppo tempo. che non ero me stessa. dispiegata sulle lame. era troppo tempo che non mi sentivo precipitare a morte. senza mai schiantarmi. sempre più veloce. e non si vede la fine di questo precipizio. e il vento è gelido mi riga la pelle col ghiaccio. i rami delle sterpaglie mi strappano i capelli. non ero pronta. non oggi non domani. non lo sarei mai. perchè ho giurato di amarti per sempre. perchè ho pensato a te oltre alla morte. e tu mi hai spinta giù all'improvviso. mi hai lasciato la mano. quella con cui dicevi che mi avresti stretto sempre. mentivi. mentivi sempre. quando mi dicevi che mi amavi tanto. quando mi baciavi con forza. quando dicevi che ero bella. dicevi ciò che sapevi io volevo sentire. perchè ti faceva comodo rimanere sotto la mia ala forse?o semplicemente il tuo sempre era falso. e per te è finito tutto. e non pensavo mi avrebbe fatto così male sentire così. poche parole. semplici. non finali. non concludenti  un forse. un non so. un spero di no. tutte parole orribili. orribili tanto. quanto stupida sono stata stupida a rilassarmi tra le tue braccia. quanto sono stata illusa a pensare che sarebbe potuto durare che avresti potuto amare me. me per davvero. e invece mi hai spinto giù una volta che ero esaurita secondo te.e io precipito. precipito. all'infinito. perchè non ho avuto neanche il tempo di aggrapparmi da qualche parte.era troppo tempo. troppo tempo. mi sono ammorbidita. indebolita ancora di più. mi viene da vomitare. vomitare un cuore pieno di sangue. pulsante e lasciarlo lì. nella saliva. morente. per la milionesima volta. per la milionesima volta grazie ad un solo uomo.

domenica 18 novembre 2012

un anno. un anno di amore. un anno di amore.l'amore di una vita. tu non sai quanto mi rendi felice. quanto velocemente mi hai portato al cinema per non perdere skyfall. e poi i biglietti non c'erano più e siamo tornati a casa. tranquillamente. e tu eri avvilito. eri l'amore. tu sei l'amore. la'more di una vita. perchè ogni volta che mi tocchi è il paradiso. ogni baci che mi dai brucia e da morire. ma al tempo stesso è fresco. e bellissimo. e abbiamo battuto le aspettative di tutto il mondo. nessuno credeva che saremmo durati così. ma dureremo in eterno. spero. perchè è tempo di essere felici di nuovo. è tempo per me di impegnarmi. ora che sono sola a casa. ora che ho scavato un nido nel letto dei miei ora che faccio tutto per me stessa. devo uscire dalla melma e impegnarmi da morire. perchè ti amo. perchè è tempo per me di essere. di lasciarmi andare definitivamente tra le tue braccia senza timore. senza remore. perchè ormai sei mio. al collo porti il mio segno. la targhetta incisa col mio amore. il segno. che tu e io. non io e te. pechè sono io il tuo ornamento. tu sei la cosa principale. tu sei il mio pianeta. e io il tuo satellite ecco perchè siamo tu e io. e non l'hai tolta neanche per dormire. rendi onore a quello che provo. perchè mi ami. mi ricambi. dolcemente e violentemente allo stesso tempo.

venerdì 9 novembre 2012

e poi ci sono giorni di dolorosa assenza. come se mi mancasse un arto quasi. mi manchi tu. e mollerei tutto per venire ovunque tu sia. e mi muore la voglia proprio di fare qualsiasi cosa. dentro di me mi dico. sii forte. continua in ciò che devi fare. pulisci casa. prendi appunti fai la spesa e cucina. non lasciarti morire tra la polvere di una casa sporca. continua a vivere. impegnato. su. le cose miglioreranno. mi dico. in qualche modo farai. mi dico sempre da da 19 anni. in qualche modo ti alzerai da quel letto. in qualche modo studierai. mi dico. continuo a dirmi. perchè se mi fermo è la fine. se smetto di muovermi. poi non ce le farò più. e mi sento immobile. e e per muovermi mi impegno molto. entra in piscina a nuoto mi dico. l'acqua è fredda ma tempo di cinque sei vasche e starai bene. mi dico. perchè sennò smetterei anche di prendermi cura del mio corpo. lo lascerei andare. tanto quanto è brutto doversi impegnare per una cosa materiale. per non farmi schifo devo andare a nuoto. devo mantenermi tonica. mi dico. che poi se non ci fossi tu lascerei andare tutto. ho sonno. sonno da morire. e mi manchi. manchi da morire. ora posso dirtelo. non come un anno fa. ora posso amarti liberamente. non come due anni fa. nei quali mi dicevo che era inutile. che non aveva senso. perchè tanto ero sola. eppure continuavo ad amarti. eppure riuscivo a muovermi. anche se desideravo fermarmi. morire. smetterla. ma poi dopo mesi. tanti mesi. l'amore ha dato il suo frutto. e ora posso non nascondermi. non desiderare di fermarmi. e ancora adesso la paura. la paura dell'ignoto. da qualche parte ho letto o sentito. "perchè il futuro deve esserci dove noi non siamo?". una frase che riassume il mio stato d'animo. ho paura. di cosa bene non lo so. del fatto che tu possa stancarti. forse. dell'università. forse. di vivere in generale. forse. mi ricordo che mia mamma mi diceva che ero una stupida. che ero una debole. m che nessuno al mondo mi avrebbe mai amato come lei. non mi manca l'odio e la tristezza che mi faceva provare. non mi manca la rabbia. per essere classificata debole. perchè lo sapevo anche io. lo so anche io che sono solo una persona debole. che non riesce a stare apposto. che non riesce a stare e basta. mi sembra di aver faticato per venti vite in una sola. tutti ci sentiamo così credo. vivere è un'impresa titanica. anche se hai 8 anni. sono sopravvissuta per diciannove anni. e ora mi sto impegnando molto molto. per continuare. perchè più passano gli anni. più manca il tempo. più sembra di correre stando immobili verso orrizonti sconosciuti. e mi sento mancare. la mancanza è ovunque. tra le lenzuola del letto di mamma. e tra quelle mie. mi manca un po' di facilità in tutto questo. mi manca una mente in cui mancano i pensieri. mi manchi tu da morire. tra i banchi dell'università. pieni di persone. persone che non mi sono sforzata di conoscere. perchè vivo in funzione di giorni futuri. futuri ma vicini. come il weekend quando tu verrai da me. come l'anniversario. quando ti darò i miei regali. come quando andremo ad Amsterdam. vivo in funzioni di giorni futuri passati tra le tue braccia. mi manca vivere in funzione di me. ma non l'ho mai fatto non ne sono capace. sennò mi sarebbe piaciuto studiare forse. sennò non troverei così difficile essere forse. sennò a undici anni non sarei stata a piangere per motivi sconosciuti mentre pulivo casa forse. la verità è mi manca qualcosa. a parte te. mi manca qualcosa. che nemmeno so cos'è. che nemmeno immagino cosa sia. qualcosa che in parole povere non troverò mai. non ora. non nei prossimi mesi.

mercoledì 7 novembre 2012

ci sono giorni peggiori degli altri. ci sono giorni in cui si è più orribili che in altri. ci sono giorni in cui ci si sente pesanti. si fa fatica a muoversi. ci sono giorni in cui respirare fa più male di altri. ci sono giorni in cui tua mamma ti manca. ti manca come ti mancava quando era in vita. ti manca quando era lei. e non una donna strana piegata dal dolore. la mamma che mi faceva il tè e mi metteva gli orociock sul tavolo alla mattina. che mi trovava i cartoni belli alla televisioni. che mi comprava le patatine. e mi cucinava bene. per rendermi bella tonda come piacevo a lei. quella donna mi manca da otto anni da ben otto anni. nessuno ha conosciuto quella donna tranne me. quella donna non pranzerà mai con la tua famiglia. non potrà parlare con tuo papà di orti e verdure varie. lei amava la terra. lei mi diceva che mai nessuno mi avrebbe amato come lei. e forse vero. però non era tutta un amore. mi odiava anche. io lo so. io la odiavo. e anche lei lo faceva per vari motivi. io perchè lei voleva capirmi solo fino ad un certo punto. e chiudeva gli occhi. voleva vivessi per lei. per quello che lei non aveva vissuto. e io la odiavo. e lei mi odiava perchè l'avevo costretta a vivere con un uomo che voleva lasciare. perchè ero cattiva e lei voleva fossi buona. perchè con lei sono morta dentro anche io. e lei mi odiava perchè anche io sono morta otto anni fa. la vecchia me è morta. e sono risorta dal pianto e dai sospiri di una donna sola. mi manca mia mamma. perchè anche io sono sola. mi manca mia mamma perchè non posso abbracciarti ogni giorno. perchè tu non vivi con me come viveva lei. perchè mi sono resa conto di non avere proprio più nulla. tranne te che mi ami. ma la vita è troppo difficile. campodoro e marsango sono lontani anni luce. sembra. forse mi manchi solo tu. e mia mamma non c'entra. forse sono solo pazza. forse. 

martedì 6 novembre 2012

mai avrei immaginato che col tempo saremmo stati sempre più vicino col passare del tempo. che mi avresti amato. che mi avresti amato così. ogni volta che ti penso mi sento il fuoco dentro. e il sangue che preme. il sangue che appare piano a piano a rivoli sul muro mentre mi stringi nel letto. mentre mi dici che mi ami. le onde rosse lambiscono il letto. mentre mi accarezzi. anneghiamo in quel liquido rubino. guardiamo le pareti azzurre che  si colorano di viola sopra i nostri corpi. e rimaniamo lì conservati per sempre. come nella formalina. poi riapro gli occhi mentre tu li tieni ancora chiusi immersi nel tuo mondo. in non v'è sangue non v'è rosso. non c'è la cosa che più mi eccita. ma non importa. perchè dove sei tu con la testa ci sono anche io. perchè ormai è un anno. e ogni volta siamo sempre più vicini. siamo sempre più felici di esserci scelti insieme. di esserci. vissuti. toccati. uccisi. insieme. reciprocamente sempre. siamo legati. un tempo non sapevo se il filo rosso ci unisse. lo speravo. ma i nostri mignoli sono legati dal nastro rosso. di seta. lucente. più bello del mondo. a ci aggiungiamo ogni giorno nuova trama e ordito. perchè non vogliamo perderci non ora. non così. perchè senza di te non sono niente. perchè senza di te sono solo un pezzo di carne pieno di sangue immobile e putrescente. che mi lascia i lividi. in basso. si come nei morti. mamma dove sei. vorrei mia mamma avesse conosciuto la tua famiglia. vorrei. tante cose che non saranno mai. l'unica ragione per cui sono ancora qui. è che tu fai muovere il mio sangue. col tuo respiro. mi palpita il cuore. con un tuo sguardo corro. con una tua parola fremo. ho spasmi ovunque quando mi tocchi. neanche mi percorresse l'elettricità di una scossa di vita. vivo solo per una ragione. una ragione che mi rende sempre. più vive. sempre più felice di averti scelto. mamma dove sei. non vieni a condividere l'amore. no non c'è nessuno. a parte te. e va bene così. perchè così non marcisco.

domenica 4 novembre 2012

e ho la bocca piena di sangue e saliva. e il cuore. e lo stomaco. ho il sangue dappertutto. anche negli occhi. anche nel naso. anche nell'intestino. il sangue è dappertutto. stagnante. putrescente. puzzo. puzzo di sangue. perché è ovunque. anche nella mia testa. nel mio cervello. perché non sono in grado di sopravvivere. lo stomaco brucia. e riesco a pensare solo a te. solo al fatto che non so cosa fare di me. dove pormi. con quale forza muovermi. sono persa nella nebbia di questo splendido novembre. nell'autunno più dolce del mondo. nelle braccia più protettive per me. in quei occhi chiari. tra quelle labbra morbide e pulite. non sanguigne. perfette. in quelle mani. no non sono persa. non mi appartengo e basta. appartengo a te. in ogni anfratto. in quel corpo. che ricordo dalla prima volta. che ricordo dal primo giorno. che ti ho stretto. che ho sentito il tuo profumo. e che ho capito che sarei finita nella tua anima. interamente.

venerdì 2 novembre 2012

e compi gli anni. e sei bellissimo. la persona più bella. e hai vent'anni. e diventeremo vecchi presto. e ci ameremo ancora. e ti sto facendo una torta bellissima. spero sia buonissima. lo spero davvero. vorrei avere i soldi per regalarti il mondo. vorrei avere abbastanza per vivere già con te. però nemmeno i soldi basterebbero ad avere tutto il tempo del mondo. e una salute eterna. stringimi. baciami. mordimi. amami. fammi capire che non finirà mai.

lunedì 29 ottobre 2012

il dolore mi porterà all'altare vestita di pizzi bianchi e grigi. macchiati di sangue. zoppicherò. nel male verso l'altare. con il braccio sinistro stretto. dallo sposo. nel più brucianti dei dolori. scusami amore. sono sposata. sono già stata data in sposa. sono già stata portata all'altare. tra il bruciore. e lo sfrigolare della pelle. tra i sanguinamenti. e i denti strappati. tra le gambe storte. e i piedi consumati. un uomo. mi ha posseduta prima di te. e mi possiede ancora. mi allarga le gambe piano. finchè tu non guardi e mi stupra dolcemente. lasciandomi esausta. sul divano. sui letti. sui banchi dell'università. aiutami. amore. salvami dal mio aguzzino. eppure quell'uomo. quella forza che ammazza è mio compagno da sempre e mi ha portato all'altare. cinta di pizzo spillato. con le macchie di sangue che cola. sul bianco. e sul grigio. del mio sontuoso vestitino succinto. spillato. non cucito su di me. sulla mia pelle. nel mio sangue. e il dolore mi ama. mi regala tutto se stesso. mi scosta la gonna dalle gambe, lascia che gli spilli si conficchino più affondo. mi apre piano le gambe. e vi si insinua in mezzo con violenza. quasi volesse strapparmi il cuore passando da sotto. strappando per strada budella e intestini. schiacciando nel personale piacere le mie fragili ginocchia. rompendo le mie ossa. stracciando i miei muscoli. con le unghie. cavandomi la pelle. e tirandomi i capelli. il dolore mi ha portato all'altare. perdonami amore mio.

domenica 28 ottobre 2012

la verità è che non mi piace niente. la verità. è che non mi piace come è fatta l'università. l verità è che non mi piace ingegneria. la verita è che voglio un lavoro. che non voglio imparare. che non me ne frega un cazzo di imparare idiotissime nozioni inventate da qualcuno. mi basta fare la commessa. mi basta far la cameriera. ma quale bastare e bastare. io vorrei un lavoro così. io non voglio studiare informatica. non voglio fare esami. ed economia è un ovvietà di merda. matematica vabbeh dai. a me piace anche. anche fisica. ma comunque non voglio dare esami. non voglio vivere così. non voglio. che schifo. voglio un lavoro. ti prego dio. dammi un lavoro. dammi una vita più facile. perchè ho  mi sono spaccata la schiena per non avere quasi nulla in cambio. non ci voglio andare all'università. e tu non mi aiuti. tu mi dici di fare quello che voglio. mi fai pensare a questa verità. che ogni giorno seppellisco nel mio cuore. probabilmente non riuscirò a dare nemmeno un esame. mi sento male. mi fa schifo tutto.

sabato 27 ottobre 2012

il terrore mi cresce addosso. si annida in ogni mia più piccola frattura. e cresce mi schiaccia contro il muro. nella macchina. e poi nel letto di notte. ho paura di tutto. ho parua di tutto. tutto. delle macchine. dei trattori. delle persone. e del tempo. metereologico e non. ho paura sempre. anche degli esami. anche di me stessa. e sono stanca e ansiosa. vorrei solo annegare nel mare di settembre. sentire il sale nella gola. spegnermi pian piano. stringendo un morbido. peloso. coniglietto vivo. vorrei che finisse tutto e allo stesso tempo vivere con te per sempre. e sono pazza. pazza. perché l'ansia si schiaccia sul terrore. terrore sordo. dolore eterno. mio sposo. e anche tu. non potevo sceglierti diverso. solo perché mi hai spaccato il cuore andavi bene. solo perché mi hai lasciata riversa sulla strada in preda ad un'emoraggia interna. solo così potevi andare bene. ti amavo prima di conoscerti perché sapevo che saresti stato gentile come la lama di un coltellaccio da macellaio. ti ho amato perché nei tuoi occhi c'era la tristezza. perché eri arrabbiato. perché eri tu con i tuoi occhi taglienti a guardarmi. a vedermi. ora vorrei solo finisse tutto. tutto quello che mi spaventa. la malattia. l'università. la vita. ma non l'amore. per te proverei ansia e paura volentieri. per te morirei volentieri. per te a questo punto sopporterò. la vita. l'università. la malattia.
la fatica finisce nelle corone di fiori piene d'acqua. il dolore nei petali dei fiori marci. che mio papà tira su con le mani dal fango. l'amore. non finisce e non ha inizio. non importa dove sei. dove sono. se sono in cimitero. come un imperatrice con il cappotto bellissimo e un ombrello gigantesco e gli stivali. se sono a casa. a barboneggiare sui divano. per te smuoverò la terra con le unghie e urlerò al cielo quanto tu sia per me. quanto tu sia. mi falcerò la pelle con le forbici. perchè questa è la mia vita. è il dolore. la fatica. che prende forma in oggetti morti come me. e appaiono ovunque. in ogni dove mi giro. vedo parti di me morte che ho perso. che ho lasciato da parte. per tirarmi avanti. verso di te. è come uno spasmo infinito.  perchè mi spingo con tutte le forze verso di te. affondata nel fango tendo la mano a te fino a slogarla. è come un orgasmo. infinito. la tensione. di un amore che non si consuma. mentre perdo pezzi. perdo. ho perso mia mamma. e mio padre non l'ho mai avuto. e non mi importa di perdere pezzi. non mi importa. mi spingo verso di te. con i crampi. i muscoli contratti e le ossa spezzate. ed è la cosa più bella del mondo. perchè non arriverà mai alla fine. ti amerò per sempre. e ti apparterrò per sempre anche se non posso afferrarti. perchè noi siamo una sola cosa. in realtà. amami. amami. amami. davvero. spingiti anche tu a me. moriamo tra gli spasmi. e le lenzuola. moriamo tra la tachicardia. e il sangue. moriamo. separati. per vivere insieme.
odio quando piove e devo lavare casa. odio quando sei di cattivo umore e mi intristico. odio dover fare un mucchio di cose che non ho tempo di fare. odio voler fare tante cose che mai avrò il tempo di fare. odio tante cose. il tempo è bello con la pioggia. ma odio bagnarmi. odio dover andare all'università. odio dovermi fare una cultura. perchè deve essere così difficile e così faticoso. mi sono tatuata un coniglietto. mamma mi chiamava coniglietto. io amavo essere chiamata coniglietto da lei. io amo chiamare te coniglietto. non riesco a piegarmi verso la gamba. e ho sempre voglia di dormire. le persone aprono la bocca e cercano di parlare di mia mamma. ma sento solo suoni vuoti. solo bocche aperte che si muovono. nessuno ha ormai diritto di nominarla. nessuno. e papà che si arrabbia perchè non ho tempo di andare al cimitero. come se cambiasse qualcosa se mi spingessi tra le tombe con le mie fragili gambe. come se vedere la sua tomba dopo due settimane mi potesse far tornare a vivere. quando vago per cercare la mia tomba. odio tante cose della vita. ma tiro avanti. mi spingo in anni inesplorati di profonda vecchiaia. perchè ho cent'anni dentro. perchè ho vissuto da sempre e ancora non ho imparato a vivere per me. se possibile mi spingerò avanti all'università. voglio dare il minimo sindacale. e quando finirò di studiare sarò ancora più vecchia. e cercherò lavoro con mani e cuore tremanti nella nebbia. di una vita senza senso. odio quando piove e devo lavare casa.

giovedì 25 ottobre 2012

mia mamma sapeva che mi piaceva lavare i piatti perchè mi scaldavo le mani. mia mamma sapeva che in banca nella porta a tubo girevole dovevo entrare prima io. mia mamma sapeva che mangiare che ciò che cucino non mi piace mangiarlo. mia mamma sapeva che io avevo bisogno di stare da sola per stare bene. mia mamma sapeva tante cose. conosceva me. me stessa. la mia cattiveria e la mia freddezza. sapeva che non avrei pianto alla sua morte. sapeva. papà non sa niente non sa niente di me. a volte lava i piatti. in banca entra per primo. e pensa che quando partirà starò peggio. oggi ho fissato il cielo. così a lungo. che è diventato giallo al limitare dei tetti. e tanto sono persa. persa tanto. in un mondo difficile. invivibile. inabitabile.. ammazzatemi ora vi prego. lasciatemi nuotare all'infinito fino a perdere i sensi. fino a respirare acqua. fino alla morte. il mondo è duro. il mondo è una merda. ma dove vuole andare la gente. e hanno ancora il coraggio di dire che la vita è bella. il mondo è bello. la natura intendo. l'amore. può essere bello. bellissimo. potrebbe. per me lo è.  oppure potrebbe essere la peggiore delle cose peggiori. della burocrazia. dei soldi di merda che non bastano mai. può diventare orribile. ma può essere bellissimo. e basta oltre a questo fa tutto schifo. lo studio. il lavoro. la famiglia. e la società coi suoi obblighi assurdi. la morale con le sue assurdità iper razionali. ma dove vogliamo vivere. dove andare. io voglio morire. ma ho paura che potrei perdere te. e quel cielo giallo sui tetti delle case. quel pontile di Trieste. quel tuo letto. quella Vienna. e allora non posso morire. perchè quelle cose sono troppo belle. e dopo la morte c'è qualcosa? io non lo so. io ho paura. se dopo la morte tu non ci sarai. dove finirò io. morirò di dolore. nel nulla. e mia mamma mi conosceva.

martedì 23 ottobre 2012

marciremo tra i divani. nell'amore più. oscuro. e potente. marciremo nel buio delle imposte chiuse. tra il sogno. e i film. abbracciami. perchè tanto marciremo. tra le foglie secche dell'autunno. che non sono secche mai. sono umide e marce. come i nostri corpi morti. e allora abbracciami. prima che le nostre braccia perdano consistenza. baciami. prima che la nostra saliva si secchi. mordimi. prima di non avere più i denti. perchè tanto marciremo. eppure dobbiamo durare. durare insieme. avere una casa. un giorno. una vita nostra. ma quanta paura. laviamo la nostra pelle livida. perchè non si sporchi. cerchiamo di mangiare. per non sparire. anche se io odio farlo. ci strofiniamo la pelle bianchissima. per renderla rossa. per renderla viva. perchè non possiamo arrenderci. non a vent'anni. non insieme. insieme abbiamo tutto. tranne il tempo. abbiamo tutto tranne una casa. ma abbiamo l'amore. abbiamo la colla per tenere insieme le nostre ossa.  e finchè ti sbavo sulla spalla. apprezza quel momento. apprezza che ti dorma accanto. e che schiacci nel sonno. apprezza i miei dolci. e il poco tempo che abbiamo. apprezza ciò che abbiamo ora. perchè ogni giorno è diverso. diverso. e nuovo. ogni giorno muoriamo e torniamo in vita. per rivivere l'amore. l'amore che più forte della morte. ci fa camminare su questa terra. stringimi la mano. finchè camminiamo ancora qua. baciami fino a consumarmi le labbra. e amami. amami. in continuazione. che così riusciremo a sopravvivere. che così andremo avanti. e avremo un giorno. un futuro che non mi farà paura.

mercoledì 17 ottobre 2012

è la prima notte che ho dormito bene dopo secoli. è la prima notte che tutto si è cancellato e azzerato. ma non mi sento felice. non mi sento sollevata. non mi sento niente. perchè ora ho tempo infinito solo per pensare a me. a come mi sento dopo tutto questo. morta. sono morta. non voglio andare all'università vorrei gridare. non voglio studiare. vorrei urlare. non voglio nemmeno vivere perchè vorrei dover diventare qualcuno. e ogni giorno. è sempre peggio. perchè ora sono una comunissima persona. non devo sforzarmi di andare avanti per qualcun altro. ora posso dimenare le gambe e urlare come una bambina di quattro anni. tutto questo mi ha lasciato senza prospettive. senza desideri. ma io non ho mai avuto desideri. piango ogni giorno della mia vita dalla prima media. quali desideri si possono avere se non la morte. quando si è così insensatamente tristi. ogni giorno mi alzo con un pugnale nel cuore. e nascondo il sangue che cola con i vestiti. cerco di farmi bella. ma allo spechio vedo solo un ammasso di carne. gonfio. gonfio. di tutto. soprattutto male. male ovunque. che si arrampica sulle pareti. mare nero che inghiotte ogni pensiero. cerco di farmi bella ogni giorno. ma ogni giorno è più difficile. perchè dallo specchio mi guarda la putrefazione. la morte della mia anima. vivo cercandola. se è fuggita potrei riaverla. potrei. potrei.. potrei. che cosa? a che mi serve uun anima. quando sono morta. ma è la prima notte che ho dormito bene. ma sono ancora stressata. sono invischiata in una tristezza viscida e senza fondo. qualsiasi persona ho davanti. vorrei urlare. farmi inghiottire dal suolo. ma sto calma. perchè sono solo morta. sono solo morta anche io. da troppo tempo. e forse non potrò mai stare meglio. forse dovrei tornare in cura. forse dovrei uccidermi. forse. forse dovrei provare a vivere. ma io non lo so fare.

martedì 16 ottobre 2012

è finita. in una giornata. è finita. sotto all'ansiolitico. e le sigarette. è finita e basta. tra la gente. che se ne andava. e i messaggi imbarazzanti di chi non mi rivolge nemmeno la parola. è finita. tra i baci di chi sembrava avermi disconosciuto. e a quei pianti. senza senso. senza niente. perchè cosa piangono. una cosa solo mia. io l'ho creata. io l'ho curata. io l'ho uccisa lentamente. ero più letale del cancro. più tagliente di un pugnale. io ho deciso i parametri. e io l'ho sepolta. io ho stretto le mani. e senza piangere ho consolato chi non c'entrava nulla. io. io. io. il punto sono sempre io. perchè avere un fantasma padre accanto non è nulla. perchè un sacco di gente. è come nessuno. e un mare di sole è come un diluvio. per una cieca insensibile come me. è finita. ho seppellito la bambola di cera. niente più sogni. niente più madri. e il sangue cola dal soffitto nella mia testa. ed è finita. ma tanto sono morta. per me è tardi. non posso risorgere. sono sdraiata in un letto di terra pure io. e la coperta che mi copre è compattata da anni di dolore e fatica. nessuno la può smuovere. nessuno la può alzare. però è finita. non devo fingere di essere viva. è finita. in una giornata. è finita. sotto all'ansiolitico e alle sigarette.

lunedì 15 ottobre 2012

mi vien da vomitare. ho la nausea fortissima. ogni minuto che passa cresce. e domani sarà un giorno orribile. frotte di gente. gente che mi piace e gente che odio. tutti stipati in chiesa. e la mattina ancora. e al pomeriggio pure. ho paura delle persone.  che piangono e mi stringono potrebbero spezzarmi le ossa. o farmi vomitare davanti a tutti. ma tanto domani mi lampeggerà davanti la scritta del banchettino dei treni. have a nice trip. lo so. l'ansiolitico mi scorrerà più del sangue nelle vene. e la scritta rossa offuscherà ogni singola cosa. perchè non voglio sentirli. non voglio. quelli adulti. quelle persone. che non sanno niente. dire a mio papà che ha fatto il possibile. che ha fatto tutto. che non sanno come ha fatto. che è stato bravissimo a portare avanti la famiglia. ma cosa. ma dove. ma perchè. perchè. lui è giù da un mese. un misero mese e mezzo. cosa è contro quattro anni? un secondo un attimo. la morte. e io. io invece. ho tirato avanti tutto. con le sole mie forze. la gente nonc'era quando io lavavo casa e non riuscivo a studiare filosofia. o quando ho deciso che perdere peso era l'unica me stessa. io non ero un soggetto ma solo l'azione. di perdere peso. lo sono ancora mi sa. non so più che sono io.  e la gente non c'era quando lei pregava papà di tornare. di pensare alla famiglia. un misero mese e mezzo. e ora non si sa. lui ha fatto tutto e ha avuto il coraggio di dire a me che ho fatto molto poco. ahahahah. io. io che sono morta in questi quattro anni. che se non ci fosse stato il mio grande amore sarei morta anche nella realtà. ma ditemi. ditemi. cosa ho fatto. poco. dove ho fatto. la gente è ignorante e fa a mio papà i complimenti. i complimenti per aver fatto il minimo. che bravo. ahahah. marito perfetto. e per non sentire queste idiozie. have a nice trip. non ce la faccio più neanche adesso. ogni notte. mille sogni. quella teca di vetro si rompe nei miei pensieri. e mi viene l'ansia. o si rompe il frigorifero e mi viene ansia. i miei sogni sono l'inferno in terra. e la gente curiosa la va a vedere neanche fosse un pezzo di carne in vendita. lei era mia e solo mia. nemmeno di papà. io l'ho sostenuta. io ho fatto il genitore quando il dolore l'ha fatta rimpicciolire. diventare capricciosa. e nessuno vedeva niente. nessuno vedeva. NIENTE. perchè io marcivo. per una promessa. per una promessa vuota. lei è mia. e voglio quella bara chiusa. chiusa. non la voglio in mostra per la gente a caso. non la voglio là. e domani. la gente piagnucolosa. e le loro idiozie. le frotte di gente. che mi considera una stupida bambina che non piange perchè piccola. PICCOLA. i bambini sono più intelligenti degli adulti. ma loro fingono che siano stupidi che io sia stupida. in queste situazioni è più facile. dicono a papà ciò che vuole sentire. ciò che avrebbe voluto essere. e me. me. mi trattano come una scema. perchè sono piccola. non piango. e per non vedere questi umani pazzi pazzi. e curiosi. ansiolitico. ansiolitico. pelo di gatto e ansiolitico. ciao. mondo. have a nice trip.

domenica 14 ottobre 2012

e poi arriva. il cambiamento così grande. l'inizio della liberazione. e le bambole di cera. la bambola di cera che ho paura di toccare. perchè la potrei rovinare. poi arriva la gente piagnucolosa che si piange addosso per la morte di chi nella vita alla fine non era nulla più che un conoscente. un vicino di casa. e arriva e ti stritola il collo con la speranza di farti sentire meglio. ma non c'è nulla che mi farà sentire meglio perchè non sto male. è stata una salvezza per tutti. per papà che stava diventando matto. per me che sono morta tanto tempo fa forse è tardi. e per lei che ormai non viveva più da tempo. non era più lei. era un ombra di sofferenza e dolore. come me. come me da anni. e ora sono libera. più o meno. non si è mai liberi. non si può mai essere non per me. no più da quattro lunghissimi anni. e ho le tonsille in fiamme. i linfonodi gonfi quasi fosse il mio fisico a soffrire per me. ma io. dove sono non lo so. ho sognato che si risvegliava bambola di cera. e avevo paura su una barella d'ospedale con lei. avevo paura di dover tornare indietro a fingere che tutto andava bene mentre la mia vita marciva. ho perso anni della mia vita. ho perso la mia lucidità. e la normalità. e la gente piagnucolosa se la prende perchè non sapeva niente. chi cazzo è sta gente poi per noi. lei volle così a suo tempo e fisse anni di normalità finta mentre a me marciva il cervello e mi colava sangue dalla pelle. mi sono persa da sola. in un sentiero buio. e ancora non so dove sono io. e se starò davvero meglio. 

venerdì 12 ottobre 2012

datemi una spranga di ferro. andrò in giro armata. andrò in giro con meno inibizione. e la voglia di uccidere qualcuno. ma non lo farò. non farò scorrere sangue altrui su questa terra. sebbene nulla di più artistico mi rimane. ho mal di denti. forte. male. su tutta la parte sinistra della testa e l'estrazione è tra due settimane. ieri ho avuto delle prospettive di futuro. un futuro a me amico dopo tanto tempo. ma è tutto un forse. è una delle possibilità. è la più bella. la meno dolorosa. e se dio vorrà sarà così. dio. si. certo. papà dice che sono chiusa in ovetto. che non si capisce cosa provo. il punto è che non provo nulla. nulla riguardo ciò che lo fa soffrire. adesso si può solo aspettare. aspettare. vedere se quella prospettiva potrebbe essere la mia vita. e cresce il terrore. cresce il terrore che non sarà così. che non sarà affatto. aiuto. ma che potrebbe non essere affatto non sarebbe un guaio. morire non è un guaio. è che sia diversamente che mi f paura. che tutta questa melma si trascini attraverso un tempo indefinito. e allora si. che non sarà più. che non sarò. più. perchè non ce la farò ancora a lungo. pregherei dio se potesse aiutarmi. ma non è caritatevole la mia preghiera. pregheeri gli angeli se potessero esaudirmi. ma malvagio è il mio intento. non mi resta che peccare e parlare con i diavoli. anche se i loro intenti sono più malvagi dei miei e non mi esaudiranno mai. mai felice un diavolo vorrebbe rendermi. su. datemi una spranga di ferro. leggermente arrugginita. che sa di sangue. immaginerò un mondo di eterna violenza. con la nausea alla bocca dello stomaco e gli occhi iniettati di sangue.
la gente dice che il suicidio è egoismo. la gente dice pensa alle persone che ti sono vicine. pensa come soffriranno dicono. pensa perché dovresti arrecar loro un tal dolore. pensa dice la gente. la gente che ha la forza di affrontare la vita. e la gente che ha genitori sani. la gente che non ha una vita tanto brutta magari. donne che non sono mai state stuprate o picchiate. o donne che contro queste cose pongono un animo che si rimargina. uomini che hanno un lavoro. o che si arrangiano lo stesso. persone che hanno una famiglia normale. o persone abituate a non averla. persone che lottano che afferrano la vita. pensate persone. si voi. pensate. che la gente pensi. su non è difficile. anche se so che è difficile immaginare persone così deboli. o semplicemente così problematiche. persone che non sanno lottare. persone stanche. e vecchie per davvero. che sono in congedo. provate. dalla malattia. da una famiglia in cancrena. da un mondo che non tutti sanno sopportare. da una vita che è pura ansia. pianto. grida. e magari. autolesionismo. alcolismo. droghe. disturbi alimentari. non tutte le volontà sono inestinguibili. non tutte le battaglie. non tutte le guerre. vincibili. voi gente nella norma. pensate a quanto dolore esiste nella vita. a quanto una persona in vita possa soffrire. come esiste il diritto alla vita. dovrebbe esserci il diritto alla morte. se non sai vivere. se sei stanco di vivere. perché devi pensare agli altri? persone viventi, viventi capaci. vi faccio un esempio. se una persona che conoscete si innamora alla follia di voi. vi fidanzate con lei? la sposate? le stareste accanto? no. voi non pensate a lei. non pensate a quella persona e a quanto possa soffrire. il non-illuderla è un modo per non imbrigliare se stessi. è per se stessi che si sceglie di non stare con una persona che non si ama anche se si potrebbe farla soffrire fino alla morte. e allora? allora? la vita è egoismo. si deve vivere in tutti i sensi per se stessi e non per gli altri. chissene frega degli altri. gli altri non ci sono quando ti contorci tra le grida o ti laceri la pelle. la vita è tua. tua. soltanto. e decidi tu come e se viverla. la gente deve stare zitta. e pensare. prima di tutto alla propria vita di merda. perché non si rende conto come dire"non ti uccidere ne soffro" sia la frase più egoista e dolorosa. al mondo. si è dolorosa per chi è dissuaso dall'uccidersi. perché quando tutto "tornerà alla norma". quelle persone non ci saranno quando lui piangerà e urlerà. e morirà. mille volte dentro. perché a vivere non ce la fa proprio.

domenica 7 ottobre 2012

sta svanendo. tutto. il mondo. il mio sangue è tornato a scorrere. ho lacerato la mia pelle. ancora. in un unico punto. e se sono tornata a farlo. sennò non ho resistito. sennò non ce l'ho fatta. vuol dire che il cambiamento è vicino. o cambia il mondo. o cambio. io. muoio. è la fine. sta svanendo tutto. magari fosse la fine. in realtà non è vero. ma io lo voglio disperatamente. voglio che svanisca. e sta svanendo. sono davanti allo specchio. nuda. mi asporterei la pelle. mi asporterei gli occhi. mi asporterei il cuore. e lo schiaccerei coi piedi.  poi mi siederei a terra tra le cose che mi sono asportata. nel sangue. e sono tornata a scrivere come nel 2011. sono regredita. sono tornata indietro. non c'è nulla. nulla da fare non c'è scampo. perchè. perchè. perchè. non ho via di fuga nè di miglioramento. a questo punto. dove. cosa. devo fare. sono regredita tornata quella del 2011. del 2011. di questo passo mi aspetta solo la morte o il miglioramento. perchè mi sento peggio. mi sento. peggio. ogni giorno. dove andrò a morire non lo so. non ho più niente da dire alle persone. nessuno da guardare. e la mano con cui mi stringi. la sento lontana. c'è ma. non la sento quasi più. perchè. perchè mi sto perdendo così. sta svanendo. tutto.

giovedì 4 ottobre 2012

vorrei avere una rosa rossa sangue. da portare alla mia tomba. vorrei poter andare a quel sepolcro vuoto. e distendermi in quel letto. vorrei chiudere gli occhi. e rimanere là. come la bella addormentata con la rosa rossa tra le mani. ma nessun bacio potrà rinsaldare la mia carne putrescente. nessun tocco mi farà aprire gli occhi. perchè è troppo orrendo. vivere. avendo scampo solo nella morte. vieni a visitare la mia tomba. non piangere per me. perchè sono morta da tanto di quel tempo. sono morta nel 2006. sono morta nel 2007 e ancora nel 2008 e nel 2011. e forse anche in altri anni. ma nessuna morte è dolorosa come questa. ogni giorno mi alzo dal letto e mi vesto di morte. mi trucco pesante e vado a passare un'altra giornata tra i vivi. ma la gente non sa quanto sono putrescente. la gente non sa che sotto la mia gonna i vermi mi divorano. la gente non sa che ho il cuore rinsecchito come un frutto mai tolto dall'albero. la gente non sa. è naturale che non sappia. e si comportano tutti come fossi ancora viva. e allora quando andrò a stendermi nella tomba. non piangete per me. ero già morta. solo per inerzia mi muovevo tra voi. vorrei avere una rosa rosso sangue. ma ormai non ho più la forza di muovermi tra i vivi. ogni mattina mi alzo indolenzita. da un sonno senza sogni ne ricordi. muscoli e articolazioni dolgono. vogliono andarsene. sfaldarsi. non c'è più nulla per me qui. tranne la tua presenza. ma col tempo la stanchezza si accumula. la tua presenza no. la tristezza è l'unico sentimento eterno. e se vivrò. massi che vivrò. me la trascinerò dietro per sempre. alle caviglie. pesante. voglia di morire nella gola. bruciante. ma sono piena di cose da fare. devo muovermi. non ho tempo di morire. sennò non avrà senso la fatica che ho fatto finora. per un domani in cui potrei stare con te. per un domani in cui piangerò ogni tanto e non ogni giorno. per un domani in cui. potrei tornare ad essere torturata da meno preoccupazione. e nella morte ricercare solo la bellezza di una rosa. rosso sangue.

mercoledì 3 ottobre 2012

diventa sempre. più difficile. ogni volta è peggio. ogni volta che torno a desiderare di morire. è peggio. più difficile smettere di gridare. di piangere. agitarmi. e la paura. la paura. che è nata qualche mese fa. cresce. mi sfonda gli occhi dall'interno. con le lacrime. e il sangue nero. lo odio. la rabbia. e dalla bocca. vomito vita. vomito voglia di vivere. vomito. e ogni volta. ogni volta che ripenso che dovrei morire. la voglia si acuisce. e poi la nascondo. la seppellisco. sotto la pelle. dentro lo stomaco. e lei scalpita. scalpita e grida. grida nei miei sorrisi. nei miei occhi. non guardo più la gente in faccia le persone. lasciare che mi guardino negli occhi. non voglio che vedano quella voglia. voglia di morire. di scappare. di gridare. di accasciarmi al suolo e di strapparmi la pelle. gli occhi. la lingua. e rimanere là. in una pozza di sangue putrescente. nero. e quella voglia. quella voglia. preme. nella pelle. nello stomaco. nella testa come una droga potentissima. "lasciati andare, esci di strada" mi dice. "taglia la pelle, aprimi una via per uscire, aprimi alla luce, lasciami uscire come abbondanti fiotti dagli squarci" mi dice. "prendi l'ansiolitico, tutta la boccetta" mi dice. "apri la bocca, lasciami uscire, scorrere, urla, urla ora, adesso, corri alla cieca" mi dice. e quando sento che sto per impazzire mi chiede "perchè non muori?". io non posso. voglio. voglio tanto. lasciarmi andare. non c'è scampo. non c'è scampo alla paura. non c'è scampo all'ansia. non c'è scampo a questa vita con un altra vita. non si può fuggire. ne cambiare. ne tornare indietro. perchè devo vivere così. perchè. perchè. preferirei cento volte morire che vedere un altro sole. però preferirei mille volte vivere eternamente con te anche così. che morire una sola indolore volta. ecco perchè non posso. ecco perchè seppellisco quella voglia. per qualcosa che ancora non ho completamente. spero di avere ciò. prima di esplodere.

lunedì 1 ottobre 2012

il debito è stato passato. passato. finito. l'incubo inizia domani. se non ce la faccio. se solo morirssi. no non posso. devo barcamenarmi. devo farcela. emergere dalla melma e ricoprirmi di luce. tanta luce. voglio brillare anche io. essere meravigliosa per una volta. voglio ricoprirmi di sangue e diventare. un'assassina. aver finalmente coraggio di realizzare ciò che ho nella mente. quel mondo pieno di sangue. che sogno da secoli. ma so che non ne sarò capace. osserverò con astio le persone e basta. perchè so cosa è sbagliato so cosa è giusto. mi sono impegnata a superare il debito formativo. l'ho superato. so quello che è socialmente accettato. cosa piace alle persone e cosa no. ma io ormai non sono una persona. non sono più. ormai non so più piangere. non so più sorridere. ne guardare le persone negli occhi. non voglio che mi vedano. non voglio che mi guardino gli occhi. che vedano quanta stanchezza. quanta pesantezza ho sulle spalle. quanto astio nei confronti di tutto. e tutti. quanto disgusto. quanta non curanza ho di me. non mi importa. non mi importa nulla  di me. vorrei cadere da una scogliera infinita. vorrei uscire di strada con la macchina. vorrei. tante cose. tante fini. veloci. infinite. in cui consumare l'ultima ombra di me stessa. e invece mi muovo in avanti. mi muovo per inerzia e per desiderio. per desiderio. di un tempo migliore. in cui potrò occuparmi della mia odiosa persona. perchè tutto l'astio che riverso su di voi. in realtà è per me. per il disgusto che provo per me stessa. per quanto poco riesco ad amarmi. anzi l'unica cosa che riesco a fare è non amarmi. e tutte le volte che vorrei uccidere voi. vorrei solo uccidere me. ma non lo posso fare. perchè esiste qualcuno che dice di amarmi. che dice di voler passare tutta la vita con me. che vuole durare per me. e io ti amo. e tu dici di amare. me. io non posso uccidermi. e allora immagino di uccidere voi.

domenica 23 settembre 2012

non mi hai fatto regali materiali. o almeno. non regali materiali che durino. e non importa. mi ami. mi ami. ami ME. e so quanto è difficile amare me. me. me. essere amata è sempre  stato il mio unico grande desiderio. e come mi ami tu è perfetto per. me. amo. l'impegno che ci metti. sempre. ti amo. ti amo. amo te. solo te. e ora solo il tuo amore è importante. sono sempre stata amata da persone che non potevo corrispondere prima di te. e forse è per questo che amo il tuo amore più degli altri. però a modo mio. distorto. ho amato anche loro. perchè mi hanno riempito di amore. in tutti i modi. amore. amore. amore. e ho capito. ho capito tante. cose. che forse. forse. non lo so. li ho amati a modo mio. in modo perverso e cattivo. credo. ho giocato con loro perchè volevo vedere fino a che punto mi amavano. fino a che punto si sarebbero piegati per me. si sono stufati tutti. tutti. della mia indisponenza. dei miei capricci. della mia esasperata e continua fame. fame di amore. che non volevo colmare. li tiravo a me. e li mandavo via spaventata. ero una persone orribile. o forse mi sentivo. solo. persa. finchè non mi sono persa davvero.

mercoledì 19 settembre 2012

a volte la vita ti porta a vivere momenti sterili. asettici. privi di qualsiasi emozione. c'è solo vuoto. e immagini. immagini. che ti spaccano il cranio. ogni notte della tua vita da qual schifoso momento in cui non senti nulla. NULLA. però sai che stai morendo. lo sai che ti ucciderà. lo sai che le parole che senti ti ammazzeranno come un cane investito a cento venti all'ora. sai che non c'è scampo perchè non c'è fine alla vita. finchè non senti la morte. e chi sa quando viene quella. respiri. aria. dentro fuori. fumo. dentro fuori. e intanto non provi niente. ma sai che presto morirai. sai. che non c'è fine al peggio mai. e se non provi niente. non vuol dire che stai meglio. stai degerendo il sangue. il sangue delle coltellate. che la vita ti ha inferto. perchè nessuno esce indenne da niente. la perfezione non esiste. e se io ho un ragno nero. grande. pesante. che mi sta per sfondare la cassa toracica. quello di una persona che mi sembra perfetto si sta nascondendo sotto il tavolo pronto a mordere a tradimento. almeno so che morirò. almeno non troverò il mio ragno sotto al letto in una sera di felicità. perchè ce l'ho già sul petto. pronto a spiaccicarmi il cuore. so dov'è. vedo cosa fa. e se non provo nulla tranne pressione ora non vuol dire che poi non soffrirò.

martedì 18 settembre 2012

in questi giorni sono talmente stanca. sta mattina in autobus mi tenevo le braccia. perchè avevo paura la carne si staccasse dalle ossa. avevo paura di sfaldarmi. e scivolare in un tombino. come l'acqua grigia di pioggia. ma io sarei stata acqua rossa. rosso sangue. e pezzi. pezzettini. di corpo. la stanchezza mi rincorre ovunque. perchè non sto vivendo. non così. non tra casa. ospedale e università. e supermercato. non ho tempo di togliermi lo smalto. non ho tempo di dormire fino alle otto. non ho tempo di niente. solo di avere paura. la sera. quando vado a letto. la notte quando mi sveglio. non è paura di qualcosa nel buio. è solo pura paura. paura che non ci basterà il tempo per essere felici insieme. paura. paura. terrore. che mi cresce addosso. come muffa mi ricopre. velocemente. soffoco. terrore. si annida negli angoli polverosi di casa mia. il buio non è terrore. il terrore è buio. è sangue nero che scorre nelle vene. e allora corro. corro a cercarti. nella memoria. nel presente. se hai lasciato segni tangibili di te su di me. e so che in qualche luogo ci sei. anche se magari non pensi a me e hai da fare. non importa. ci sei. e quando posso tornare da te. mi sento come. come se qualcosa. di questo mondo fosse reale. ma sennò perdo consistenza. dove. chi. o semplicemente sono? sono così stanca che ho paura la carne mi si stacchi dalle ossa. e ho il terrore. di sparire. tutto sfuocato. cosa. sto. facendo. perchè. se solo potessimo essere io e te. solo altrove. a provare ad essere felici senza questa catene. che mi tirano via la carne dalle ossa. mi spolpano. perchè oppongo resistenza e tento di vivere. e mi trascinano giù in un mare di melma. mi sembra di affogare. di lasciare la realtà da parte. di perdere il corpo. anche se. le catene. mi spolpano. propagando stanchezza in ogni fibra.

domenica 16 settembre 2012

mi truccherò pesante e prenderò l'aereo. con la consapevolezza. che ad aspettarmi ci sarà un tassista e nulla più. non mio padre. non mio zio. non TU. avrò sonno e da domani sarà di nuovo una vita pesantissima. che non si può spostare con le forze di una sola donna. donna sola. mi taglierò le unghie. mi laverò i capelli. struccherò gli occhi. e mi butterò in una vita senza sonno. con tanto dolore infinito. chi siete voi per dirmi che devo studiare? io sono qualcuno anche senza una laurea. io sono una persona. mi accontento di servire ai tavoli. di fare le pulizie in casa d'altri. mi accontento. mi va bene. sopravvivo. ma voi no. come se foste voi a vivere la mia vita. e siete numerosi. infiniti quasi mi dite di lasciare il mio amore. di lasciare te. mi dicono che il primo amore è importante si. ma ci vogliono persone della stessa estrazione sociale. questa cosa che senso ha poi. ridere mi fate. senza laurea non sono niente dite. non si può vivere senza cultura. lasciare il primo amore dite. come se tu fossi il mio primo amore. sono giovane dite. invece ho pesantissimi vent'anni sulle spalle. e voi non capite. perchè alla mia età non avete vissuto quello che ho vissuto io. aveva ti i vostri dolori. ma non una famiglia putrescente di malattia. non uomini che non sapevano cos'è l'amore. e forse mai lo sapranno. sarò presuntuosa. ma il fatto che voi siete adulti non vi rende effettivamente più bravi di me in niente. quali sono i vostri dolori ora? la figlia all'estero. il figlio coi debiti formativi. un marito che forse mai hai amato davvero che ti tradisce. la salute è stabile. soldi non ne avrete a palate. ma a vivere ce la fate. e allora perdonatemi. se io il vostro dolore di una vita lo vedo sfuocato attraverso il mio. di voi non mi importa. di cosa dite non mi importa. non devi chiuderti in te stessa dite. ma cosa volete capire voi di un dolore che non avete mai provato. cosa potete capire. della putredine che mi sfalda le gambe e mi fa cadere giù. giù. giù. in un luogo che è mio e solo mio. come il mio dolore. come i miei pesantissimi vent'anni che sono ancora diciannove. lasciatemi vivere con il mio (non) primo amore. voi adulti avete pregiudizi nei confronti dei giovani. pensate che non capiamo un cazzo. ma forse non vogliamo capire un cazzo. perchè crescere fa schifo. vivere fa schifo. lasciatemi almeno scegliermi il mio schifo. non vivete per me. in realtà non mi conoscete. non conoscete il sangue nero che mi esce dagli occhi. perchè siete ciechi. e a mia volta io sono cieca e non posso vedere il vostro. perchè ognuno soffre a modo suo. ognuno ha i suoi fantasmi. e l'età è davvero solo un numero in certi casi. non generalizziamo non si generalizzi. MAI. e voi lo fate voi lo fate sempre. perchè avete la presunzione di capire. di aver vissuto più dolore di me. ma questo nessuno lo può dire. ognuno conosce solo il duo dolore. certo può dispiacersi per gli altri. ma non capire mai. e non mi importa di capirvi. mi dispiace per voi. ma sono pronta a combattere per scegliermi il mio schifo. la mia vita insomma. e io ho scelto te. te e te soltanto finchè il mio cuore non cambierà. ma credo sia più probabile che muoia. che io mi ritrovi senza un cuore. piuttosto che esso cambi sono diciannove anni che è lo stesso. che ama allo stesso modo. e anche la mente è assai cambiata poco. lo pensavo un tempo e lo penso ora. quando mi parlate, adulti. pensate che sia scema che mi spiegate tutto? già perchè gli adulti. e poi ancora più i vecchi credono di capirsi solo tra loro. e di essere saggi. più di tutti capire. e forse un giorno anche io diventerò pazza come voi. e che allora qualcuno mi uccida. tu mio bellissimo amore. uccidimi. lascia che il mio sangue scorra. per ora. mi truccherò pesante e prenderò l'aereo.  

venerdì 14 settembre 2012

il mio modo di amare. non ha mai avuto i freni. una volta innamorata. mi lascio scivolare lungo un dirupo pericoloso. mortale quasi. le sterpi mi rigano le carni. e il sangue colora la mia pelle. gli occhi vivi finalmente hanno qualcosa da guardare. si fissano. per anni ho cercato di amare qualcuno che sapesse amarmi a sua volta. l'amore non corrisposto era poetico. il dolore. fatato e dolce come il cianuro e le mandorle caramellate. che lentamente mi toglieva le forze. per anni ho arrancato tra gente meschina. innamorandomi. di uomini che non mi potevano amare. eppure io avevo così tanto amore dentro. quasi quanto odio nei confronti della vita. avrei potuto cambiare qualunque uomo con tutto quell'amore. ma non me ne è stato dato il tempo. mai. fino a te. ti ho amato disperatamente. mai come altri prima. più di tutti. mi scoppiava il cuore se solo vedevo che guardavi me. eppure non ti conoscevo. ma sapevo che per te avrei distrutto. ucciso.e sarei morta. per te ho desiderato davvero poter cambiare. essere bella. magra. sexy. per te ho iniziato a odiarmi senza ragione. non ero abbastanza non lo ero mai. il mio amore non lo era. e allora cresceva. cresceva. CRESCEVA. mi sanguinavano i polmoni se respiravo. mi doleva il cuore solo a vivere. mi scoppiavano le vene perchè troppo piene. e tutto quell'amore che nessuno poteva cogliere si rigirava su d me. mi corrodeva le ossa come acido. mi distruggeva lo stomaco. ero una persona sola. e volevo disperatamente che tu. TU. più di tutti mi amassi. e ce l'ho fatto. il mio amore. ti ha cambiato. lentamente hai imparato a volermi bene. in questo mondo che ci sta crollando addosso. perchè finchè ero concentrata su di te. non ho visto andare a fuoco la mia vita. non ho visto le persone contorcersi tra gli spasmi e non ho avuto pietà per nessuno. ora mi guardo in giro. e l'unica cosa che ho coltivato è l'amore. tutto il resto è morente. e non è neanche colpa mia. ma prima non lo vedevo. e ora è TARDI.

giovedì 13 settembre 2012

rinfaccio a mia nonna. ai miei progenitori. di non credere abbastanza. e loro sono persone di dio. loro cercano disperatamente di credere e solo una persona dal cuore gelido. distaccata. e non credente come me può farlo. ahahah. quanto mi fa sentire forte. fingermi tale. già. tanto tanto. non lo sono affatto. e lo stomaco mi va a fuoco in questi giorni. sempre. tanto. qualsiasi cosa mangio. qualsiasi cosa bevo. non cambia nulla. le sofferenze atroci. proprio. se non fosse quello qua sarebbe tutto perfetto. regali su regali. le persone che mi amano assai. quale tristezza sapere che presto tornerò nell'inferno e dovrò destreggiami tra questo e quello. università. famiglia. te.e sarà ardua e spero solo di non avere lo stomaco che va a fuoco come ora. sennò potrò direttamente seppellirmi nella terra da sola. a fare compagnia ai morti. ai vermi. qual tristezza. non riuscire a vivere con calma. è tutto. troppo. troppo. veloce. non voglio andare all'università. no. ma cosa posso dire ai miei per giustificarmi? mamma, papà, mi sanguina il cervello non ci riesco. ho lo stomaco in fiamme e male ai denti. e mal di testa. le mestruazioni. ho male al cuore. quante scuse possibili e addirittura veritiere. ma nessuna mi vale l'esonero. nemmeno la perdita di un arto. e che cazzo. lasciatemi morire nella fosse che da sola mi sto scavando.

mercoledì 12 settembre 2012

ho sognato di piangere guardando le nuvole. forse ero intrippata per l'ansiolitico. forse mi mancavi solo. solo. ah. solo. come se si potesse dire di questo solo. le nuvole erano meravigliose. veloci formavano nuovi agglomerati. blu. viola. arancioni. e il sole. il sole era gigantesco. avrebbe potuto bruciarmi gli occhi. e mi veniva da piangere. quando non ho mai pianto per nessun naturale paesaggio. non ho trovato commozione in quella naturale forma. che dicono bella. di tramonti. montagne. mari. o laghi. mai. eppure ho sognato di piangere guardando quelle magiche nuvole. pensando a te. pensando a quanto schifo mi fa questa situazione. a quanto io fossi infelice. e ora. ora sono in Russia. e qui. qui. è il luogo del cuore. del mio piccolo cuore egoista. che sa solo amare e desiderare per se. che non prova alcuna pietà mai. se non per se stesso. sono una persona triste. in tutti i sensi. sono triste. dentro. e mi straccio in tante striscioline grondanti sangue. e sono triste. nel senso di patetica. inutile. senza senso. a volte confondo i sogni con la realtà. ormai sempre di più. si è fatta la tinta davvero quella ragazza? ho fatto gli auguri a quello? e chi lo sa. cosa ho fatto cosa. no. non capisco la differenza. realtà e sogno si mischiano. devo stare attenta a cosa dico. a cosa taccio. a tutto. vorrei vedere ancora quelle nuvole. piangere per qualcosa. che non sia io. non sia tu. ma l'unica cosa che davvero mi tocca sei tu. sto sprofondando nella mia mente. e mi ci perderò se lascerai andare la mia mano. sono in Russia vero? si lo capisco dallo stomaco che mi si sta disintegrando. per emozioni. troppe. per il cibo che da più di un anno non mangiavo. per la vodka. per il martini. il whisky. la tequila. e tutto quello che bevo durante e tra i pasti. forse morirò qua. spero solo di non confondere talmente mente e realtà. da uscire dalla mia tomba.

lunedì 10 settembre 2012

mi viene la nausea prima di partire. lo stomaco vibra tutto. ed è un simbolo. un simbolo. di quanto io sia malata. e brami scappare via da qui. per sei lunghi giorni non ti sentirò. so che da te non avrò una parola. perchè i soldi non crescono sugli alberi. so che non ti farai sentire e ti darai al divertimento. al tuo personalissimo divertimento. che equivale al distruggere. distruggersi. vorrei che avessimo un amico comune. un buon amico comune che mi dica se sei stato con altre. non lo escludo. tanto non ti manco mai abbastanza. mai. e invece a me tu manchi come l'aria costantemente. in ogni respiro. sento  il dolore. in ogni vena. vedo il sangue nero raggrummarsi. le vene aspiragliarsi. non c'è posto per la pace. dei sensi. non c'è posto per la morte. eppure la chiamo. la chiamo a gran voce. morte dove sei. perchè è tremendo. andare avanti così. mi sento lacerare dentro. e anche oggi. anche oggi. che domani parto. non mi degni di una serata di compagni nemmeno per messaggio. scelta tua. scelta. tua. sappi che per ogni tua scelta. c'è una conseguenza. il coltello lo tengo io. dalla parte del manico. ma non lo rivolgo verso di te. lo rivolgo verso. la mia putrida carne. che vive di peccato. se dio esiste. dopo la morte vivrò strazi ancora peggiori. se io esiste. di sicuro non m'ama. non mi ama nessuno in realtà. neanche tu. perchè sarebbe diverso. sarebbe migliore ora. non sentirei le urla esplodermi in ola. non avrei bisogno di medicine. o alcol. o sigarette. magari potessi fumare. ora. magari tu fossi venuto a salutarmi a casa. magari non stessimo tutti morendo in questa casa. in questa casa ci sono solo i fantasmi. di una famiglia che non siamo mai stati. e la consapevolezza che la più forte di tutti sono io. ci sta uccidendo. perchè io sono morta dentro. molti anni a. ho perso ogni possibilità di essere felice prima di incontrarti. ho perso. ogni traccia di futuro quando ho compiuto undici anni. si perchè fu allora. che il veleno del dio colpì. la mia nonfamiglia. già eravamo brutti. una vergogna per le famiglie di dio. e così siamo stati colpiti. ma dio non esiste. e allora dopo la vita ci sarà il nulla e non sarò mai felice. magari finchè sono in Russia. almeno un pò lo sarò. ma il veleno è penetrato anche la temo. anche là. forse. ero io il fuocolaio. ho disperso odio. per troppo tempo. ho ucciso la mia nonfamiglia. ho ucciso me stessa. e mi. viene. la nausea. prima. di partire.

sabato 8 settembre 2012

il mare canta il mio dolore. c'è chi dice che il mare è potenza. ma osservatelo. osservate le sue onde infrangersi sulle coste. non è forse dolore. il mare colpisce ogni attimo la terra. la cerca. la brama. con la sua unica forza. ma ogni volta sebbene. il mare si impegni con tutte le sue forse. ne è respnto. nonostante a volte per la rabbia devasti la terra. ne è respinto. mi hanno chiesto cosa sarei in una foto. cosa sarei eh? sarei il mare. sarei quel mucchio di dolore accumulato in forma liquida. grosso. gonfio per il vento. che continua a colpire la terra. e tu. tu la terra. a volte siamo più vicini. a volte più lontani. è che io non sono capace di non dolere. di non farmi male al nostro scontro. e così vengo rifratta indietro. perchè non ho la forza di stare con te. ne quella di distruggerti. sono puro dolore. il mare canta il mio dolore. fino ad oggi non ci avevo mai pensato a questa immagine. ci ho pensato quando mi hanno chiesto cosa rappresenterei se fossi una foto. sarei il mare. quello bersagliato dai dardi di pioggia, grandine e neve. quello dove d'inverno si ghiaccia e rimane lacerato. quello dove orche e squali spargono sangue. non avrei la potenza che tutti dicono. che tutti vedono. vorrei solo toccare la terra. sarei solo scottata dalle lave ai miei piedi. inquinata da chi popola la terra. sarei solo un'immane quantità di dolore. il mare. canta. il mio. dolore.
in una stanza buia. reggiamo le candele. preghiamo e capisco che la fede è la forza. la forza di vestirsi pesante l'estate. e quanto pregherà in tutta la sua vita un prete quanto tempo perde. quante lacrime negli di chi dovrei amare. ma io non amo. non amo più. non più. o forse non l'ho mai fatto. mai. amo te ma è diverso. so di amarti perché soffro. ma con loro non soffro mi dispiace solo. e a volte no. ho debito. che felicità. e me ne vado in Russia lo stesso. fanculo mondo. università. Vado a prendermi il fresco. Il freddo. il gelo. la morte magari. magari. stiamo tutti in una stanza. per ore. siamo tutti stanchi. doloranti. io non conosco il vostro dolore. sono qui a sperare che il mio finisca. Ma la fine non arriverà mai. mai. non c'è sollievo per le anime mutilate. non c'è fine al dolore che vivono le persone. definite altro dalla società. non c'è pace per chi ha scelto la guerra. non c'è gloria per chi ha scelto putrido sangue. perché non è sangue fresco. è stantio. non c'è nulla nel mio cuore da anni. c'è solo bieco dolore. mi viene da piangere tra il fumo delle candele e rituali satanisti. cantilene religiose che in realtà non hanno senso. non per chi non ha la forza di vestirsi pesante d'estate. per apparire fintamente pudici al dio. e ho catturato l'attenzione del prete sulle gambe nude. scoperte da un vestitino cortissimo. inesistente. come ormai. è il mio cuore.

giovedì 6 settembre 2012

forse mi esploderanno le interiore. di rabbia. rabbia. rabbia. trattenerla mi sta rodendo il cervello. mi si sta sciogliendo la testa e afflosciando al suolo. perdo consistenza per il dolore. eppure allo specchio la mia immagine è sempre la stessa. mi si frantuma l'anima in migliaia di pezzi. ancora. e ancora. presto sarò ricolma di sabbia fin nell'esofago. mi verrà da vomitare quegli ormai minuscoli frammenti di me. e perderò me stessa. del tutto. per sempre. la sabbia si disperderà nel vento e così la mia anima. sarò solo un involucro vuoto scricchiolante. che disegna ombre sugli specchi. invece che riflessi. il mio cuore arrancherà dentro un corpo vuoto. dolendo. ancora. per sempre. perchè anche quando perderò l'anima. e spero succeda presto. il cuore rimarrà là. a battere. stanco. come il cuore di un umano vecchissimo. che sta morendo. oppure già in decomposizione. ma vivo. come il mio cuore. se avrò debito. non andrò in Russia.. non ci andrò quest'anno. ma a chi importa. qua sembra che importi solo se porto a casa i gusti giusti del gelato. ah no aspetta. a mio papà importa. talmente tanto. da dirmi che. che niente. non mi ha più detto nulla da quando gli ho detto che non so se ho passato il test oppure no. perchè tanto a nessuno frega che è a numero aperto. e poi sono viziata. si lo sono. perchè mi hanno regalato l'audi a1. perchè ho un iphone. quest'ultimo è tra l'altro un regalo dei clienti di papà. e la prima beh. io ho solo proposto quel modello. mi andava bene anche un catorcio. e si sono viziata. perchè lavo casa io da sola ogni settimana. perchè lavo mia mamma. perchè tento di essere BRAVA. non capite il dolore. no. perchè è la rabbia che mi sta mangiando tutta. lasciando tracce di sangue ovunque io metta piede. la mia anima si sta distruggendo. e rimarrò vuota. solo dolore. solo rabbia. di una mente dipinta del mio stesso sangue.

mercoledì 5 settembre 2012

volevo correre sull'erba e afferrare. le scintille di un cielo. che andava a fuoco. stringere tra le dita quei frammenti morenti di fuochi d'artificio. e lasciare annerire la mia carne. far scomparire i nervi. il dolore. ustionarmi la carne. fino alla morte. fondermi sull'erba. e diventare acquetta rossa e polvere nera. i tuoi occhi non stavano su di me. le tue labbra si rifiutavano di baciare le mie. saporite di sangue. e va bene. va bene. così. svegliarsi morta. per il test di accertamento. e andarci completamente stravolta. scrivere. ragionare. e temere di avere debito. di non poter andare in Russia nemmeno sei giorni. e tu che mi dici che dovrei fare quel cazzo che voglio. ma non vedi le pesanti catene che mi schiacciano a terra? la mia vita è un pianto. pieno di spasmi e di urla. e di ansiolitici. presi per smetterla. smetterla. SMETTILA DI URLARE. volevo corre sull'erba e afferrare. le scintille di un cielo. che andava a fuoco. avrei voluto evaporare e ballare tra le nuvole con te. ma ieri sera. non era serata a quanto pare. le mie labbra sapevano di sangue. e a te fa schifo il sangue. e io ne sono piena. un'altra ferita mi hai aperto. in fondo al cuore. da cui ne sgorga a volontà. potrei annegarci in mondo. e sarebbe poetico. oggi pensavo a quanti attimi d'amore. io non ho creduto. quanti attimi di dolcezza. ho minimizzato. e averne perso solo uno ieri. mi ha devastato l'anima. voglio smetterla di piangere. smetterla. smetterla. ho gli occhi che sembrano boccioli di rose rosse. gonfi di sangue e lacrime. dove sei. sono cieca. dove sei. sono sorda. vuoi dirmi qualcosa o posso andarmene? morire. credo che attenderò in eterno anche solo un tuo sospiro. volevo. correre sull'erba. e afferrare. le scintille. di un cielo. che. andava. a. fuoco.

sabato 1 settembre 2012

mi nasconderò ai margini del mondo. con un coltello in mano. fuggirò via da questo caos. col sangue che cola. sulle mani. e lo sguardo assente. come un pendolare. salirò sui treni. nelle metropolitane. e nessuno noterà quel sangue quell'arma. perchè camminerò nel mondo della verità umana dove assassini convivono con gli angeli apertamente. e quegli angeli ci godono. a essere impiccati dagli assassini. perchè è così natura. prede e cacciatori. e così mi nasconderò ai margini del mondo per non diventare preda. in un mondo in cui tutto è finto. i pendolari sul treno con me. e l'università che fingo di frequentare. dov'è il mondo. dov'è la vita. non lo so. dove il vero sole che riscalda la pelle. dove persone che sappiano amarsi. davvero. mi nasconderò ai margini del mondo. con un coltello in mano. e nell'altra la Tua mano. fuggiremo via da questo caos. e cercheremo un'altra dimensione. un'ombra rosa di sangue evaporato. uno specchio finto in cui tutto. anche noi. appare perfetto. il mondo si accarteccerà. e le persone si divideranno. in angeli e assassini. e chiaramente noi siamo cacciatori. ma del sangue degli angeli non ci importa. non ci importano i cacciatori. vogliamo vivere in pace. in una villona. nel nostro magico specchio. nell'ombra rosa sangue evaporato. e finchè studio le ricette nuove di ricette di torte da regalare a te. per rendere tangibile l'amore. quello che è come quasi come un veleno. mentre la mia mente perde senso. sto impazzendo. forse. il mondo è finto e posso toccare realmente. solo te. voglio solo te. è colpa mia ho annullato il mondo. e ti faccio dei dolci. scrivo lettere. sognando la nostra fuga. il nostro andarcene ai confini del mondo. il nostro trovare un'altra dimensione. solo nostra. e te lo dico sottovoce. in un'altra dimensione è già così. ci nasconderemo ai margini del mondo. come. se non lo fossimo già

mercoledì 29 agosto 2012

e se poi. noi rimarremo sempre insieme. in quale mondo noi vivremo. dobbiamo ritrovare la nostra dimensione. essere in grado di essere. semplicemente. ma nulla è semplice. mai. vorrei ma no.  nulla. le urla di chi perde la pazienza. la pace che muore ansimando. tra le mura di questa maledetta casa. dov'è il senso. non vedo l'ora che finisca tutto. potrei accidentalmente cadere dal balcone. ma chi muore dal primo piano? nessuno. io sicuramente no. magari rimarrei paralizzata e so. so. che tu non saresti in grado di amarmi così. io non ce la farei fuggirei lontano. su un letto a rotelle mi lascerei scivolare in discesa. verso l'ignoto. per non vedere i vostri sguardi penosi. o odianti. la rabbia mi travolge. della mia vita. del mio passato. tre sono le emozioni preponderanti. sempre. ira. sempre. vergogna. sempre. amore. non sempre. amore-odio. sempre. si ecco meglio. era un alternarsi. tra odio amore. e costanti. vergogna e rabbia. sono perenni anche ora. una costante unica nella mia vita. che permane. che mi rode. che forse mi farà morire giovane. spero. sarebbe l'unica cosa positiva. ti giuro. le urla a casa. di chi pensa gli sia tutto dovuto. sempre. ma niente è dovuto a nessuno non sono in debito con nessuno io. odio i debiti. e di sicuro a voi devo molto poco. progenitori bastardi. io sono libera. no. non è vero. rabbia. ira. odio per voi. amore per te. sempre.
il prezzo della verità è altissimo. so che non la volevi sentire. so che volevi pensare che a me andasse perfettamente bene così. che io fossi felice. che per te potesse bastare poco sforzo. ma non basta l'amore. non basta quasi mai. e anche se siamo diversi dalle coppie in genere. non basta solo quello. io mi sento egoista. mi sento cattiva a farti notare la tua assenza. ma è la verità. la verità è che stiamo poco insieme. e che qualche messaggio non basta. un messaggio non può abbracciarmi finchè piango. può dirmi che andrà tutto bene. ma non può toccarmi. un messaggio può esserci come no. perchè se sei altrove. non c'è nemmeno quello. e allora l'amore non basta. perchè anche se lo sento non sei tu. è te che voglio. non un pensiero rivolto a me. un pensiero magari distratto circondato da alcol e altro. amici e chiasso. in un luogo dove io non ci sono. aspetto messaggi che so già non mi consoleranno. messaggi ormai freddi. sporadici. la verità ha il suo prezzo ti ho detto come mi fa sentire il tuo comportamento. e tu sei arrabbiato perchè alla fine sono debole anche più di tutte le ragazze del mondo. non sono speciale e magica come credevi. la verità ha un prezzo altissimo e forse ci distruggerà.

domenica 26 agosto 2012

dio solo sa quante volte devo ingoiare pianto e singhiozzi e urla. in questi giorni. dio solo sa quanto sia difficile per me ingoiare le lacrime. il dolore si amplifica. all'infinito e mi sembra di soffocare. in me stessa. perchè deve essere così dura. devo farmi forza. forza. forza. FORZA. non urlare Nicole. non fuggire Nicole. forza Nicole. FORZA. non sei sola. anche se ti sembra così. e le lacrime invece di diminuire aumentano. non sono sola eh. e tu dove sei. ora. ieri. il giorno prima. ci e non ci sei. no io non ce la faccio. passo da rassegnazione mite. a dolore. salto tra incommensurabili. salto. salto. salto. e sono stanca ho il fiatone. non riesco ad adagiarmi. i nervi sono in fiamme. il sangue bolle. qualcuno mi dice che così è amore. amore. che finisce sprecato. buttato dalla finestra. precipita sull'asfalto in tante goccioline. tante goccioline. rosse. sangue che cola sull'asfalto. la mia anima che scivola via e ti dico. sent che nessuno è lì a raccoglierla. dici che mi vuoi come quando ci siamo appena messi assieme. ma io sento che il mio eterno fluire di sentimenti si schianta sull'asfalto. fatti forza Nicole. sono. sola. io sono con te. sono. sola. io. ti. amo. sono. sola.

sabato 25 agosto 2012

dite di essere preoccupati per me. dite che non esiste solo sesso. dite che lui non mi ama. non esce con me mai. non mi vede abbastanza ne fa abbastanza per me. pensate di sapere cos'è l'amore. quando le uniche cose a cui pensate sono la solidità economica che un uomo mi potrebbe dare o meno. e alle compagnie che frequenta. eppure di lui non sapete niente. e permettetemi. non sapete nulla dell'amore. voi che vi siete sposati senza sapere se mai vi sareste amati. che poi non è mica segnato il mio destino. se amo un uomo come te. la nostra vita insieme è tutta da scrivere. non è segnato niente. e vorrei che voi progenitori acidi. capiate. cosa c'è oltre al non avere un lavoro. cosa c'è oltre al vedersi poco perchè io sono sempre a sgobbare in qualche luogo per voi. ma voi non volete vedere. non potete capire. perchè voi siete ciechi. con le labbra secche. avidi di amore. che non avete avuto per colpa della lontananza. avete gli occhi iniettati di sangue perchè non riuscite a creare un legame costante tra voi. avete i cuori grondanti di sangue. di solo sangue. perchè non v'è amore. se non egoismo. siete rinsecchiti. senza vita. e in decomposizione sdraiati nella terra. contratti per gli ultimi spasmi cercavate di prendervi la mano. di stringere l'altro. ma. ma. ma. siete morti. quindi ora. non giudicate le mie scelte. lasciatemi amare chi. come. quando desidero. lasciatemi cercare di stringere una mano a modo mio. lasciatemi  trovare la mia via. così non morirò anche io. così non rimarrò sdraiata in deomposizone nella terra. contratta dagli ultimi spasmi. da sola.

venerdì 24 agosto 2012

oggi ho concluso definitivamente. che non conosco il vero dolore. ho visto una ragazza di 23 anni stesa a letto. malata terminale. teneva la mano della madre. e in quegli occhi v'era. il dolore. quello vero. è incancellabile della morte fisica. che già invalidandola le mostra l'amato marito e il figlio vivere. ciò che Leo sta perdendo. quella era viva morte. fisica. quella che manca a me. eppure vivendo la morte dello spirito. vedo ancora. come lei soffre più di me. ne sono convinta. eppure mi si strazia il cuore. sempre. e quando vedo la viva morte. il dolore che sento è immenso. Incalcolabile. e non oso immaginare quello di questa ragazza. se solo ci provo. mi strazio ancora di più.  e non so come faccia lei a non spezzarsi.

mercoledì 22 agosto 2012

quando tramonta il sole. cerco di tirar su i pezzi che ho perso durante il giorno. lo stress. la tristezza. la depressione. che mi hanno resa zoppa. monca. mutilata. perchè ogni giorno il male trova il modo di raggiungermi. di rendermi una persona altra. perchè alla sera rimango davvero in mia compagnia. qualche messaggio. qualche post. mio papà guarda la televisione dormendo. non chiedetemi come fa. ma nonostante questo spazio occupato sono persa nei miei pensieri. e ogni cosa mi ferisce. ogni lembo d'anima in me perisce. e rimango come un fantasma. in una stanza buia. un pò come una profuga. ma loro cercano vita migliore. io come un fantasma mi cullo nella mi immobilità. nel dolore che non riesco a fuggire. nella solitudine che non sono in grado di annullare. non sono sola comunque. in realtà no. tu mi stringi sempre. ma la sera. quando tramonta il sole. cerco di tirar su i pezzi che ho perso durante il giorno. e intanto perdo la percezione del mondo. perdo sensibilità. e rimango sola. perchè sono cieca. perchè sono sorda. perchè alla sera. quando tramonta il sole. il dolore si acuisce diventa. l'unica cosa che vedo. e provo. le uniche notti. in cui non mi perdo nel buio. è quando tu mi stringi nel tuo letto. tutto il resto è incontrollabile.

lunedì 20 agosto 2012

ultimo giorno di libertà. domani papà torna a casa. e allora. meno responsabilità. ma meno libertà. ma non importa. basta non morire ora. perchè ora non voglio morire. voglio vedere te presto. mostrarti i miei capelli decolorati. schiacciarti e morderti. e maltrattarti per bene. perchè tu sei l'unico. ora e sempre. se me lo permetterai. a volte mi sento sola e abbandonata. ma non importa. d'ora in poi devo fare del mio meglio. per conservare. la voglia di andare avanti anche solo per vederti ancora. per sentirmi ancora una volta "meglio". perchè il luogo del mio cuore sei tu. e non c'è nient'altro in questo mondo inacidito dal male e dal dolore.
l'estate è passata e non me ne sono resa conto. in quale mondo di tenebra è sprofondato il mio cuore. lontano. non lo sento più. solo quando ci sei tu ritorna. lo sento ovunque come il sangue. e poi vai via. O torno a casa io. e muore. muore migliaia di volte. ogni settimana. Ogni sempre. è non mi sento più nemmeno il sangue. non mi sento più. e sono bloccata nella melma. nera. densa. sono cieca sono sorda. non ricordo il mondo. non ricordo me. vivo in funzione di giorni futuri. vivo in funzione di quello che voglio avere. un giorno. mi agito nella melma. come un verme. come un animale che soffoca. lentamente. un coniglietto grigio. che si dimena nella melma ma è sempre troppo grosso. troppo brutto. per scappare. è la melma lo sporca. povero coniglietto soffoca. soffoco. mi sento sola in ogni modo. in ogni luogo che non sia tu. coniglietto bianco e bellissimo. luogo del mio cuore. del mio sangue. della mia vita. però intanto soffoco. nella melma. nella feccia del mondo. annego. perché è innegabile. non ho più forze. non ho più voglia. vivere è troppo pesante per un coniglietto che soffoca.<\span>