mercoledì 25 dicembre 2013
mi spaventano le foglie che corrono sull'asfalto tra le ruote delle macchine. sembrando mani mozzate che corrono verso di me. verso il mio cuore per stracciarlo. in tanti piccoli pezzi. è il silenzio. ogni tanto mio papà si gira a guardarmi per vedere se dormo. no. io non dormo. non oggi. non in macchina. non così. mentre le foglie corrono. sono paralizzata. nel silenzio. nel buio invernale. nel terrore più profondo. mentre corrono anche i lampioni. danzano. con le macabre foglie. mi sembra la morte sia vicina. ma non lo é mai abbastanza. sono totalmente bloccata dentro di me. è successo. non so bene quando. la mente si è ripiegata su stessa. non formula più concretamente un bel niente. la realtà si dipinge da se di agghiaccianti figure. e io immobile in silenzio. me ne sto rinchiusa nel dolore. a volte vorrei solo piangere e morire. non sono più pura. Il mio amore non è più puro. il mondo mi ha stuprato. le mani mozzate frugano nella mia testa. con voracità. come se di me restasse qualcosa da mangiare. potrebbe sembrare che sono in cerca di pena. non è vero. la pena e il dispiacere altrui non srotola la mia mente. ormai neanche io ci riesco. e le mie ali d'angelo sono sporche. più le lavo. più le sporco. e intanto non so più cosa voglio. sono una cattiva persona e così rimango. grido disperatamente aiuto e fingo indifferenza. ti amo. vieni. srotola la mia mente. proteggimi dal male. difendimi dalle foglie che corrono. difendimi dalle mani mozzate. un giorno. sarò morta.
lunedì 16 dicembre 2013
nella luce dei lampioni ho visto fasci di luce oscura. invalicabili. spaventose corde nere. calavano sulla strada. mentre correvo ai centoventi. limpida come non mai. eppure le corde calavano minacciose. ho addirittura rallentato. intimorita. ho pensato di non poter andare oltre. come di fronte un burrone. come di fronte al nulla. la corda nera spessa si stagliava nella luce. ed era anch'essa. luce oscura. invalicabile. potente. come i fili nella mia mente. coni d'ombra. spaventosi. dove coscientemente non voglio andare. eppure. eppure non sono mai stata così limpida. la mente brilla lucida. le corde si sono spostate di fuori. campi di forza oscura. potrebbero risucchiarmi. portarmi altrove potrei essere diversa. sarebbe potuto essere diverso. avrei potuto scegliere diversamente. non l'avresti fatto. dici tu. eppure ero così tentata. di andarmene. abbandonare i tuoi occhi. c'è una linea sottile tra ricordo e rimpianto. è la linea di occhi che forse non vedrò più. che mi seguono. che vorrei mi seguissero. sempre. gli occhi che ricorderò e rimpiangerò. le mani che ricorderò e rimpiangerò. ma intanto ho i coni d'ombra da schivare nella realtà. non ho tempo di farmi amare. di imparare. di farmi conoscere. ho bisogno di stabilità. di qualcuno che mi ami. e basta. che mi conosca già. che per sbaglio non mi lasci far prendere dalle corde. che per sbaglio non mi faccia scivolare in un cono d'ombra. ti amo perchè sei casa sicura. amore che mi conosce. mentre fuggo limpida da mostri immaginari. rimpiangerò il mondo. e certe cose in particolare. ma se in questa limpida follia mi smarrissi. ho bisogno di te che che conosci i miei coni d'ombra. ho bisogno di poter tornare a casa. ho bisogno di poter tornare. e spegnermi in dolcezza.
domenica 15 dicembre 2013
non so più cosa avrei voluto. o forse lo so ma è troppo brutto. sono stata come la nebbia. ho strisciato piano silenziosa. avvolgente. umida. fredda. gelida. ho mangiato tutto.ho cancellato tutto. ho evidenziato me stessa. quando quella era l'unica cosa che volevo cancellare nella nebbia. avrei voluto perdermi nella nebbia. dici che nella nebbia c'è un altro mondo. che quelli nella nebbia vivono per sempre. me lo dici con dolcezza. mentre sediamo abbracciati sul divano. e io ti credo. i miei occhi si colorano di bianco. voglio andare nella nebbia dico. a piedi scalzi me ne vado nei campi infangati. gli occhi come due fanali. non sono abbastanza. visito quel mondo mi ci perdo qualche giorno. la gente nella nebbia è bella. la gente nella nebbia è buona. mi tratta da principessa. anche se non mi sento più i piedi. inizio a non sentirmi proprio più. vogliono portarmi nella nebbia vogliono amarmi. mangiarsi il mio corpo. e io ubriaca di nebbia corro per i campi ridendo. ormai non sento più il freddo. non sento più il dolore ai piedi scorticati. cosa sto facendo non lo so. volevo la nebbia. volevo più amore. voglio più amore. sempre. egoismo puro. mi stavo lasciando cancellare dalla nebbia. congelata. stesa nel fango. col sorriso sulle labbra. quando hai chiamato il mio nome. e mi sono trovata catapultata di nuovo nel tuo amore. caldo sul divano. non so cosa è stato. un'allucinazione. la più bella e la più dolce di sempre. perchè la gente della nebbia mentre tornavo indietro ha reclamato il mio sangue. ha urlato vendetta. sarò per sempre triste. ma verranno a mangiarmi. torneranno per riavermi con dolcezza. e li rivedrò. ancora e ancora. sperando le tue gambe siano abbastanza forti per scappare. sarò per sempre straziata tra i due mondi. straziata con amore.
sabato 14 dicembre 2013
sono tornata tra le tue braccia. penso fosse destino. hai detto che nessuno dei due seppellirà l'altro. hai detto che ti procurerai il veleno. hai detto che saremo meglio di romeo e giulietta. hai detto che moriremo abbracciati. ma che ora abbiamo ancora cose da fare. non pensavo avresti mai pronunciato tali parole. non sai quante volte ci ho pensato io a morire insieme. sparire per sempre. nella nebbia. c'è un altro mondo. ti ho sussurrato di dirmi se diventerò un'altra. ti ho sussurrato di avvertirmi. portarmi indietro. qual'è il confine tra me stessa. e la me stessa malata. dove inizia la pazzia. e dove inizio io. nell'alba i colori pastello sono acquerellati dalla nebbia. da che io ricordi la malinconia mi ha sempre tenuta in pugno. con soffici dita. petali di rosa. la malinconia mi ama. come nessuno. la dietologa diceva che avevo un dono. sentire qualcosa oltre. io l'ho sempre saputo. io mi sono sempre sentita speciale. mi sono sempre sentita migliore. magica. quasi. una dea ora. ma è risaputo che può essere una conseguenza dei disturbi psichici. io non voglio perdere la me speciale. lo temo ancora più dello diventare un'altra. un'altra non si rende conto. un'altra è un'altra e basta. ma se rimango io. se rimango io consapevole. e mi sentirò solo spenta. vuota. se non mi sentirò più speciale cosa farò. ho paura di smettere di scrivere. che i miei pensieri si accartoccino. non siano più luminescenti immagini sanguigne. anche questo è importante. mi hanno detto che soffro di lutto patologico. che andrà meglio. che in sei mesi posso sentirmi meglio. ma il segreto è che non voglio sentirmi meglio. la tristezza è il mio stendardo. la depressione la mia spada. perchè dovrei abbandonarle. cosa sarei dopo. niente. anche ora sono niente. in realtà. un niente meraviglioso. ma poi. poi che niente sarò. vorrei mi amassero tutti. vi succhierei l'amore dalle vene tagliate. dalle lacrime. dalla disperazione. dai sorrisi lievi. dalla mano che mi tenete al buio. vorrei mi amassero tutti. vorrei amare tutti. rendere felici tutti. e poi uccidervi tutti. tutti quanti. anche te. che sul divano mi stringi e mi chiedi scusa. scusa per avermi fatto piangere. quando è il mondo a farmi piangere. vivere mi spezza il cuore. la mia mamma non mi accarezza più la testa. e sento le persone con ci parlo distanti almeno 500 m. come se stessero scappando. lentamente. in modo che non me ne renda conto. ho gli occhi rosso sangue. le mani fredde. il cuore marcio. e desidero ancora milioni di cose che non arriveranno mai. la società mi castra. e ingoio la pillolina a partire da oggi. mi sento la testa piena di nebbia. mi sento ovattata. distante. non capisco un cazzo. faccio la stronza. mi devasto in ogni modo. e ho ancora paura una singola pillolina mi possa trasformare in qualcosa che non mi piace. se mi uccidesse. se sapessi che è letale. mi preoccuperei meno. meglio diventare niente. un mucchio di ossa marce. che diventare una qualsiasi ventenne che non vede oltre. se fossi io ad avere ragione? se fossero i pazzi a essere giusti? la società è stupida mi fa vomitare. chissà se la penserò ancora così. vado a anestetizzarmi. la testa o il cuore. o gli occhi. non lo so nemmeno. io. proviamo gli psicofarmaci suvvia. penso sia arrivato il momento di arrendersi. a cosa poi non lo so nemmeno. di sicuro al fatto che sono debole.
domenica 8 dicembre 2013
e mi manchi. il freddo si mangia le mie ossa. e penso solo alle tue braccia. ho scelto te. ho scelto te infinite volte. sono una sposa col velo rosso sangue. sola in una chiesa. aspetto la luce. la luce del giorno. del giorno in cui ce la farò. uscirò dalla chiesa diroccata col velo gocciolante. sangue sulla pelle. occhi tristi. ho scelto te infinite volte e temevo di sbagliare. temevo di essere stata in torto. temevo alla chiesa buia non ci arrivassi mai. temevo di rimanere sola per sempre. e invece sono circondata da lupi richiamati dal sangue. le orche affiorano nel lago. ero così persa. che temevo di essermi rifugiata in un luogo sicuro. invece in questa decadenza non c'è nulla di sicuro. dovrei amarmi. salvarmi. e invece corro sulle lamette gettate a terra. prendimi. con la tua massacrante dolcezza. rompimi le ossa con la violenza dell'amore. con le tue dita toglimi gli occhi. appoggiami in una bara. grondante di sangue. e seppelliscimi nel tuo cuore. da lì non voglio più uscire. portami a morire. anche se non l'hai mai fatto non torniamo a casa. mai più. morti nell'amore. morti nel tuo cuore. morti nel mio cuore. seppelliamoci con cura. non disperdiamo più il sangue. lecchiamocelo via. e mi manchi. mi manchi da morire. mentre il freddo mi mangia le ossa. ti aspetto in quella chiesa ormai a pezzi come me. il velo rosso sangue. le gocce rosse sulla pelle. gli occhi tristi. ti aspetto in quella chiesa. ma so che ti verrò a prendere a casa. in abito da sposa. armata di coltello. nessuno fugge più.
domenica 1 dicembre 2013
il buio inizia con un sorriso. la fanghiglia si crea dai resti dell'amore. il dolore è solo il cibo dei mortali. il destino è miserabile. mi reggi per una mano. poi perdi la presa. precipito nei colori. cado in acque gelide e spaventose. mostruose creature si celano. milioni di creature si celano. pronte a mangiarmi. pronte a prendersi tutto di me. ma quella fanghiglia non sono più i fiori dell'inizio. tutto cambia. all'infinito. mi tenevi le mani su un prato fiorito. eravamo dei. mangiavamo amore. ma poi ha piovuto. ha piovuto tanto sopra i fiori. ha piovuto tanto sopra a noi. i fiori sono diventati fango. le mani scivolose e mi ha lasciato andare. attraverso il fango sono caduta in basso. scivolata senza aria. nello sporco. niente amore. solo rabbia potevo mangiare. solo odio mi penetrava nella pelle. e scivolavo giù con un urlo silenzioso. gli occhi sbarrati la sigaretta in mano. spenta dal fango. e poi fu il vuoto. e la caduta accelerata verso le acque gelide. là il freddo mi penetrava nelle ossa. creature mitologiche volevano il mio dolce sangue. e tu sei venuto a recuperarmi. mi hai preso salda e mi hai riportata su. il fango non era cambiato. mi hai sorriso. il buio inizia con un sorriso. la fanghiglia si crea dai resti dell'amore. il dolore è il solo cibo dei mortali. il destino è miserabile. mi reggi per una mano. sta volta con convinzione infinita. ho il sangue che scorre sul viso. sorrido guardando a terra. ho paura di guardarti. ho paura di vederti. ho paura di vedere che mi regge la mano uno scheletro incavato consumato da tutto. per lo stesso motivo ho paura di guardare me stessa. e comunque a volte il mio cuore batte ancora felice. danza nel fango. almeno su di noi ha smesso di piovere.
martedì 19 novembre 2013
fa freddo. fa troppo freddo fuori. fa troppo freddo dentro al cuore. spinoso. mi sento incapace di muovermi. ormai lentamente si sono arrugginite le mie articolazioni. ma quell'ossido di ferro è altrove. sono solo immobile congelata. vecchia. come le sequoie gigantesche. ma loro ancora si protendono in alto alla luce. io sono rannicchiata dentro al ghiaccio. se lo volessi potrebbe essere facile. mi hai detto in sogno. tenendomi le mani. se lo volessi potresti liberarti. mi hai sussurrato visione evanescente. dolce spirito inesistente. e io vorrei. vorrei fuggire. sciogliere il ghiaccio col calore dell'amore. ma tre piedi di tre spiriti maligno mi schiacciano la testa nel ghiaccio. vorrei muovere le labbra tumefatte dal freddo. negli occhi mi si riversa sangue congelato. il cuore pompa al rallentatore. vorrei venissi a prendermi tu col tuo amore. vorrei sciogliessi il ghiaccio e mi ripetessi che tu. tu no. non mi lasceresti andare. non mi lasceresti a decompormi con estrema lentezza. estrema lentezza per il ghiaccio che prolunga solo agonia putrescente. baciami con le labbra calde. senti il sangue mio accendersi. colarmi dalla bocca. usciamo. andiamo a consumarci insieme. nelle trappole di vita. ma tu sei solo spirito luminescente. inesistente dolcezza. un'illusione che il freddo gioca alla mia mente. mentre lentamente muoio invece di alzarmi.
sabato 9 novembre 2013
mi sto sbriciolando. lentamente. con le caviglie affondate nel fango. mi sto sbriciolando. il dolore mi erode le costole. mi sbriciolo come tortino friabile pieno di sangue. nessuno mi ha avvisato. urlo. nessuno mi ha preparato una tomba. urlo. la fine è ora. in ogni secondo. mentre il sangue si raffredda e io perdo il controllo. le cose finiscono infinite volte volte prima di finire davvero. e così io. io muoio infinite volte. tantissime. lo devo rivivere ogni istante per ricordare. ricordare che non ho ancora una tomba. che il male sale nel sangue. fino a alla bocca. i nervi sono bastoncini d zucchero. si sbriciolano anche loro. troppo secchi. troppo fragili. troppo vuoti. e io perdo il controllo. non capisco più. non reagisco più. non so come sono finita con le caviglie nel fango a sgretolarmi lenta. a sbriciolarmi come un enorme triste biscotto. non mi ricordo come è successo. non mi ricordo perchè. so solo che fa male. male da morire. morire ogni minuto. vivere in agonia. con i fianchi squarciati. e le costole fragili scoperte. il cuore non pulsa. o forse è solo flebile. la mente è congelata. o forse si è suicidata. troppo male. troppo tutto. tutto insieme. come il pastone per le oche da fegato. e finisci per annullarti per non provare niente. finisci per non capire più. per non poterti concentrare. per non poter far nulla. perchè i muscoli sono bloccati. e poi ti risvegli all'improvviso ormai il fango ti arriva alla vita. ed è la fine. non posso gridare. non posso uscirne. posso solo aspettare di soccombere un'altra volta e risvegliarmi altrove. magari sarò in acqua. ad annegare. magari in un fuoco a scintillare. come una stella. ti risvegli infinite volte. con le costole sempre più scoperte. i nervi sempre più a pezzi. e presto o tardi lo sai. arriveranno al tuo cuore. e lo spappoleranno. definitivamente cesserà di battere. mai più risvegli. nella mia testa ci sono già. sono degli sconosciuti fortissimi. che giocano con un martello, un'ascia e tre fucili. ormai il sangue mi cade dagli occhi. mi sto sbriciolando e presto non ricorderò me stessa. e nemmeno il mondo.
giovedì 7 novembre 2013
in sogno. ci sono uomini gentili. attenti. che toccano la mia pelle e mi portano il palmo di mano. non hanno per parole offensive neanche scherzose. hanno solo dolce ammirazione. mi accarezzano la pelle sconosciuti. voglio il loro sangue dolce. piove dal soffitto. lacrime nella fredda nebbia. la voglia di sparire. bianca nella nebbia. nuda a piedi scalzi. sanguinanti sulle strade. nei miei occhi solo ira. nei miei denti solo nervi. nervi tesi doloranti. tirati stretti in tutto il corpo. corpo umano disgustoso. dove amore. dove calma. me ne vado armata nella nebbia. di coltello affilato. rabbia anch'esso come me. vado a cercare la cattiveria vestita di nebbia. nelle albe gelide accoltello i bambini dormienti. insoddisfatta della vita. affamata d'amore. me ne vado sonnambula. mentre sogno uomini reali. con atteggiamenti diversi. e a te amore mio da anni. sogno di spezzare il cuore con la violenza delle parole. con la violenza dell'amore. con la violenza della vita. e del sangue sui coltelli. sogno altri adoranti. sogno te abbandonato. sogno te da solo mentre mi allontano nella nebbia. perchè in verità vorrei vendicarmi di quando non mi amavi. di quando non c'era cuore nelle tue parole. di quando hai voluto essere cattivo. vorrei il tuo sangue più di tutto. come sempre. per vendetta. per ira. per amore. sono confusa e vuota. vago nella nebbia. sogno uomini adoranti. cerco te per accoltellarti. per fartela pagare. cerco te. perchè da sempre mi hanno chiamato le pulsazioni del tuo cuore. aspetto sconcertanti sanguinose lucidità. in cui saprò rimanere al tuo fianco senza perdermi. perderMI. o andarmene. per sempre. nella nebbia. persa. la testa. da altri uomini.
domenica 3 novembre 2013
ed è la confusione. è l'indolenzimento. è la voglia di non alzarmi. di non alzarmi dal letto mai più. di morirci da sola.sta volta. da sola. quanto resisterò. con questa infelicità addosso che si cristallizza sulla pelle. sangue coagulato mi ricopre. quanto posso rimanere senza respiro. quando ho il naso schiacciato sulla tua pelle profumata e non riesco a respirare.quanto posso rimanere spenta dentro. quando la confusione dello sforzo di pensare si accumula nella mia mente facendomi piangere anche se non sono triste. sono terribilmente a pezzi. mi hai distrutto con un'ascia e sparsa in giro. perchè ti piace così. e io mi sono ricucita. ricoperta di sangue coagulato. bella dea dell'ira e della tristezza. ma tu sei tornato mi rivolevi ancora perchè ero riuscita a risplendere di rosso fulgore in tua assenza. un tempo scrivevo di quello che avrei fatto per te con estremo amore. ora scrivo di me. più persa che mai. e le tue spire intorno a circuirmi ancora più. quanto resisterò in apnea. quanto resisterò nel pianto perenne. nella sensazione totale di mancanza di qualcosa. verrà il giorno in cui non riuscirò ad alzarmi ci rinuncerò. e sarà il giorno che avrò perso. il giorno in cui tutto il sangue cristallizzato su di me. mi impedirà i movimenti. anche quelli del torace già ostruito. e morirò così. soffocata dalla vita. perchè la verità rimane una sola da sempre. tu non mi ami abbastanza. e io. nemmeno io mi amo abbastanza. io amavo solo te. forse amo solo te. ma ho il cervello spappolato da una mano che ci ha frugato dentro e messo disordine. così da una mano del caso. perchè io figlia della terra soffrissi. come tutti. e come nessuno. come solo io stessa posso capire. tu potresti amarmi fino alla morte. ma a me non importa. io provo solo dolore e confusione. se ne avessi la forza mi seppellirei da sola . ma a mala pena mi alzo dal letto. e nessuno mi salverà. potrei solo farlo da sola. tu non verrai. tu non puoi salvarmi. nessuno può. solo io. ma non ho più la forza. proprio zero.
venerdì 1 novembre 2013
tu sei. e io non sono niente. sono un corpo. un corpo e basta. vorrei essere nel vento. vento che odora di autunno e primavera. vorrei essere nel sole pungente e freddissimo nell'inverno. vorrei essere nell'umidità estiva che si appiccica alla pelle. vorrei essere niente nel vero senso della parola. vorrei essere tutto. e niente. in un solo tempo. so solo che di fronte a te mi sento niente più che un essere orribile. a volte nei cerchi di sangue che mi aprono nei pensieri. vorrei essere felice. vorrei essere trattata con tutto l'amore del mondo. dov'è il miele che dovevi vomitare per me. dove la dolcezza del sangue dalla bocca. che scende piano. lento come l'infinito. veloce come la vita che se ne va. la vita mi ha rovinato l'autunno. le tristi circostanze. mi hanno rovinato la primavera. aspetto marcisca ogni gioia sotto un albero di pesco. che sfiorisce come me. i frutti non sono mai cresciuti su quest'albero. tu mi avevi promesso pesche dolci e profumate. io vedo cadere solo petali grigi e avvizziti. tu sei. e io non sono niente. voglio saltellare leggera come i bambini che corrono fuori da scuola. voglio la mano di mia mamma sulla mia testa. e il calore del suo corpo. e invece non ho amore. non amore vero. ho solo male alle ossa. ai polmoni. ai muscoli. mi muovo male. funziono male. ma in fondo io non sono niente. sono solo un corpo.
ci sono sempre state poche parole che possono rendermi felici. parole che usualmente non renderebbero felici nessuno. penso. ma la decadenza. lo sgretolarsi della vita. il distruggersi. lentamente. insieme. era sempre il malsano di amore di cui andavo in cerca. a braccia tese contro i coltelli. un sentimento che consuma più della vita. un sentimento che consuma più della droga. la perfezione negli occhi spenti. nel sangue da naso e nelle risse per strada. risse per strada che non raggiungerò mai. vorrei indossare un mantello. impugnare una spranga. e volare nella notte. come magica eroina ebbra di forza di pazzia. eppure certe parole. certa dolcezza decadente. il mio grande amore non me la offrirà mai. troppo bella. troppo pura. dice. quando a me basterebbe che mi chiedesse di andare a morire insieme. ovunque e in nessun modo. a volte penso che sono io a essere malata. che quelli uomini che mi hanno rivolto tali parole non mi amavano affatto. ma dove. lo struggersi. dove la fine di ogni giorno. dissanguati dall'amore. cosa ci faccio qui a lasciarmi vivere da una vita tranquilla. vi auguro la morte. la morte a tutti. perchè sono io voler morire più di tutti. ogni giorno scopro nuovi motivi per cui alzarsi dal letto non ha più senso. sto vivendo per quieto vivere. sto vivendo per dovere. nei confronti di chi non si sa. è orribile aprire gli occhi ogni giorno con la nausea. sono nauseata da sta vita. dalle persone. dalle parole. dai sorrisi che ormai non riesco più a fare. sono abituata solo a piangere. piango se mi arrabbio. piango se sono confusa. piango se sono triste. ormai ho sempre gli occhi umidi. sono stata stuprata dalla vita. il dolore si è preso il meglio di me. l'unica che non mi vuole è la morte che non mi chiama a se. svegliarsi ogni mattina con la nausea. l'ira. l'odio. e il male. il male dentro. dentro al torace. come se potessi vomitare sangue. come se il sangue bollisse. acido sfrigolasse sulle ossa. non ricordo nulla dei miei pensieri. la confusione. i cali di attenzione. regnano sovrani. perchè mi sono arrabbiata. quanto tempo fa. chi lo sa ormai. mi sto lasciando vivere a caso. non ricordo più le cose che faccio. non ricordo più cosa voglio. ho sete di vendetta. e di sangue non si sa verso chi. sono indistintamente arrabbiata e indistintamente infelici. uomini vari mi hanno sussurrato le parole per aprire il mio cuore. ma ora dove sono. ci sei solo tu a guardarmi a tratti. mentre da solo fai quello che io vorrei condividere. tu decadi. e io. io. ahahah. marcisco. vado a male. senza un senso. senza uno scopo. ero da consumare entro una data passata da millenni. la mia mente è ormai sfaldata in mille rami dolorosi fuori dalla testa. si impiglia in idee che non sono idee.ma solo frammenti di anima perduti dal dolore del mondo. sono un cervo con la mente. sono un cervo vuoto. con corna fantasma che dolgono ad ogni respiro. ormai sono fuori da ogni realtà. nessuno si è preso cure di me. nessuno mi ha eliminato.
lunedì 28 ottobre 2013
è come se sui bordi del mio cuore. si abbattesse un uragano. le onde del mare mi salgono negli occhi. trasbordano le acque. dai miei occhi. tutti neri intorno. d'odio. trasbordano le acque cupe dai miei occhi. mentre tremano le pareti del mio cuore. l'uragano le vuole buttare giù. a suon di colpi. contrazioni di dolore mi accartocciano le membra. mentre dentro esplode il mondo. e l'ansia sale. sale con le onde. l'angoscia esplode è l'uragano. urla sorde nei miei occhi spenti. e i motivi ci sono tutti. tutti è nessuno. prendere il treno. mangiare fuori. una mancata risposta. mia mamma sotto terra. e lo studio. le persone che odio. e anche quelle che non odio. e ho da fare. da fare all'infinito. i miei doveri sono la mia vita. e la mia vita sono i miei doveri. e comunque non ho tempo. non ho tempo di svolgere ogni dovere. ogni maledetta richiesta. la casa è un disastro. lo studio assente quasi. e comunque non ho tempo. non ho tempo di amarmi e stare bene. a volte mi sento come se io mi fossi condannata da sola. mi sono messa le mani addosso da sola. e se solo in preda all'ansia potessi gettarmi via. fare del mio corpo scempio come un tempo. invece riesco solo ad aver paura. a cadere in preda alle lacrime in mezzo a sconosciuti. ormai sono solo un'ombra. un'ombra spaventata. sono niente in confronto a quello che ero. sto perdendo la gioventù. tutte le occasioni. tutto. perché sono un guscio vuoto. un cuore pieno solo di uragano. occhi spenti pieni di onde. che cosa ho fatto a me stessa. e a questa domanda. è come se sui bordi del mio cuore. si abbattesse un uragano. ancora. e ancora. e ancora. dove sei. nicole. dove sei. mamma. vorrei morire anche io. dar pace alle pareti del mio cuore. lasciarle sfaldarsi putride ormai. marcescenti. dove sei amore. dove felicità. dove serenità. dove allegrezza. dove attenzione. dentro di me c'è solo paura. ansia. angoscia. terrore. odio. ira. ho paura. ah che eufemismo. ah come se cambiasse qualcosa temere una cosa in più. eppure la temo forse più di tutte. e se avessi sbagliato a tornare indietro. che periodo orribile. sono dissanguata dalle mie stesse paure. livida di morte apparente. vorrei chiederti "aiutami" ma so che non capiresti. ma so che non sentiresti. so che sono sola a spremermi da sola il sangue dalle vene. voglio accelerare la mia fine. voglio arrivi presto il punto in cui saprò urlare. urlare basta. e tornerò a galla. mezza morta a respirare. o saprò urlare basta si. ma morirò.
venerdì 11 ottobre 2013
vorrei vomitassi miele per me. vorrei vomitassi rosso miele caldissimo. dolce. dolcissimo miele. il sangue colora le nuvole mentre il sole cade giù. verso il vuoto. verso il buio cade luce. il tempo passa. continua a scorrere. ormai è passato un anno. non pensavo saremmo ancora stati insieme. ancora. nel miele vomitato su un letto. la dolcezza è finta mi dicevo. la dolcezza è morta. avrei voluto solo poter picchiare me stessa. il mio cuore vuoto. e traboccante allo stesso tempo. insensibilità. inappetenza. tutte cose standard. per i cuori secchi. quanti anni. ormai. si seccava ogni giorno. il dolore di tutto che si secca. un eterno autunno. quanto amo gli autunni. gli autunni sono bellissimi. con le foglie secche che cadono. lentamente. il vento. i primi freddi. le serate davanti al tuo camino. ma penso che ormai nel mio cuore non ci sia più spazio per nuovi autunni. sono anni ormai che vivo un autunno perenne. perché quest'aridità del mio cuore. è per sempre. e può solo peggiorare. ,Lenta è la morte. voglio che vomiti miele per me. che me lo inietti nel cuore. con bellissima violenza. con violenta bellezza. con amore. e anche odio. Vomitando miele rosso di sangue del tuo cuore. miele aspro in sottofondo. mentre fatiscenti crollano le pareti. lasciandoci davanti a spaventose nuvole rosso sangue. che incendiano i cuori. tutti tranne il mio. si sgretola anche il cielo. anche il cielo cade giù. ci lascia spogli a morire di freddo nell'universo. però ti amo ancora penso. voglio che vomiti miele per me. che mi dimostri col sangue ed con le lacrime quanto mi ami.
lunedì 23 settembre 2013
sei tornato. dici che il mondo è sangue scuro. che senza di me sei perso. dici di aver perso le cose più belle perdendo me. hai capito di aver sbagliato. di aver gettato all'aria l'amore. quanto ti manca l'amore. mi hai scritto una dolce lettera. hai appeso un lenzuolo d'amore al mio cancello. disperatamente hai imbracciato il fucile delle scuse e ti sei perso nei campi. a cercare me. coniglietto grigio fuggito lontano. sui campi ormai arati su cui scende il freddo. hai sparato scuse alla cieca. sperando mi raggiungesse il tuo rimorso. il tuo pungente pentimento. mi ha trafitto il cuore. stavo fuggendo alla ricerca d'amore. stavo fuggendo verso altri cacciatori. con in mano fucili di dolcezza e complimenti. ma le tue scuse mi hanno raggiunta a piedi scalzi. la dolcezza che provavo e riemersa da una valle di lacrime. ancora viva. ancora sanguinante dai colpi di luglio. ti chiedo amore ora. ancora con i lividi gonfi di sangue. ti chiedo di riprendersi con te. ora. ora che so che mi vuoi più della morte. ora che so. che nel tuo cuore. c'è scritto il mio nome. l'avevo dimenticato. eppure l'avevo inciso io. in quella parete di carne. con un coltello chiamato amore. l'ho inciso con tutta la forza di un mare in burrasca. perché così ti amavo. così t'amo mentre annegano i marinai della tua mente. hai trovato l'incisione ancora sgorgante rossissimo liquido e mi sei venuto a cercare. perché l'unica cosa rimasta era il mio pensiero. le mie labbra. i capelli. la pelle bianca. tutto ossessivamente tornava. come fantasma a piedi scalzi. come morto che cammina la mia anima tornava da te. si muoveva piano. nel cervello. sei venuto a riprendermi. a vedere se ancora c'ero. e io stavo scappando lontano. ma ora ti dico. prendimi. accarezami. amami. andiamo ad accoltellare il mondo. con le lame del nostro amore.
venerdì 13 settembre 2013
mi ha sempre spaventato. la fatiscenza. la decadenza. quel lento sgretolarsi. agli occhi. mi ha sempre affascinato. attratto. la fatiscenza. la decadenza. perchè forse. la mia anima. si sgretola. lentamente. al cuore. sto cadendo a pezzi e ne sono conscia. quel barcone nel fiume. scrostato.agonizzante attaccato a un palo. con una corda. e uguale sono. io. distolgo lo sguardo. spaventata. lenta alzo gli occhi. di nuovo sul barcone. mi sento ansiosa. ansiosa di perdere pezzi anche io. involucro giovane. di anima stanca. putrescente. accendo una sigaretta. un'altra. ancora. tanto dove è il futuro. cosa sarò. dove. perchè. cado a pezzi lentamente. non c'è amore. non c'è dolcezza. se non quella della morte. che arriva di soppiatto che ti coglie all'improvviso e il corpo vive ancora. come degli spasmi. come muoversi ancora. dopo la decapitazione. è assurdo. fatiscente vivere. dimentichi tutto. e tutti. lentamente decade il corpo vuoto. la decadenza. la fatiscenza. la morte lenta. la vita. spaventosa. e affascinante. che la fine arrivi presto. amen.
lunedì 26 agosto 2013
e rimane il ricordo. di come meraviglioso era. vedere solo te. quanto ti amo ancora. forse. dove rimane la dolcezza. che non c'è mai stata. i morbidi coltelli che mi spingevi contro. le morbide parole fatte di sogno. le coloravo di sangue. come dipinti magnificenti. erano sfumature di noi. dei nostri sangui assieme. erano magnifici attimi lontani. solo immaginati. solo sentimenti. cuori pulsanti. sangue caldo. che cadeva a terra. sangue secco ormai. dici che ti manco. ma ormai il cuore batte altrove. ma ormai non riconosco più il tuo sangue. è passato. è passato il periodo in cui lo vedevo mio. mio per sempre. mio tutta la vita. mio. mio. ora è tuo soltanto sei libero. libero di trovare altro sangue da mischiare al tuo. libero di far sognare ad altra parole di sogno. libero di sognare di farle ancora per me. sognante nella morte. nero mio sangue desiderare. ma è tardi. o è troppo presto. Per mischiare di nuovo i nostri sangui. io non lo so. non so più niente. voglio mancarti. come coltelli nelle ferite. voglio sentire la tua mancanza. come il sangue nelle ferite secche. voglio nuovo sangue. è diventare sporca. mischiarmi altrove. in atri. in altri corpi. voglio mischiarmi altrove ad altra gente. ad altro sangue. diverso dal tuo. luminescente. coltelli che mi affettano con accortezza. non morbidi. non parole di sogno. parole in cui poter credere. parole vere. a cui scegliere se credere. rimane il ricordo. putrido di prima morte. rimani tu bellissimo. altrove. e rimane. la ricerca. di altra morte. di altro sangue. di altro amore. diverso. e uguale cento volte. ancora.
venerdì 23 agosto 2013
che morte. che fine. che agonia. non volevo più scrivere qua. volevo sperare. sperare che saresti tornato ad accarezzare la mia pelle. a toccare le mie labbra. lentamente si è contorta la speranza. lentamente si è sparso il sangue. sulle mattonelle. sull'erba. in piscina. il cuore aperto. lentamente le lacrime esplosero. la consapevolezza che il cuore era scoperto. lentamente morte nera. nelle pupille. lentamente sigarette. e poi d'un tratto tutto esterno. poi d'un tratto tutto altrove. e quel corpo tutto aperto. al mare. lasciava uscire il dolore. è arrivato il giorno che temevo. si è conclusa questa forza. dicevo di avere vent'anni. di sentirmi vecchissima. vecchissima di secoli. e ancora non sapevo. che sarei invecchiata ancora. che di morte c'è n'era ancora. è arrivato quel giorno in cui sentimenti è passioni si fanno esterni. irrilevante è il dolore. si perde sensibilità. come se quel cuore aperto me lo avessero estratto. Imbottigliato con il sangue. e lo guardo sorpresa di quanto patimento c'era dentro. di tutto quel turbinio non necessario. alla mia mamma sicuramente era successo. vita infelice. vita dolorosa. si sarà estratta il cuore da sola conoscendola. e adesso sarebbe fiera. vera donna russa. forte. forte dell'indifferenza che ho raggiunto con l'età. in case putrescenti. piene di odio e morte. in queste case ancora putrescenti. piene di gente morente. se non con il corpo allora con la mente. e non c'è sangue ormai sulle pareti. solo buchi di ingiustizia. tu non ci sei più e me ne sono fatta una ragione. e adesso riappari. riappari. cosa vuoi. lo sa solo dio. il sangue mio non c'è più la passione è fuori da me. rimango in vita con le costole divelte guardo il mondo offendermi e lo lascio fare. non mi importa non mi importa più di niente. Il calore lo troverò all'esterno da te. lo troverò in altri. sopravviverò. sopravviverò sempre. ormai sono vuota. il sangue è secco. tutto è marcito. avevo invano paura di questa lontananza dai sentimenti. perché neanche la paura arriva qua. e sono pronta a sentire cosa vuoi. sono pronta a ascoltare. ma non so che ne sarà. io ormai vivo un altra vita. il sangue non mi batte il cuore. il mio amato sangue lentamente. si è seccato.
venerdì 5 luglio 2013
ed ecco. corro. corro da un anno e mezzo. ormai di più. corro maratone che non mi appartengo. accetto dolori superflui. accetto le pugnalate. sulle gambe. perchè il traguardo sembrava migliore. perchè mi tendevi le braccia. mai per quanto dolore. mai. mai. hai considerato di rinunciare a me. volevi me. me. me. e nessun altro. col sangue nella bocca e gli spilli negli occhi. è stato bello. è stato brutto. è stato strafarsi. un minuto prima voli quello dopo ti ha investito un tir. corro corro e adesso non so più dove vado. non sono nemmeno sicura di stare correndo. e tu non sei sicuro se mi tendi le braccia. o mi mostri la schiena. corro. e corro ancora. perchè sennò. se smetto. cosa faccio. dove finirò. impegnamoci ti ho detto. mi hai detto che in un modo o nell'altro si risolve. piovono spilli dai miei occhi mentre corro. sbavo sangue sul tragitto. ormai le mie resistenze sono state abbattute. presto cadrò a terra se non mi porgerai dell'acqua. ma si è soli. soli. soli. dici che mi ami. ancora come prima. no. dove sei. ora. da nessuna parte. e io corro. verso qualcuno che è altrove. dov'è la'more che mi ha riempito il cuore. dici che forse si può ancora fare. e io paura corro a occhi chiusi. spero un tir mi investa. una macchina mi spiaccichi. premo le dita sugli spilli che escono dagli occhi. ce la posso fare penso con la bocca piena di sangue. neanche mi avessero presa a sprangate. neanche mi avessero picchiato. urlando. muori. muori. non sei niente. ne nessuno. premo le dita più forte mi fa male tutto. ma corro. io corro ancora da te. verso le tue braccia che forse quando arriverò non ci saranno più. è troppo presziosa la tua vita. la tua nonvita. la tua nonscelta. il tuo nonaffogare. il tuo affogare si. nonconsapevolmente. qualcuno interrompa il mio moto. ormai verso dove mi sto muovendo. non c'è più niente nel mio letto neanche il profumo. dici di amarmi. di provarci. ma sei fatto male. e non vuoi combattere. e io sono vent'anni che combatto. vent'anni che corro a pranga tratta. amore grido dove sei. nessuno risponde mai. amore è morto. l'ho picchiato io. perchè era malvagio mi diceva. finirà. e invece no per me non finirà mai niente. corro ancora da te. svegliati. se mi vuoi ancora tieni le braccia tese. se sono importante come dici. non dare per scontata la mia corsa. non stufarti. sono vent'anni che vivo millenni. sono millenni che corro. nella morte. nella vita. gridando a spranga tratta. amore dove sei. amore è morto l'ho picchiato. con l'irruenza di una gioventù che non mi appartiene. mai appartenuta. con la certezza che anche trovandolo. amore. sarebbe scappato. lontanto da me. perchè con l'odio chiedevo di essere riempita d'amore. poi ho capito. stavo solo marcendo. da millenni. stavo solo marcendo. da miseri vent'anni.
mercoledì 3 luglio 2013
ho sognato dolcezza che non mi appartiene. ho sognato mani che non ho mai toccato. ho sognato amore che non ho mai avuto. ho sognato cose che non pensavo di pensare. ho ricevuto affetto che non mi darebbe mai nessuno. in sogno. non mi sento sola. abbandonata. in sogno tutti mi amano. tutti coloro che incontro. mi donano amore. in sogno mi stringono braccia sconosciute. ma almeno in sogno mi stringe qualcuno. poi mi sveglio. malinconia costante. nostalgia di qualcosa che non c'è stato mai. ma non mi sveglio vuota. dolorosa mancanza. mancanza sorda. bellissima. come quando sognavo te. ogni notte. ossessione. era quasi. nei sogni desiderosa di amore irreale. sognavo. sogno. ogni notte. qualcuno che mi possa amare. qualcuno in grado di fare solo quello. qualcuno che abbia forma o no. qualcuno che sia tu o no.l'involucro non ha più importanza. quando ti senti abbandonato. quando ti senti perso. e nel reale l'amore è vuoto e nostalgico. come se vi mancasse qualcosa. non si è mai realmente insieme. non si è mai realmente non soli. non si ha mai ciò che si desidera. nel sogno invece. si è soli come non mai. ma si può avere l'amore. si può avere qualcuno. davvero. si può essere amati da chiunque. perchè in realtà è la parte più profonda di noi stessi a completarci. non si è mai soli come nei sogni. però non ci si completa mai. come nei sogni. ho sognato dolcezza che non mi appartiene. ho sognato mani che non ho mai toccato. ho sognato amore che non ho mai avuto. ma in realtà almeno in sogno ero io ad amare me stessa. ad avere compassione del mio essere. a donarmi io stessa compagnia. a donarmi io stessa l'amore che il mondo non mi darà mai. vorrei dormire per sempre. amarmi almeno inconsciamente. essere illusa di poter essere amata.
mercoledì 19 giugno 2013
il caldo. il caldo. l'afa. i giramenti di testa. la sete. la solitudine. fa più caldo se ci si abbraccia. fa caldo anche solo a guardarsi negli occhi. quando fa caldo. rimango ancora più sola. e spossata. e lo studio. e gli esami. e tu che non ci sei mai. sei al fiume. a rinfrescarti. la notte non dormi perché fa caldo. non c'è nessuno. non c'è nessuno la notte mentre mi si muovono i denti. non c'è nessuno il giorno mentre lo stomaco infiamma. non c'è nessuno mentre respiro forte. mentre respiro forte mi si incendiano i polmoni. forse sto lentamente bruciando. forse sto lentamente andando a fuoco nell'arsura di queste giornate. l'infelicità estiva sottile duratura. come l'abbandono sfuma. nel caldo. evapora il dolore. non voglio. non voglio rimanere sola sempre. non voglio nessuno. non voglio niente. voglio tutto. il portatile mi brucia la pelle delle gambe. sul marmo rinfresco la mia pelle. da sola. ho pianto tutto in pomeriggio. ho disidratato gli occhi per dolori sconosciuti. bruciavano. bruciavano forte. non ci vedevo quasi la sera. la mattina tornando a letto ancora erano secchi. secchi come il mio cuore prosciugato mi consumano preoccupazioni sconosciute. mi consumano paure umane. paura di rivere le stesse cose su altre persone. paura che tu possa morire lentamente. tra le mie mani. e che succeda poi una terza volta. una quarta. la gente è dolorosamente indifferente. queste cose capitano agli altri si dicono. anche tu te lo dici. non puoi capire il mio terrore. appannato è il tepore del sole. siamo qui lenti. nel caldo. nel torrido vivere estivo. ci secchiamo come i torrenti. dentro. ci svuotiamo di ogni cosa. l'estate non è pace. non è fine. nulla è fine dicono. con il caldo la gente tenta di sparire. pensa di poter evaporare come l'acqua. ma nulla sparisce davvero. vorremmo. ma si trasforma tutto. finiremo solo ritardati da imprevisti improponibili. sempre più lenti nel caldo. sempre più soli. fa caldo tenersi la mano. fa caldo avvicinarsi. il caldo. il caldo. l'afa. i giramenti di testa. la sete. la solitudine.
venerdì 14 giugno 2013
vorrei tornare a scrivere di te. amore. dolce. amaro. dolore vitale. occhi di fuoco. ghiaccio di solitudine.ma ormai. non so più scrivere di quanto amore. non so più scrivere di dove potremmo andare. finiremo. forse. forse no. sono assorbita. dal sangue che gocciola dagli occhi. sono assorbita. nella mia visuale sfuocata. non voglio vederti. non voglio vedermi. non voglio sapere che al di là della nebbia ci sono io. io. assenza di bellezza. vorrei imparare a vedere bellezza in me come la vedo nelle altre donne casuali. vorrei scrivere di noi. che siamo belli. che siamo vivi. sta arrivando il caldo. il bel tempo. la lontananza. ora si sta male. si sta male sempre. il sangue gocciola dagli occhi. come spilli. la vita è grottesca. miserabile. tenta di renderci grotteschi e miserabili come lei. mi sento portatrice malata. di tutto quanto. cosa devo fare. vorrei tornare a scrivere di te amore. di come le tue labbra evochino in me i pensieri più malvagi. più violenti. ma non lo so più fare. l'amore è troppo. troppo poco. non si sente sempre. ma c'è. sogno il letto che si riempie di sangue. mentre ci rotoliamo lì felici. sogno gli esami. e ogni giorno. ogni attimo rivivo tutti gli anni che ho già vissuto. in un sommarsi infinito di emozioni. che danno la nausea. lasciatemi dormire. io vedo solo la morte. della scorsa estate. ancora e ancora. dispiegarsi di fronte a me. amore. c'è amore. non c'è amore. ti amo perchè sei miserabilmente affine a me. insieme siamo miserabile stralcio di vita. spaventosi. cattivi. vorrei tornare a scrivere di te amore. ma dell'amore si è detto tutto e niente. non voglio essere banale quando parlo di te. così finisco per decantare la miserabilità. della vita. e decantare quella. dio. quanto è banale. il mondo a vomitato sofferenza nei libri. la sofferenza ha vomitato il mondo nei libri. ma se fosse facile non saremmo tutti qui a scrivere. saremmo a vivere. il sangue che gocciola dagli occhi. gli spilli che cadono. voglio raccogliere i tuoi.
domenica 19 maggio 2013
quanto è silenziosa la vita nella solitudine. nonostante tutto non sono una persona sola. mi amano. mi cercano. ho compagnia di molte persone. poi però. in giornate come questa la casa è vuota. e il silenzio è l'unica cosa che rimane. e se sono troppo stanca per uscire. o chiamare qualcuno. rimango avvolta nel silenzio. e mi torturo sul divano. lascio la stanchezza fluire sulle pareti. cado in sonni profondi. letargo. sogno cose strane. ma rimane silenzioso. mi sveglio come se emergessi dalle profondità oceaniche. come se ogni volta tornassi dalla morte. ed è il silenzio. e sono sempre stanca. la stanchezza è la vita. mi dico. dormirò quando morirò. ma dicendomelo non faccio altro che sentirmi peggio. sono invischiata nella vita. e mi sembra tutto così inutile. non ho tempo ne forza. vorrei correre di più. uscire anche solo per un gelato. avere più soldi da dedicare a me stessa in queste piccole cose. ma sono stanca. e rimango bloccata nel silenzio. e sarà solo peggio. sempre. più stanca ogni giorno. finchè non uscirò di strada. finchè non avrò così tanto sonno da crollare. o da non svegliarmi. mai più. e sono talmente stanca. che non vedo l'ora.
venerdì 17 maggio 2013
poi ci sono giorni in cui. mi vedo esterna a me stessa. poi ci sono giorni in cui. non posso lavar via lo schifo. neanche con la droga o l'alcol. mi sento inutile. stanca. vecchia. e grassa. l a maggior parte della gente non mi vede così. molti mi dicono. nicole sei bella. nicole sei carina. nicole non sei grassa. ma come faccio ad amarmi. se dentro ho solo carne putrescente. poi ci sono giorni. in cui mi vedo esterna a me stessa. goffa figura. di puro dolore. guida stai attenta. voler morire diventa un eufemismo certi giorni. voler morire non è niente in confronto a quando non ti senti degno di niente. attenta. macchinaaa. ogni centimetro di te. è orribile. lo so. mi vedo così. mostro informe. dalle carni putrescenti. dove mi metto. dove mi posso lasciare. bambino non toccare. potrei cadere in pezzi. quello è un corpo vuoto. non c'è amore. non c'è niente. solo un corpo. e mi guardo. esterna. mi guardo là. adagiata scompostamente. come ho fatto a ridurre me stessa in quella cosa. come ho fatto a perdermi così. ogni volta mi riprendo in mano tra le lacrime. mi amo un pò. mi risistemo un pò. e poi ci sono giorni in cui. in cui. non ha più senso impegnarsi. come oggi. e mi vedo esterna. mi vedo là. morta. più che mai. solo dio sa quanto diventa sempre più difficile prendersi in mano. amarsi ancora. provarci ancora. diventa sempre più dura ritrovare la volontà. un giorno mi lascerò morire a bordo di una strada. tanto sarà lo schifo che finirò per provare di come sono dentro e fuori. mi lascerò là. e me ne andrò senza corpo. a perdermi ulteriormente. non si sa dove. dove non c'è amore. dove non c'è nulla.
mercoledì 8 maggio 2013
ultimamente penso con insistenza. non voglio seppellire un altro progenitore. non voglio accudire un morente. mai più. mi uccide troppo. la mia freddezza e indifferenza nei confronti della morte altrui è reale. ma quanto sia difficile vivere con la morte intorno. io non ce la faccio. la morte intorno è troppo. vivere diventa come essere paralizzati in un posto che non è ne vita. ne morte. è niente. è immobilezza sparata a centinaia di chilometri orari. come ansiolitici. antidepressivi. ti muovi fai tutto. fai tutto. ma non senti più niente. perchè un giorno non puoi uscire l'altro nemmeno. muori anche tu. non voglio seppellire un altro genitore. e ne ho ancora uno. spero cada l'aereo un giorno. un'esplosione. e fine. niente corpo. niente niente. e comunque non mi rimarrà che affogare nella burocrazia. quella non si può evitare. è difficile sepellire le persone. è difficile seppellire l'amore. altro che. perchè esce putrefatto a cercarti. nei sogni mia mamma urla. nei sogni mia mamma mi insulta. dove sono. sopra, mamma, sopra. sono sopra. non posso ancora essere con te. non voglio seppellire un altro genitore. la morte in sé non è niente. ma quello che ci sta attorno è tutto. la vera morte. di chi vive. ultimamente penso con insistenza. non voglio un uomo che mia mamma non abbia conosciuto. e allora. che sia lui. che sia lui per sempre. vorrei. non voglio un uomo che mia mamma non abbia visto sorridere. io e mia mamma eravamo una. e due. diverse e uguali. in tutta la vita. nei disordini alimentari. nei sentimenti. però il per sempre non esiste. esistono quasi solo uomini che lei non ha mai conosciuto. ma non mi interessano. non davvero. mi sembra che non ci riuscirei. non ci riuscirei più dopo di lui. non avrebbe senso. rimane solo un progenitore da seppellire prima o poi. esiste solo morte intorno alla scomparsa. la morte dei vivi. che sono quelli che rimangono a morire nella burocrazia. in un mondo che dimenticherà tutto. e arriverai a chiederti. è davvero successo. quella persona era. o ero solo io. che mi sentivo sola. non lo so. c'è solo da seppellire.
non ho mai desiderato un ragazzo fisso. non ho mai voluto avere una vera relazione. l'unica cosa che volevo era essere amata. amata dai cani. amata dai ragazzi. amata dagli uomini. dalle donne. dalle ragazze. da mia mamma. erano esclusi solo i bambini. i bambini devono essere amati più che altro. e io non potevo amare. amavo ma solo chi mi amava. e così ogni giorno rubavo l'amore dal pelo dei cani. da quello dei gatti che mi si strusciavano sugli stinchi. rubavo l'amore dalle parole delle maestre che mi lodavano. rubavo amore dai corpi caldi degli amici. delle amiche dei miei ragazzi. avere una relazione l'ho sempre trovato restrittivo. ho sempre trovato stupido il desiderio sociale di una dolce metà. considero stupido chiunque la desideri. l'amore è ovunque basta prenderlo. basta prenderlo da quel ragazzino che ha solo occhi per te. da quel gatto che ti guarda sbadigliando. dalla mamma che ti prepara il pranzo. da chi ti parla e ti saluta chiamandoti per mondo. dagli adulti che dicono alla mamma che ha una bella bambina. ma la gente pensa sia più bello amare. si ostina ama a vuoto. non si accorge che lo disperde. preziosa linfa. ama. quell'uomo perchè non la guarda. ama quella donna perchè è bella. no. non capite. essere amati è l'apice prendersi l'amore. voraci. è gioia. prendersi l'amore degli amici. dei genitori. degli amanti. trovo banale concentrarsi su una sola persona. nel senso. sono sempre stata estremamente amorevole. verso uno soltanto. lo smettevo d amare solo quando davvero impossibile si rivelava il semplice poterlo o poterla guardare. certo anche io in fondo ero e sono come gli altri. amo. ma prendo amore da tutti. lui solo può ricevere il massimo. ma da tutti prenderò gentilezza. da tutti ruberò amore. dalle bocche calde delle donne. dal farsi accendere le cicche. dagli apprezzamenti più idioti di chiunque. da chi mi offre qualsiasi cosa. non ho mai voluto una storia banale. non ho mai voluto una storia comune. e stiamo insieme mi pare da sempre. mi pare da mai. eppure non ho mai detto. mi serve un fidanzato. ho sempre urlato in silenzio. mi serve amore. amore. amore e basta. perchè vivere fa male. fa male dentro. tantissimo. urlo. mi serve amore. non capisco chi socialmente vuole una persona. ma non voglia davvero amore. voglia evitare la solitudine. ma non voglia davvero cogliere che nella solitudine c'è amore. nessuno può accoltellarti. io vi accoltellerei tutti. tutti. è amore. fidatevi.
giovedì 2 maggio 2013
alle persone non sarà mai chiaro. nessuno capirà mai come un giorno prima io possa spaccare il mondo. e quello dopo so solo piangere. neanche a me è chiaro. mi è solo chiaro che non ce la farò mai a fingere che è ok. a fingere che è tutto nella norma. le persone mi guardano male quando dico cose come. ieri non ho visto che tempo c'era. non sono mai uscita. a volte è troppo dura. a volte stare senza mia mamma diventa realtà insopportabile. perchè pesante è vivere. pesante è essere debole. pesante è gestire casa. e fingere di essere qualcosa che può muoversi tra queste cose. io non posso. io sono debole. so solo piangermi addosso. e provare a vivere. per poi piangermi addosso di nuovo. e così all'infinito. di nessuno mi potrò mai prendere cura. vermiglio è il colore di ciò che amo. mi distruggerei la pelle per inondarne il pavimento. placido mare di puzza e putrefazione. sarebbe sicuramente più amabile del vivere. più facile. più meraviglioso. di questo peso che mi schiaccia nei confini di casa.
sabato 27 aprile 2013
vorrei essere una di quelle ragazzine che a quattordici anni allargano le gambe di fronte a chi si pensa di amare. vorrei essere coronatrice di tanti fottimenti. lo volevo anche allora. lo volevo. puttana. chi se ne importa della morale. chi se ne importa. desideri avverati nell'alba della vita. vorrei essere una di quelle ragazzine violente. che finisce per finire in un gruppo. vorrei con una spranga di ferro colpire mie pari. ed essere colpita. chi se ne importa di cosa vuol dire essere bravi. datemi la droga. mi sveglio pensando. datemi lo sfascio del mio essere passato. gelosamente custodito da morali altrui. e dal desiderio d'amore. vorrei correre il mondo urlando. urlando che non c'è amore nel mio cuore. nel mio cuore c'è violenza. violenza su me stessa. violenza di me stessa. ogni tanto penso di essere nata nella famiglia. nel luogo. sbagliato. lasciatemi correre il mondo urlando che questa non sono io. che vi prenderei tutti a sprangate. che il mio cuore è vuoto. eppure ogni attimo. ogni attimo allargo le cosce all'amore. al dolore. all'essere nelle regole. allargo le cosce ubbidiente. sono nido di indecenza siggillato. chiuso. ermeticamente. guai ad alzare le mani. guai a farsi fottere da uomini. donne. esseri casuali. e mi sciolgo. mi sciolgo però come cera. orrenda. solo orrenda. ricerco solo l'amore. l'amore nella violenza. l'amore nella droga. l'amore nel sesso. forse solo questo. forse è solo amore. solo amore malato e marcito. che si riversa nel cervello. e ricerca sfogo violento. se solo mi amasse qualcuno mi dico. col sangue sulle mani. se solo qualcuno mi amasse abbastanza. mi direi fottendo chiunque. ma non c'è amore. nel mondo. c'è paura della gente. c'è paura degli uomini. anche di chi amo. la paura è eterna. e la violenza è amore. dentro di me. inciderei la pelle di chiunque. e la fine. la fine di tutto è per sempre. la solitudine. la tristezza. la paura. sesso e pestaggi sono amore ai miei occhi persi.
sabato 13 aprile 2013
amo il profumo di aprile. ed è la cosa più dolorosa del mondo. aprile è difficile. aprile è meraviglioso. aprile è l'ombra di ciò che ero. è ombra di luce e sangue. è ombra di un'esistenza che stava svanendo. ombra di me magrissima che si allunga e sfina al tramonto. quanto felice ero. quanto meravigliosa. mi mancava solo amore. ma quello manca sempre. da quell'aprile. due anni fa. è andato tutto a rotoli. tutto morto per sempre. dissanguamento continuo. e morte. morte mia per prima. i pianti di ogni giorno. le urla. le urla trattenute tra gli occhi e le labbra. urla mute che scuotevano il mondo. e dentro crollava tutto. dentro era la fine. la fine ogni giorno. milioni di volte. ogni respiro. nulla è stato più doloroso di quell'aprile. nulla è stato più allucinante. quell'aprile è fine e inizio. è fine di una vita in cui il cibo era solo cibo. è fine di una vita in cui io ero io e basta. era inizio di uno strazio insensato. di un amore ossessione. di un amore lontano e diventato malato. qualcosa che ha risucchiato ogni mia forza. e contemporaneamente. mi sono spezzata perchè io ero tutto. e già non ce la facevo più. e per un altro anno e mezzo oltre ai bellissimi problemi così semplici all'apparenza dell'adolescenza. oltre a quelli. vivevo i problemi della morte. i problemi di una casa da curare a diciassette anni. non è facile fare tutto. non è facile amare. aiutare. pulire. uscire. studiare. contare i soldi. tenersi in forma. riposarsi. prendere tempo per se. frequentare la scuola. prendersi cura di mia mamma. provateci voi. voi non capite e non capirete mai. cosa voleva dire per me fissarmi sull'amare una persona che non mi voleva solo per passare sopra a tutto il resto. solo per avere qualcosa che trascende i doveri. ma era inutile, quell'aprile mi sono spezzata. sono morta. e ora di me c'è solo niente. perchè non riesco più a essere davvero me stessa. ma aprile. aprile mi connette con la me stessa morta. aprile è connessione col passato più doloroso e più bello di sempre. amo il profumo di aprile. ed è la cosa più dolorosa del mondo.
lunedì 8 aprile 2013
ho bucato le calze che mi aveva regalato mamma. le tiravo su in bagno. con le mie lunghissime unghie dipente. ho bucato le calze che mi ha regalato mamma. mamma. dove sei. è brutto rendersi conto improvvisamente che consumerò ogni ricordo fisico. mamma. un giorno non avrò più niente se non la memoria slavata. già slavata. che si fortifica solo in sogno. sogno di te mamma che ti svegli. ed è il terrore. il terrore infantile. il terrore che avevo da bambina. il terrore che da morti ci si possa svegliare. ed essere vivi ancora. terrore di vivere. ancora. e ancora. e ancora. tante volte tornare nel male. tornare alla vita. ho strappato le calze che mi aveva regalato mamma. il terrore si allarga. macchia d'olio nera. sto arrivando a pensare che sia per sempre. che sia per sempre il terrore. potrei annegarci in quella macchia d'olio. olio nero. orribile. terrore. mi urla sono ancora viva. no. no. no. terribile accorgersi di non amare più nessuno. di non sapere più cos'è l'amore. sempre tutto troppo difficile. e rimane il terrore. il terrore. e l'unica certezza. che sarà per sempre. che sarà difficile. sempre più. e che sarà così per sempre. che finchè vivo sarà così. ed è il terrore. il terrore che dovrò tornare alla vita. svegliarmi. che la morte non si eterna. terrore. ho distrutto le calze che mi aveva regalato mamma. tale era il terrore.
sabato 6 aprile 2013
le persone gentili sono tutte morte. o morenti si contorcono al sole. mai trovai persona davvero gentile. tu con me non lo sei mai sta. estirpato hai ogni cosa dal mio cuore. un guscio è rimasto pieno di spilli. nulla mi fa piangere come la gentilezza. nulla mi travolge come le persone che lo sono con me. la sfinente dolcezza che mi investe mi lascia buchi nella carne. ed è allora che sento gli spilli muoversi. sul guscio vuoto del mio cuore. perchè per me sono tutti morti. morti. i gentili. o morenti. si protendono in ultimi gesti. e piango. nulla come la vera dolcezza. nulla come la più vera gentilezza mi uccide. m hai svuotato di ogni cosa perchè mai sei stato davvero gentile con me. sai sempre cosa dire per essere cattivo. o meglio sai sempre cosa dire per svuotarmi ulteriormente.
domenica 24 marzo 2013
sono talmente stanca di tutte le persone. odio tutti. si odio tutti. non mento. non lo dico per sentirmi migliore. ma io odio tutti quelli che non hanno un disturbo alimentare. tutti quelli che si alzano la mattina e non vedono l'ora di mangiare cose buone preparate magari dalla mamma. io sono talmente stanca di tutti. di tutti. non ce la faccio a fare niente vivo attimi eterni. di eterna infelicità. vorrei solo morire. sparire. andarmene. rimanere sola. non voglio che nessuno mi guardi. mi sento sempre più orribile. sempre. sempre. morta. cadavere. esangue. voglio sparire. andarmene. non ce la farò neanche a prendere l'aereo mercoledì voglio solo sparire. sangue da naso. lacrime. nausea. cibo che non è cibo. voglia di non mangiare mai più. mai più. non mi importa di niente. non c'è niente che abbia senso. non voglio mio padre. non voglio il mio amore. non voglio nessuno. voglio solo murarmi in casa e appassire come fossi un fiore. e porterò a mia mamma coniglio di legno e lana lo lascerò in cimitero. coi fiori. dove sie mamma. sei l'unica persona che voglio. l'unica per sempre. non passerò mai oltre. perchè non mai avuto nessuno all'infuori di te. nessuno per davvero. nessuno di talmente reale e vicino. voglio venire sottoterra con te mamma. dove nessuno mi potrà guardare.
martedì 5 marzo 2013
mi ero persa. avevo dimenticato chi sono perchè ti amavo troppo. pensavo di non esistere da sola. e invece mi sono accorta di essere reale. solo. di essere un individuo. da sola. di avere una vita che va oltre a te. una vita che è solo mia e che devo vivere. mi ero persa perchè preferivo te a me stessa. mi ero persa perchè mi sentivo orribile. ma era solo colpa tua se mi sono annullata. mi sono distrutta. me ne ero andata. perchè non ce la facevo. non c'era più sangue. non c'era più Russia. ne patriottismo. non c'ero. e in realtà non c'eri neanche tu. non è finita. perchè forse non finirà mai. perchè forse per ora ci teniamo troppo anche se tutto rovinato. tutto orribile. ma sbagliavo non ero io orribile. ma sono tornata. sono tornata più russa. più violenta. più sanguinosa che mai. sono io. sono così. e sono meravigliosa. non so dove sono stata finora. ma in una catarsi sono tornata dentro di me. mi sono schiantata nel mio corpo. e sono meravigliosa. sono meravigliosa. sono qui. meravigliosa. sono una persona. una persona da sola. una persona sola. ma non importa. non importa. sarò me stessa. e ora se ti avrò o meno. sarò io. sarò io in qualche modo. sarò in qualche posto. ma sarò. sarò. mi farò schifo un giorno si e l'altro pure. ma senza di te. o con te. continuerò ad urlare. sono meravigliosa. sono meravigliosa. sono meravigliosa. sono meravigliosa. sono meravigliosa. sono meravigliosa. sono meravigliosa. e non me andrò. mai più. non ora non così.
venerdì 22 febbraio 2013
ti ho cercato invano. tra le lenzuola. per sentirmi sola. trovarvi il mio corpo. trovarvi te. e dirti che non esisti più. Sei solo sangue. sei solo sangue che corre in un circuito chiuso. e io sono solo male. male alle carni. e assenza di sangue. pallore spento. di chi è sepolto. i muscoli andati. le carni stanche. la mente morta. i trip senza fine. e il vivere all'esterno. all'esterno dove. dislessia. parole incrociate. pupille rovesciate. vestiti stretti su carni informi. su cosce larghe. su fianchi grossi. no non è vero. è solo brutta. la pelle. è solo brutta. la faccia. gli occhi. la bocca. è solo brutta. e come si fa a vivere. e come si fa a stare così. appesi sui rami. tra la neve ghiacciata. sei solo sangue che corre in un circuito chiuso. e io prosciugata. sola. appesa sui rami. ma è solo brutta. è solo brutta. lei. io. vivo fuori. nelle nuvole. sui farmi. evaporo. pallore. dolore. amore. tutto un cuore. senza sangue. spasimo. spasmi. dolore. astinenza. ansia. pianto. cuore. tutto un cuore. un grande amore. morto. bianco. senza sangue perchè tu sei circuito chiuso. e lei. io. è solo brutta.
domenica 3 febbraio 2013
per quanto tu mi dica che vuoi vedermi. che mi desideri. sento il vuoto. non mi sento voluta. non voluta davvero. non condividiamo niente. come al solito. mi sento solo una parentesi. una virgola. un intercalare. che ti piace porzionare nella vita. una dose oggi. una tra qualche giorno. e così via. ma per il resto non sono tua. e tu non sei mio. condividiamo momenti. attimi che vanno persi. ci rubiamo l'amore. e poi vince chi si riempe la vita d'altro. e io perdo sempre. perchè la vorrei riempire di te. condividere tutto. ma non posso. perchè sei tu che ritagli di più la mia carne. sei tu che scappi più lontano. sei tu che hai qualcosa al di là di quei momenti. io mi sto rendendo conto che sto perdendo tutto. anche il sangue. il mio adorato sangue. perdere quello. è perdere me stessa. totalmente. la mia personalità. vivo di attimi. mi divido in due tipi di attimi. attimi in cui cerco gli altri. attimi in cui mi vesto come mia mamma. metto il profumo di mia mamma. sono gentile random. come mia mamma. piango perchè nessuno mi regalerà più nulla come mia mamma. attimi in cui cerco te. ma non è mai abbastanza. nessun amore sarai mai abbastanza. per trasformarci in persone comuni. e intanto mi dissanguo. mi dissanguo lentamente. perdo me stessa. perchè mi divido in attimi dove mi annullo. e se rimango sola con me stessa prendo rimedi medicinali o velenosi. quello che mi capita quello che ho. e intanto galleggio incosciente in un lago oscuro. lo coloro di rosso perdo il mio sangue. la cosa che ho amato più in assoluto per molto tempo. lo sto perdendo. perchè ormai non sono niente. mi esaurisco in attimi. attimi sterili tra l'altro. perchè il tuo saltuario amore non mi sveglierà. i vestiti di mia mamma non me la ridaranno. e il sangue che sto perdendo non tornerà mai. a meno che non me ne faccia di nuovo. torna da me grande amore. schizza rosso sulle pareti. ridammi almeno me stessa. torna in me rubino liquido.
venerdì 1 febbraio 2013
poi ci sono quei momenti. in cui ti senti sterilmente ognipotente. perchè magari passi un esame difficile. o altro. dopo il risultato di analisi mi sono sentita così. ma non ero felice. ricordo Cassie. ricordo che in una puntata dopo assenze su assenze dava un esame. e chiededava alla professoressa se davvero superare un esame l'avrebbe resa felice. e si metteva a ballare dopo aver compilato il compito con la professoressa e il preside. quello era un momento felice. lo era. credo. io dopo l'esame. dopo l'esito. non mi sono sentita felice. solo sterilmente ogni potente. se dopo tutto. l'ho passato posso farcela. posso vivere. ma cosa c'è di bello nel vivere. io non lo so.è tutto grigio a volte. è tutto asettico. sterile. non c'è motivo . non c'è desiderio. ma ora mi spingo avanti. ora devo andare avanti. devo guardare quell'orrizzonte grigio e dipingerlo. ho i colori del mondo in mano. ma mi basta il sangue. il nostro. un futuro colorato di noi. e mi devo accettare. mi posso accettare. se accetto che nulla a senso. se non il nostro sangue diluito sullo sfondo. a colorare di amore. tutto quello che fa schifo.
giovedì 24 gennaio 2013
ed è l'amore. l'amore la mattina quando continui a dormire. l'amore quando ti preparo da mangiare qualcosa che non ho mai fatto e ti piace. l'amore quando guardiamo la televisione assieme. andare al bowling con mia cugina. è tutto l'amore. l'amore infinitamente. sempre. le tue braccia. la tua bocca. la doccia assieme. il fatto che ti sei spostato in divano di notte per non svegliarmi perchè ti schiacciavo troppo. è l'amore stare insieme sempre e sapere che non posso morire. annientarmi. sparire. finchè ci sei tu. è l'amore. fare esercizi la mattina mentre tu dormi. pensare a te sempre e comunque nonostante ti abbia a neanche un metro di distanza. è l'amore vederti giocare all'x-box e quasi prendere sonno in divano la sera. guardando 1000 modi per morire e airport security. è sempre bello poterti abbracciare quando voglio. e non essere da sola chiuso in un guscio vuoto. vuota la casa. vuota io stessa. perchè da sola non sono niente. mi hanno che devo imparare a bastarmi. lo so. mi hanno detto che stanno male tutti. lo so. mi hanno detto che devo agire. lo so. ma sono immobile. immobile raggiungibile dagli altri ma non osso mai raggiungere nessuno. perchè non ho forza. perchè non ho niente tra le mani. e l'esame fa paura. gli esami. fanno paura. e tante altre cose. e vivere e morire per sempre. ma intanto è l'amore. l'amore fino a domani. perchè quando ti riporterò a casa la fine sarà sancita. la fine della serenità. dell'amore. la fine di me stessa. perchè purtroppo io inizio dove inizi tu. nasco e mi spengo. a campodoro. lontano da me stessa. lontano dal mio corpo per sempre.
domenica 20 gennaio 2013
se devi imprecare. fallo per esteso. fallo con arte. senza cambiare lettere. è così per tutte le cose. ma tanto non so più vivere. vorrei solo dormire con mia mamma per sempre. sotto calde coltri. alzarmi è la morte. alzarmi è come perdere un pezzo di braccio ogni singolo giorno. ogni giorno. riuscire ad alzarmi e provare a sopravvivere. non si può. non lo voglio più fare. ogni sera. ogni notte la stessa storia. non voglio dormire. perchè so che se dormirò. poi dovrò svegliarmi. mangiare. quanto odio mangiare. fa schifo. fa schifo per sempre.fa schifo essere grassi. fa schifo essere toccati. fanno schifo le persone. perchè a nessuno frega davvero mai. a mia mamma importava davvero. vorrei tornare ad essere la bimbe di rosa vestita. che andava all'asilo. inquieta progettava fughe. sognava l'amore. si io all'asilo sognavo l'amore. di donne. di ventenni bellissime e fascinose. gli uomini mi piacevano ma erano creatura intangibile. per una bambina che conosceva solo la natura della madre. amavo le donne più di qualsiasi altra cosa. allora amavo tutto. i gelati ricoperti del patronato. il purè. e le caramelle gommose. amavo gli animali tutti. e piangevo per le cose. e avevo l'unica persona reale. allora era reale. era sana. ed era mia. mia soltanto. vorrei tornare a quando avevo quella donna. a lei di me importava davvero finchè era sana. mi avrebbe portata in palmo di mano. ovunque. sempre. e comunque. e invece adesso odio tutti. odio le persone. odio il cibo. e più di tutto odio me stessa. perchè sono solo un disturbo mentale. mi esaurisco nelle mattine. mi esaurisco in una persona che non mi appartiene. non mi trovo più in questo mondo. non mi importa niente. ne di te. ne di altro. non avrò mai nulla da te. non avrò mai nulla dagli altri. dal mondo. tranne dolore. quello ci sarà sempre. sono stata forgiata in esso. e nella solitudine. io. bramo l'amore. l'amore non l'avrò mai. ecco perchè lo mendico. da chiunque. per poche ore. la compagnia di persone casuali. mi basta. per nutrirmi di amore. amore rubato dalla gentilezza. amore rubato dagli inviti a cena. amore rubato da abbracci che non desidero. da telefonate che mi irritano. sono stata forgiata nel dolore. e nella solitudine. non vincerò mai il mio destino fisico. e nemmeno quello mentale. perchè al mondo per me non c'è più niente. niente.
sabato 12 gennaio 2013
ogni giorno mi guardo allo specchio. e sto perdendo la cognizione. della realtà. sto perdendo qualsiasi attaccamento. al mondo. sono fluttante. persa. non ho la forza. non è reale. non è vero. che ce la faccio. ogni giorno. è più insopportabile. ogni giorno. più brutta. ogni giorno mi rendo conto che qualsiasi giorno passato era meglio. ero meglio . e ora sto marcendo. ora sono putrescente. non riesco quasi più a muovermi. e il mio corpo è pieno di decomposizione. è la fine. anche se la fine non arriva mai. davvero. mai. fino alla morte reale.
venerdì 11 gennaio 2013
il mio problema più grande. credo sia l'amare più di tutto l'essere amata. è a cosa che amo più di tutti. l'amo più dell'amore. l'amo più delle persone. o si delle persone mi importa relativamente. il loro peso nella mia vita dipende solo. solo da quanto amore potenziale una persona mi può dare. e mia mamma aveva ragione. essere amati è la cosa più bella al mondo. essere amati è l'unica cosa che conta al mondo. è l'unica cosa che fa vivere la mia persona. sapere di poter essere amata. una volta amavo e basta. ti amavo senza niente in cambio. ma se ti conoscessi oggi. se oggi tu mi trattassi come allora. non so se avrei visto il tuo amore potenziale. non so. se avessi potuto amarti così allungo da sola. io adesso. non posso più stare sola. voglio essere amata. amo essere amata. più di tutto. più di tutti. e allora sei in cima alla lista secondo l'amore potenziale. che mi potresti dare. che mi dai a volte. quei giorni che stai bene. ma se dovessi classificare secondo quello che ricevo. dovrei eliminarti- elim inarti dalla lista. tagliarti via con un coltello. lasciare che il sangue ti lavi via. lontano. ma alla fine ormai ti amo. per quant potrò amarti senza nulla in cambio non lo so. io non prometto niente. perchè il mio cuore non può più dare senza ricevere. non può più dare ricevendo meno. ha bisogno di ricevere. io non prometto niente perchè il mio cuore. è vuoto. e va riempito. passivamente. non di fumo. e allora ti dico che amo essere amata che ho bisogno di te. e spero che prima o poi tu possa amarmi con forza. prima che io insieme al cuore perda anche la dignità del tutto. me ne andrò strisciando via dalla pozza del mio stesso sangue. e me ne andrò. non avrò dignità. non avrò cuore. se non mi amerai un pò più costantemente, me ne andrò e sparirò dalla tua vita. lascerò mi amino. altri. ma io amerò te per sempre. solo non potrò più darti amore. se non mi darai altro che acido per bucarmi le ossa. e rabbia per seppellirmi ancora più affondo.
giovedì 10 gennaio 2013
mi sono creata io. la mia prigione. ho scelto le tue bracci ancora prima che tu potessi scegliermi. mi sento causa della perdita di mia mamma. dell'unica persona che mi amasse davvero. ho creato io il mio inferno. l'ho modellato. inconsciamente. di sangue e lacrime. perchè nulla è più sublime della tristezza. nulla è più eterno della morte. e io amo queste cose. amo te. con tutti i tuoi problemi. e non lascerò perdere mai. tanto la dignità non l'ho mai avuta di fronte a te. non mi importa. sono qua per te. sempre. perchè io mi creo il mio inferno. io non devo lasciarmi sopraffare. posso lottare per vivere come desidero. devo lottare. per te. e per me. amo stare sul divano con te. mi si spezza il cuore a vederti precipitare. ma io ti tengo. sappilo. io sono qua per te sempre. troveremo un modo. per vivere tranquilli. la vita schiaccia. spappola. accoltella. seppellisce. ma io so che dureremo in eterno. finchè avrò forza. finchè avrò percezione della realtà. non c'è pericolo. non mi do per vinta. finchè non finirò per impazzire del tutto. fino ad allora. io lotterò per entrambi. ti trascinerò se serve. non ha importanza. finchè tu saprai dirmi che mi vuoi ancora. che desideri me soltanto. avrò la forza di smuovere montagne e mari. fino ad allora. sarò salda alla realtà. e non importa se sto male anche io. finchè non starai meglio non ti caricherò del mio male. ma ti trascinerò fuori dall'acqua. ti trascinerò all'asciutto dove potrei tornare a respirare. al riparo nel mio amore. la vita non ti riuscirà a schiacciare. finchè io sono viva. tu non sei perso. finchè tu mi vuoi io sono viva. finchè ti amerò così tu mi vorrai. non c'è storia. per una volta saremo noi a vincere. l'ho creato io questo inferno. io lo posso far diventare un paradiso. non sarà sublime. la felicità. ma lo sarà l'amore. non sarà sublime. ma sarà eretto. sul più sublime degli inferni. fatto di sangue. lacrime. e morte. su quelle basi costruirò il mondo. sono la principessa l'hai detto tu. posso tutto. anche passare gli esami. forse sbaglio a sentirmi invincibile. ma se non lo faccio crolla tutto.
Iscriviti a:
Post (Atom)