martedì 14 luglio 2015
dispersa. in un mare di niente. il caldo mi schiaccia mi riempe lo stomaco. i sogni sono di fumo. tu mi prometti cose. un'infinità. non so se sono vere. nuoto mentre dormo. vorrei fondermi con l'acqua. il computer in panne. l'esame. la sessione. sono sigaretta. vorrei essere aria di montagna. vorrei non mangiare più. stress. il computer in panne. ogni anno capita. rimarrò senza. e i soldi. i soldi. quelli non ci sono mai. e non ho di certo la povertà. sarei superba. arrogante e cieca a definirmi povera. ma i soldi per la vita sono tanti. come se non ci fossero abbastanza preoccupazioni. a volte vorrei impiccarmi ad un enorme albero. non sono poi molto cambiata da quando ho 11 anni. lacrime negli occhi. sangue in bocca. tanta rabbia. sarei almeno voluta nascere tremendamente ingegnosa. tipo fare cose da ingegneri già da bambina. fare circuiti. smontare le cose. riparare. invece cucivo vestiti. e lavavo il pavimento immaginando la parte lavata fosse ricoperta di lava. volevo essere una ballerina. non ci sono nata. volevo essere cattiva. ma la società mi ha schiacciato uniformato. fatto donna. perdere sangue una volta al mese. ora il sangue in bocca ce l'ho per la rabbia. se fumo troppo per lo stress mi mastico le guance. se mangio troppo per lo stress mi mastico la lingua. se studio poco mi mangio la prima falange. tanto poi ricresce. è il cervello che non cresce mai. anzi muore. e io con lui. non avrò piu l'apparecchio. ma in fondo anche se mi curo se guarisco. la parte più grande di me sarà sempre quella bambina di 11 anni con le lacrime nel sangue e gli occhi nella bocca. un piccolo Picasso dimenticato da un dio assente.
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