giovedì 12 marzo 2015
quell'inquietudine che ti insegue. che mi dice. non hai fatto abbastanza. non farai mai abbastanza. non sei abbastanza. fatti inghiottire. lasciati andare. mi sussurra parole di miele solo per farmi arrendere. la morte mi sorride con le fauci. fauci spalancate. sono minuscola. un piccolo puntino nero. in questa luce che mi inghiotte. tra i denti enormi della signora tutta ossa. cerco di impegnarmi. non la vedo. non la vedo mi dico. corro su prati colorati. mi organizzo. scrivo tutto. ma dimentico. faccio male. riscrivo tutto. faccio tabelle. mi faccio forza. cerco di amarmi. ma a ogni passo mi sta dietro l'inquietudine. guarda. è facile. è qua dietro. la morte mi sorride. mi sorride con le fauci. lasciati andare. su. tengo duro. fingo di non sentire. fingo di non vedere. vado avanti.
martedì 3 marzo 2015
è da tanto che non scrivo. mi si sono accartocciate le dita. come foglie secche. forse un po' tutto di me si è accartocciato. come appiattito in quelle macchine trita rifiuti. se penso a come sto andando incontro al mio ventiduesimo compleanno mi viene da piangere. un altro anno. un'altra tacca sulla mia linea della vita. sto invecchiando. o marcendo. non l'ho mai capito. mi dicono che sono giovane. nel fiore degli anni. peccato non riuscire a trovare una propria dimensione ora. che sono ancora giovane. appena un pò andata a male dentro. peccato non vivere serena oggi. adesso. vedo con ansia i giorni scorrere. correre via come semi di dente di leoni portati da un forte vento. nell'immensità di un cielo blu. dove si perdono. muoiono se non trovano l'ambiente adatto. così sono i miei ricordi. sento che stanno svanendo. da un olio su tela. stanno diventando un acquerello su carta. e io non riesco a imprimerli. non riesco a buttarli su carta prima che svamiscano. sono totalmente in balia di una guerra. vorrei controllare tutto. mi sfianco in maratone mentali e fisiche per controllare tutto. ma questo tutto esula dal mio controllo. e mi ritrovo sola su un mare di ansia. pronto a inghiottirmi. pieno di bestie feroci pronte a inghiottirmi. la mia solita punta piramidale nel petto. riesco quasi a visualizzarla. quasi. no. no. la visualizzo proprio. è lilla, retta, a pianta quadrata. è reale anche se non mi ascolti. è reale anche se ti dimentichi che anche io sto male. è reale. punto e basta. perchè io la sento. mi fa sanguinare. a volte si muove. mi trafigge pù affondo. non sono capace di fermarla. non sono capace di fermare le lacrime. se le blocco. il dolore si amplifica. mi sale fino alle orecchie mi stordisce da morire. non parlo più. e poi comunque. infine esplodo. non lo so nemmeno più che cosa di preciso sto cercando di fare andare meglio. mi impegno. credimi. non mi credo nemmeno da sola. credimi tu. ma non mi ascolti. non mi senti. io sto urlando. non mi senti. come fai a non sentire che sanguino. non vorrei certo mi guarissi. vorrei non mi si buttassero addosso tanti. di quei luoghi comuni sullo stare male da lasciarmi disarmata. senza parole. non so esprimere. quale sia la cosa che più mi sta scavando. non so di cosa è fatta quella maledetta piramide. non lo so. tienimi la mano. ho gli occhi vacui. in certi momenti non mi sento più. in certi momenti sento tutto. non nascondo che per me l'empatia è sempre stata cosa oscura e lontana. ma oramai. mi impegno talmente tanto ad ascoltare. a cercare di capire. le lezioni. gli altri. la vita. il dolore. degli altri. che mi sento dentro una camicia di forza. cresce una rabbia spaventosa. qualcosa che lascio crescere. mi accompagna. mi taglia gli organi dall'interno. cerca di creare a partire da me un misero centrino traforato in mille punti.e io la lascio fare. perchè spero mi libererà da questa minuscola prigione. vorrei vivere isolata dal mondo. avrei tutto il tempo da dedicare a me. ma allo stesso tempo vorrei solo provassi a metterti nei miei anni. stringimi la mano amore mio. piango sempre. mi seccherò anche io come una foglia secca. sgretolami e lasciami a terra. concimerò una nuova me stessa. se riuscirò a rinascere. vivrò. spero una vita tranquilla. che sicuramente non comincerà domani. in tanto cari 22 anni. vedrete la vostra alba mentre mi rotolo in vomito e sangue.la serenità che ora non esiste. vorrei incontrarla. n giorno. spero prima di morire.
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