lunedì 29 ottobre 2012
il dolore mi porterà all'altare vestita di pizzi bianchi e grigi. macchiati di sangue. zoppicherò. nel male verso l'altare. con il braccio sinistro stretto. dallo sposo. nel più brucianti dei dolori. scusami amore. sono sposata. sono già stata data in sposa. sono già stata portata all'altare. tra il bruciore. e lo sfrigolare della pelle. tra i sanguinamenti. e i denti strappati. tra le gambe storte. e i piedi consumati. un uomo. mi ha posseduta prima di te. e mi possiede ancora. mi allarga le gambe piano. finchè tu non guardi e mi stupra dolcemente. lasciandomi esausta. sul divano. sui letti. sui banchi dell'università. aiutami. amore. salvami dal mio aguzzino. eppure quell'uomo. quella forza che ammazza è mio compagno da sempre e mi ha portato all'altare. cinta di pizzo spillato. con le macchie di sangue che cola. sul bianco. e sul grigio. del mio sontuoso vestitino succinto. spillato. non cucito su di me. sulla mia pelle. nel mio sangue. e il dolore mi ama. mi regala tutto se stesso. mi scosta la gonna dalle gambe, lascia che gli spilli si conficchino più affondo. mi apre piano le gambe. e vi si insinua in mezzo con violenza. quasi volesse strapparmi il cuore passando da sotto. strappando per strada budella e intestini. schiacciando nel personale piacere le mie fragili ginocchia. rompendo le mie ossa. stracciando i miei muscoli. con le unghie. cavandomi la pelle. e tirandomi i capelli. il dolore mi ha portato all'altare. perdonami amore mio.
domenica 28 ottobre 2012
la verità è che non mi piace niente. la verità. è che non mi piace come è fatta l'università. l verità è che non mi piace ingegneria. la verita è che voglio un lavoro. che non voglio imparare. che non me ne frega un cazzo di imparare idiotissime nozioni inventate da qualcuno. mi basta fare la commessa. mi basta far la cameriera. ma quale bastare e bastare. io vorrei un lavoro così. io non voglio studiare informatica. non voglio fare esami. ed economia è un ovvietà di merda. matematica vabbeh dai. a me piace anche. anche fisica. ma comunque non voglio dare esami. non voglio vivere così. non voglio. che schifo. voglio un lavoro. ti prego dio. dammi un lavoro. dammi una vita più facile. perchè ho mi sono spaccata la schiena per non avere quasi nulla in cambio. non ci voglio andare all'università. e tu non mi aiuti. tu mi dici di fare quello che voglio. mi fai pensare a questa verità. che ogni giorno seppellisco nel mio cuore. probabilmente non riuscirò a dare nemmeno un esame. mi sento male. mi fa schifo tutto.
sabato 27 ottobre 2012
il terrore mi cresce addosso. si annida in ogni mia più piccola frattura. e cresce mi schiaccia contro il muro. nella macchina. e poi nel letto di notte. ho paura di tutto. ho parua di tutto. tutto. delle macchine. dei trattori. delle persone. e del tempo. metereologico e non. ho paura sempre. anche degli esami. anche di me stessa. e sono stanca e ansiosa. vorrei solo annegare nel mare di settembre. sentire il sale nella gola. spegnermi pian piano. stringendo un morbido. peloso. coniglietto vivo. vorrei che finisse tutto e allo stesso tempo vivere con te per sempre. e sono pazza. pazza. perché l'ansia si schiaccia sul terrore. terrore sordo. dolore eterno. mio sposo. e anche tu. non potevo sceglierti diverso. solo perché mi hai spaccato il cuore andavi bene. solo perché mi hai lasciata riversa sulla strada in preda ad un'emoraggia interna. solo così potevi andare bene. ti amavo prima di conoscerti perché sapevo che saresti stato gentile come la lama di un coltellaccio da macellaio. ti ho amato perché nei tuoi occhi c'era la tristezza. perché eri arrabbiato. perché eri tu con i tuoi occhi taglienti a guardarmi. a vedermi. ora vorrei solo finisse tutto. tutto quello che mi spaventa. la malattia. l'università. la vita. ma non l'amore. per te proverei ansia e paura volentieri. per te morirei volentieri. per te a questo punto sopporterò. la vita. l'università. la malattia.
la fatica finisce nelle corone di fiori piene d'acqua. il dolore nei petali dei fiori marci. che mio papà tira su con le mani dal fango. l'amore. non finisce e non ha inizio. non importa dove sei. dove sono. se sono in cimitero. come un imperatrice con il cappotto bellissimo e un ombrello gigantesco e gli stivali. se sono a casa. a barboneggiare sui divano. per te smuoverò la terra con le unghie e urlerò al cielo quanto tu sia per me. quanto tu sia. mi falcerò la pelle con le forbici. perchè questa è la mia vita. è il dolore. la fatica. che prende forma in oggetti morti come me. e appaiono ovunque. in ogni dove mi giro. vedo parti di me morte che ho perso. che ho lasciato da parte. per tirarmi avanti. verso di te. è come uno spasmo infinito. perchè mi spingo con tutte le forze verso di te. affondata nel fango tendo la mano a te fino a slogarla. è come un orgasmo. infinito. la tensione. di un amore che non si consuma. mentre perdo pezzi. perdo. ho perso mia mamma. e mio padre non l'ho mai avuto. e non mi importa di perdere pezzi. non mi importa. mi spingo verso di te. con i crampi. i muscoli contratti e le ossa spezzate. ed è la cosa più bella del mondo. perchè non arriverà mai alla fine. ti amerò per sempre. e ti apparterrò per sempre anche se non posso afferrarti. perchè noi siamo una sola cosa. in realtà. amami. amami. amami. davvero. spingiti anche tu a me. moriamo tra gli spasmi. e le lenzuola. moriamo tra la tachicardia. e il sangue. moriamo. separati. per vivere insieme.
odio quando piove e devo lavare casa. odio quando sei di cattivo umore e mi intristico. odio dover fare un mucchio di cose che non ho tempo di fare. odio voler fare tante cose che mai avrò il tempo di fare. odio tante cose. il tempo è bello con la pioggia. ma odio bagnarmi. odio dover andare all'università. odio dovermi fare una cultura. perchè deve essere così difficile e così faticoso. mi sono tatuata un coniglietto. mamma mi chiamava coniglietto. io amavo essere chiamata coniglietto da lei. io amo chiamare te coniglietto. non riesco a piegarmi verso la gamba. e ho sempre voglia di dormire. le persone aprono la bocca e cercano di parlare di mia mamma. ma sento solo suoni vuoti. solo bocche aperte che si muovono. nessuno ha ormai diritto di nominarla. nessuno. e papà che si arrabbia perchè non ho tempo di andare al cimitero. come se cambiasse qualcosa se mi spingessi tra le tombe con le mie fragili gambe. come se vedere la sua tomba dopo due settimane mi potesse far tornare a vivere. quando vago per cercare la mia tomba. odio tante cose della vita. ma tiro avanti. mi spingo in anni inesplorati di profonda vecchiaia. perchè ho cent'anni dentro. perchè ho vissuto da sempre e ancora non ho imparato a vivere per me. se possibile mi spingerò avanti all'università. voglio dare il minimo sindacale. e quando finirò di studiare sarò ancora più vecchia. e cercherò lavoro con mani e cuore tremanti nella nebbia. di una vita senza senso. odio quando piove e devo lavare casa.
giovedì 25 ottobre 2012
mia mamma sapeva che mi piaceva lavare i piatti perchè mi scaldavo le mani. mia mamma sapeva che in banca nella porta a tubo girevole dovevo entrare prima io. mia mamma sapeva che mangiare che ciò che cucino non mi piace mangiarlo. mia mamma sapeva che io avevo bisogno di stare da sola per stare bene. mia mamma sapeva tante cose. conosceva me. me stessa. la mia cattiveria e la mia freddezza. sapeva che non avrei pianto alla sua morte. sapeva. papà non sa niente non sa niente di me. a volte lava i piatti. in banca entra per primo. e pensa che quando partirà starò peggio. oggi ho fissato il cielo. così a lungo. che è diventato giallo al limitare dei tetti. e tanto sono persa. persa tanto. in un mondo difficile. invivibile. inabitabile.. ammazzatemi ora vi prego. lasciatemi nuotare all'infinito fino a perdere i sensi. fino a respirare acqua. fino alla morte. il mondo è duro. il mondo è una merda. ma dove vuole andare la gente. e hanno ancora il coraggio di dire che la vita è bella. il mondo è bello. la natura intendo. l'amore. può essere bello. bellissimo. potrebbe. per me lo è. oppure potrebbe essere la peggiore delle cose peggiori. della burocrazia. dei soldi di merda che non bastano mai. può diventare orribile. ma può essere bellissimo. e basta oltre a questo fa tutto schifo. lo studio. il lavoro. la famiglia. e la società coi suoi obblighi assurdi. la morale con le sue assurdità iper razionali. ma dove vogliamo vivere. dove andare. io voglio morire. ma ho paura che potrei perdere te. e quel cielo giallo sui tetti delle case. quel pontile di Trieste. quel tuo letto. quella Vienna. e allora non posso morire. perchè quelle cose sono troppo belle. e dopo la morte c'è qualcosa? io non lo so. io ho paura. se dopo la morte tu non ci sarai. dove finirò io. morirò di dolore. nel nulla. e mia mamma mi conosceva.
martedì 23 ottobre 2012
marciremo tra i divani. nell'amore più. oscuro. e potente. marciremo nel buio delle imposte chiuse. tra il sogno. e i film. abbracciami. perchè tanto marciremo. tra le foglie secche dell'autunno. che non sono secche mai. sono umide e marce. come i nostri corpi morti. e allora abbracciami. prima che le nostre braccia perdano consistenza. baciami. prima che la nostra saliva si secchi. mordimi. prima di non avere più i denti. perchè tanto marciremo. eppure dobbiamo durare. durare insieme. avere una casa. un giorno. una vita nostra. ma quanta paura. laviamo la nostra pelle livida. perchè non si sporchi. cerchiamo di mangiare. per non sparire. anche se io odio farlo. ci strofiniamo la pelle bianchissima. per renderla rossa. per renderla viva. perchè non possiamo arrenderci. non a vent'anni. non insieme. insieme abbiamo tutto. tranne il tempo. abbiamo tutto tranne una casa. ma abbiamo l'amore. abbiamo la colla per tenere insieme le nostre ossa. e finchè ti sbavo sulla spalla. apprezza quel momento. apprezza che ti dorma accanto. e che schiacci nel sonno. apprezza i miei dolci. e il poco tempo che abbiamo. apprezza ciò che abbiamo ora. perchè ogni giorno è diverso. diverso. e nuovo. ogni giorno muoriamo e torniamo in vita. per rivivere l'amore. l'amore che più forte della morte. ci fa camminare su questa terra. stringimi la mano. finchè camminiamo ancora qua. baciami fino a consumarmi le labbra. e amami. amami. in continuazione. che così riusciremo a sopravvivere. che così andremo avanti. e avremo un giorno. un futuro che non mi farà paura.
mercoledì 17 ottobre 2012
è la prima notte che ho dormito bene dopo secoli. è la prima notte che tutto si è cancellato e azzerato. ma non mi sento felice. non mi sento sollevata. non mi sento niente. perchè ora ho tempo infinito solo per pensare a me. a come mi sento dopo tutto questo. morta. sono morta. non voglio andare all'università vorrei gridare. non voglio studiare. vorrei urlare. non voglio nemmeno vivere perchè vorrei dover diventare qualcuno. e ogni giorno. è sempre peggio. perchè ora sono una comunissima persona. non devo sforzarmi di andare avanti per qualcun altro. ora posso dimenare le gambe e urlare come una bambina di quattro anni. tutto questo mi ha lasciato senza prospettive. senza desideri. ma io non ho mai avuto desideri. piango ogni giorno della mia vita dalla prima media. quali desideri si possono avere se non la morte. quando si è così insensatamente tristi. ogni giorno mi alzo con un pugnale nel cuore. e nascondo il sangue che cola con i vestiti. cerco di farmi bella. ma allo spechio vedo solo un ammasso di carne. gonfio. gonfio. di tutto. soprattutto male. male ovunque. che si arrampica sulle pareti. mare nero che inghiotte ogni pensiero. cerco di farmi bella ogni giorno. ma ogni giorno è più difficile. perchè dallo specchio mi guarda la putrefazione. la morte della mia anima. vivo cercandola. se è fuggita potrei riaverla. potrei. potrei.. potrei. che cosa? a che mi serve uun anima. quando sono morta. ma è la prima notte che ho dormito bene. ma sono ancora stressata. sono invischiata in una tristezza viscida e senza fondo. qualsiasi persona ho davanti. vorrei urlare. farmi inghiottire dal suolo. ma sto calma. perchè sono solo morta. sono solo morta anche io. da troppo tempo. e forse non potrò mai stare meglio. forse dovrei tornare in cura. forse dovrei uccidermi. forse. forse dovrei provare a vivere. ma io non lo so fare.
martedì 16 ottobre 2012
è finita. in una giornata. è finita. sotto all'ansiolitico. e le sigarette. è finita e basta. tra la gente. che se ne andava. e i messaggi imbarazzanti di chi non mi rivolge nemmeno la parola. è finita. tra i baci di chi sembrava avermi disconosciuto. e a quei pianti. senza senso. senza niente. perchè cosa piangono. una cosa solo mia. io l'ho creata. io l'ho curata. io l'ho uccisa lentamente. ero più letale del cancro. più tagliente di un pugnale. io ho deciso i parametri. e io l'ho sepolta. io ho stretto le mani. e senza piangere ho consolato chi non c'entrava nulla. io. io. io. il punto sono sempre io. perchè avere un fantasma padre accanto non è nulla. perchè un sacco di gente. è come nessuno. e un mare di sole è come un diluvio. per una cieca insensibile come me. è finita. ho seppellito la bambola di cera. niente più sogni. niente più madri. e il sangue cola dal soffitto nella mia testa. ed è finita. ma tanto sono morta. per me è tardi. non posso risorgere. sono sdraiata in un letto di terra pure io. e la coperta che mi copre è compattata da anni di dolore e fatica. nessuno la può smuovere. nessuno la può alzare. però è finita. non devo fingere di essere viva. è finita. in una giornata. è finita. sotto all'ansiolitico e alle sigarette.
lunedì 15 ottobre 2012
mi vien da vomitare. ho la nausea fortissima. ogni minuto che passa cresce. e domani sarà un giorno orribile. frotte di gente. gente che mi piace e gente che odio. tutti stipati in chiesa. e la mattina ancora. e al pomeriggio pure. ho paura delle persone. che piangono e mi stringono potrebbero spezzarmi le ossa. o farmi vomitare davanti a tutti. ma tanto domani mi lampeggerà davanti la scritta del banchettino dei treni. have a nice trip. lo so. l'ansiolitico mi scorrerà più del sangue nelle vene. e la scritta rossa offuscherà ogni singola cosa. perchè non voglio sentirli. non voglio. quelli adulti. quelle persone. che non sanno niente. dire a mio papà che ha fatto il possibile. che ha fatto tutto. che non sanno come ha fatto. che è stato bravissimo a portare avanti la famiglia. ma cosa. ma dove. ma perchè. perchè. lui è giù da un mese. un misero mese e mezzo. cosa è contro quattro anni? un secondo un attimo. la morte. e io. io invece. ho tirato avanti tutto. con le sole mie forze. la gente nonc'era quando io lavavo casa e non riuscivo a studiare filosofia. o quando ho deciso che perdere peso era l'unica me stessa. io non ero un soggetto ma solo l'azione. di perdere peso. lo sono ancora mi sa. non so più che sono io. e la gente non c'era quando lei pregava papà di tornare. di pensare alla famiglia. un misero mese e mezzo. e ora non si sa. lui ha fatto tutto e ha avuto il coraggio di dire a me che ho fatto molto poco. ahahahah. io. io che sono morta in questi quattro anni. che se non ci fosse stato il mio grande amore sarei morta anche nella realtà. ma ditemi. ditemi. cosa ho fatto. poco. dove ho fatto. la gente è ignorante e fa a mio papà i complimenti. i complimenti per aver fatto il minimo. che bravo. ahahah. marito perfetto. e per non sentire queste idiozie. have a nice trip. non ce la faccio più neanche adesso. ogni notte. mille sogni. quella teca di vetro si rompe nei miei pensieri. e mi viene l'ansia. o si rompe il frigorifero e mi viene ansia. i miei sogni sono l'inferno in terra. e la gente curiosa la va a vedere neanche fosse un pezzo di carne in vendita. lei era mia e solo mia. nemmeno di papà. io l'ho sostenuta. io ho fatto il genitore quando il dolore l'ha fatta rimpicciolire. diventare capricciosa. e nessuno vedeva niente. nessuno vedeva. NIENTE. perchè io marcivo. per una promessa. per una promessa vuota. lei è mia. e voglio quella bara chiusa. chiusa. non la voglio in mostra per la gente a caso. non la voglio là. e domani. la gente piagnucolosa. e le loro idiozie. le frotte di gente. che mi considera una stupida bambina che non piange perchè piccola. PICCOLA. i bambini sono più intelligenti degli adulti. ma loro fingono che siano stupidi che io sia stupida. in queste situazioni è più facile. dicono a papà ciò che vuole sentire. ciò che avrebbe voluto essere. e me. me. mi trattano come una scema. perchè sono piccola. non piango. e per non vedere questi umani pazzi pazzi. e curiosi. ansiolitico. ansiolitico. pelo di gatto e ansiolitico. ciao. mondo. have a nice trip.
domenica 14 ottobre 2012
e poi arriva. il cambiamento così grande. l'inizio della liberazione. e le bambole di cera. la bambola di cera che ho paura di toccare. perchè la potrei rovinare. poi arriva la gente piagnucolosa che si piange addosso per la morte di chi nella vita alla fine non era nulla più che un conoscente. un vicino di casa. e arriva e ti stritola il collo con la speranza di farti sentire meglio. ma non c'è nulla che mi farà sentire meglio perchè non sto male. è stata una salvezza per tutti. per papà che stava diventando matto. per me che sono morta tanto tempo fa forse è tardi. e per lei che ormai non viveva più da tempo. non era più lei. era un ombra di sofferenza e dolore. come me. come me da anni. e ora sono libera. più o meno. non si è mai liberi. non si può mai essere non per me. no più da quattro lunghissimi anni. e ho le tonsille in fiamme. i linfonodi gonfi quasi fosse il mio fisico a soffrire per me. ma io. dove sono non lo so. ho sognato che si risvegliava bambola di cera. e avevo paura su una barella d'ospedale con lei. avevo paura di dover tornare indietro a fingere che tutto andava bene mentre la mia vita marciva. ho perso anni della mia vita. ho perso la mia lucidità. e la normalità. e la gente piagnucolosa se la prende perchè non sapeva niente. chi cazzo è sta gente poi per noi. lei volle così a suo tempo e fisse anni di normalità finta mentre a me marciva il cervello e mi colava sangue dalla pelle. mi sono persa da sola. in un sentiero buio. e ancora non so dove sono io. e se starò davvero meglio.
venerdì 12 ottobre 2012
datemi una spranga di ferro. andrò in giro armata. andrò in giro con meno inibizione. e la voglia di uccidere qualcuno. ma non lo farò. non farò scorrere sangue altrui su questa terra. sebbene nulla di più artistico mi rimane. ho mal di denti. forte. male. su tutta la parte sinistra della testa e l'estrazione è tra due settimane. ieri ho avuto delle prospettive di futuro. un futuro a me amico dopo tanto tempo. ma è tutto un forse. è una delle possibilità. è la più bella. la meno dolorosa. e se dio vorrà sarà così. dio. si. certo. papà dice che sono chiusa in ovetto. che non si capisce cosa provo. il punto è che non provo nulla. nulla riguardo ciò che lo fa soffrire. adesso si può solo aspettare. aspettare. vedere se quella prospettiva potrebbe essere la mia vita. e cresce il terrore. cresce il terrore che non sarà così. che non sarà affatto. aiuto. ma che potrebbe non essere affatto non sarebbe un guaio. morire non è un guaio. è che sia diversamente che mi f paura. che tutta questa melma si trascini attraverso un tempo indefinito. e allora si. che non sarà più. che non sarò. più. perchè non ce la farò ancora a lungo. pregherei dio se potesse aiutarmi. ma non è caritatevole la mia preghiera. pregheeri gli angeli se potessero esaudirmi. ma malvagio è il mio intento. non mi resta che peccare e parlare con i diavoli. anche se i loro intenti sono più malvagi dei miei e non mi esaudiranno mai. mai felice un diavolo vorrebbe rendermi. su. datemi una spranga di ferro. leggermente arrugginita. che sa di sangue. immaginerò un mondo di eterna violenza. con la nausea alla bocca dello stomaco e gli occhi iniettati di sangue.
la gente dice che il suicidio è egoismo. la gente dice pensa alle persone che ti sono vicine. pensa come soffriranno dicono. pensa perché dovresti arrecar loro un tal dolore. pensa dice la gente. la gente che ha la forza di affrontare la vita. e la gente che ha genitori sani. la gente che non ha una vita tanto brutta magari. donne che non sono mai state stuprate o picchiate. o donne che contro queste cose pongono un animo che si rimargina. uomini che hanno un lavoro. o che si arrangiano lo stesso. persone che hanno una famiglia normale. o persone abituate a non averla. persone che lottano che afferrano la vita. pensate persone. si voi. pensate. che la gente pensi. su non è difficile. anche se so che è difficile immaginare persone così deboli. o semplicemente così problematiche. persone che non sanno lottare. persone stanche. e vecchie per davvero. che sono in congedo. provate. dalla malattia. da una famiglia in cancrena. da un mondo che non tutti sanno sopportare. da una vita che è pura ansia. pianto. grida. e magari. autolesionismo. alcolismo. droghe. disturbi alimentari. non tutte le volontà sono inestinguibili. non tutte le battaglie. non tutte le guerre. vincibili. voi gente nella norma. pensate a quanto dolore esiste nella vita. a quanto una persona in vita possa soffrire. come esiste il diritto alla vita. dovrebbe esserci il diritto alla morte. se non sai vivere. se sei stanco di vivere. perché devi pensare agli altri? persone viventi, viventi capaci. vi faccio un esempio. se una persona che conoscete si innamora alla follia di voi. vi fidanzate con lei? la sposate? le stareste accanto? no. voi non pensate a lei. non pensate a quella persona e a quanto possa soffrire. il non-illuderla è un modo per non imbrigliare se stessi. è per se stessi che si sceglie di non stare con una persona che non si ama anche se si potrebbe farla soffrire fino alla morte. e allora? allora? la vita è egoismo. si deve vivere in tutti i sensi per se stessi e non per gli altri. chissene frega degli altri. gli altri non ci sono quando ti contorci tra le grida o ti laceri la pelle. la vita è tua. tua. soltanto. e decidi tu come e se viverla. la gente deve stare zitta. e pensare. prima di tutto alla propria vita di merda. perché non si rende conto come dire"non ti uccidere ne soffro" sia la frase più egoista e dolorosa. al mondo. si è dolorosa per chi è dissuaso dall'uccidersi. perché quando tutto "tornerà alla norma". quelle persone non ci saranno quando lui piangerà e urlerà. e morirà. mille volte dentro. perché a vivere non ce la fa proprio.
domenica 7 ottobre 2012
sta svanendo. tutto. il mondo. il mio sangue è tornato a scorrere. ho lacerato la mia pelle. ancora. in un unico punto. e se sono tornata a farlo. sennò non ho resistito. sennò non ce l'ho fatta. vuol dire che il cambiamento è vicino. o cambia il mondo. o cambio. io. muoio. è la fine. sta svanendo tutto. magari fosse la fine. in realtà non è vero. ma io lo voglio disperatamente. voglio che svanisca. e sta svanendo. sono davanti allo specchio. nuda. mi asporterei la pelle. mi asporterei gli occhi. mi asporterei il cuore. e lo schiaccerei coi piedi. poi mi siederei a terra tra le cose che mi sono asportata. nel sangue. e sono tornata a scrivere come nel 2011. sono regredita. sono tornata indietro. non c'è nulla. nulla da fare non c'è scampo. perchè. perchè. perchè. non ho via di fuga nè di miglioramento. a questo punto. dove. cosa. devo fare. sono regredita tornata quella del 2011. del 2011. di questo passo mi aspetta solo la morte o il miglioramento. perchè mi sento peggio. mi sento. peggio. ogni giorno. dove andrò a morire non lo so. non ho più niente da dire alle persone. nessuno da guardare. e la mano con cui mi stringi. la sento lontana. c'è ma. non la sento quasi più. perchè. perchè mi sto perdendo così. sta svanendo. tutto.
giovedì 4 ottobre 2012
vorrei avere una rosa rossa sangue. da portare alla mia tomba. vorrei poter andare a quel sepolcro vuoto. e distendermi in quel letto. vorrei chiudere gli occhi. e rimanere là. come la bella addormentata con la rosa rossa tra le mani. ma nessun bacio potrà rinsaldare la mia carne putrescente. nessun tocco mi farà aprire gli occhi. perchè è troppo orrendo. vivere. avendo scampo solo nella morte. vieni a visitare la mia tomba. non piangere per me. perchè sono morta da tanto di quel tempo. sono morta nel 2006. sono morta nel 2007 e ancora nel 2008 e nel 2011. e forse anche in altri anni. ma nessuna morte è dolorosa come questa. ogni giorno mi alzo dal letto e mi vesto di morte. mi trucco pesante e vado a passare un'altra giornata tra i vivi. ma la gente non sa quanto sono putrescente. la gente non sa che sotto la mia gonna i vermi mi divorano. la gente non sa che ho il cuore rinsecchito come un frutto mai tolto dall'albero. la gente non sa. è naturale che non sappia. e si comportano tutti come fossi ancora viva. e allora quando andrò a stendermi nella tomba. non piangete per me. ero già morta. solo per inerzia mi muovevo tra voi. vorrei avere una rosa rosso sangue. ma ormai non ho più la forza di muovermi tra i vivi. ogni mattina mi alzo indolenzita. da un sonno senza sogni ne ricordi. muscoli e articolazioni dolgono. vogliono andarsene. sfaldarsi. non c'è più nulla per me qui. tranne la tua presenza. ma col tempo la stanchezza si accumula. la tua presenza no. la tristezza è l'unico sentimento eterno. e se vivrò. massi che vivrò. me la trascinerò dietro per sempre. alle caviglie. pesante. voglia di morire nella gola. bruciante. ma sono piena di cose da fare. devo muovermi. non ho tempo di morire. sennò non avrà senso la fatica che ho fatto finora. per un domani in cui potrei stare con te. per un domani in cui piangerò ogni tanto e non ogni giorno. per un domani in cui. potrei tornare ad essere torturata da meno preoccupazione. e nella morte ricercare solo la bellezza di una rosa. rosso sangue.
mercoledì 3 ottobre 2012
diventa sempre. più difficile. ogni volta è peggio. ogni volta che torno a desiderare di morire. è peggio. più difficile smettere di gridare. di piangere. agitarmi. e la paura. la paura. che è nata qualche mese fa. cresce. mi sfonda gli occhi dall'interno. con le lacrime. e il sangue nero. lo odio. la rabbia. e dalla bocca. vomito vita. vomito voglia di vivere. vomito. e ogni volta. ogni volta che ripenso che dovrei morire. la voglia si acuisce. e poi la nascondo. la seppellisco. sotto la pelle. dentro lo stomaco. e lei scalpita. scalpita e grida. grida nei miei sorrisi. nei miei occhi. non guardo più la gente in faccia le persone. lasciare che mi guardino negli occhi. non voglio che vedano quella voglia. voglia di morire. di scappare. di gridare. di accasciarmi al suolo e di strapparmi la pelle. gli occhi. la lingua. e rimanere là. in una pozza di sangue putrescente. nero. e quella voglia. quella voglia. preme. nella pelle. nello stomaco. nella testa come una droga potentissima. "lasciati andare, esci di strada" mi dice. "taglia la pelle, aprimi una via per uscire, aprimi alla luce, lasciami uscire come abbondanti fiotti dagli squarci" mi dice. "prendi l'ansiolitico, tutta la boccetta" mi dice. "apri la bocca, lasciami uscire, scorrere, urla, urla ora, adesso, corri alla cieca" mi dice. e quando sento che sto per impazzire mi chiede "perchè non muori?". io non posso. voglio. voglio tanto. lasciarmi andare. non c'è scampo. non c'è scampo alla paura. non c'è scampo all'ansia. non c'è scampo a questa vita con un altra vita. non si può fuggire. ne cambiare. ne tornare indietro. perchè devo vivere così. perchè. perchè. preferirei cento volte morire che vedere un altro sole. però preferirei mille volte vivere eternamente con te anche così. che morire una sola indolore volta. ecco perchè non posso. ecco perchè seppellisco quella voglia. per qualcosa che ancora non ho completamente. spero di avere ciò. prima di esplodere.
lunedì 1 ottobre 2012
il debito è stato passato. passato. finito. l'incubo inizia domani. se non ce la faccio. se solo morirssi. no non posso. devo barcamenarmi. devo farcela. emergere dalla melma e ricoprirmi di luce. tanta luce. voglio brillare anche io. essere meravigliosa per una volta. voglio ricoprirmi di sangue e diventare. un'assassina. aver finalmente coraggio di realizzare ciò che ho nella mente. quel mondo pieno di sangue. che sogno da secoli. ma so che non ne sarò capace. osserverò con astio le persone e basta. perchè so cosa è sbagliato so cosa è giusto. mi sono impegnata a superare il debito formativo. l'ho superato. so quello che è socialmente accettato. cosa piace alle persone e cosa no. ma io ormai non sono una persona. non sono più. ormai non so più piangere. non so più sorridere. ne guardare le persone negli occhi. non voglio che mi vedano. non voglio che mi guardino gli occhi. che vedano quanta stanchezza. quanta pesantezza ho sulle spalle. quanto astio nei confronti di tutto. e tutti. quanto disgusto. quanta non curanza ho di me. non mi importa. non mi importa nulla di me. vorrei cadere da una scogliera infinita. vorrei uscire di strada con la macchina. vorrei. tante cose. tante fini. veloci. infinite. in cui consumare l'ultima ombra di me stessa. e invece mi muovo in avanti. mi muovo per inerzia e per desiderio. per desiderio. di un tempo migliore. in cui potrò occuparmi della mia odiosa persona. perchè tutto l'astio che riverso su di voi. in realtà è per me. per il disgusto che provo per me stessa. per quanto poco riesco ad amarmi. anzi l'unica cosa che riesco a fare è non amarmi. e tutte le volte che vorrei uccidere voi. vorrei solo uccidere me. ma non lo posso fare. perchè esiste qualcuno che dice di amarmi. che dice di voler passare tutta la vita con me. che vuole durare per me. e io ti amo. e tu dici di amare. me. io non posso uccidermi. e allora immagino di uccidere voi.
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