lunedì 29 ottobre 2012

il dolore mi porterà all'altare vestita di pizzi bianchi e grigi. macchiati di sangue. zoppicherò. nel male verso l'altare. con il braccio sinistro stretto. dallo sposo. nel più brucianti dei dolori. scusami amore. sono sposata. sono già stata data in sposa. sono già stata portata all'altare. tra il bruciore. e lo sfrigolare della pelle. tra i sanguinamenti. e i denti strappati. tra le gambe storte. e i piedi consumati. un uomo. mi ha posseduta prima di te. e mi possiede ancora. mi allarga le gambe piano. finchè tu non guardi e mi stupra dolcemente. lasciandomi esausta. sul divano. sui letti. sui banchi dell'università. aiutami. amore. salvami dal mio aguzzino. eppure quell'uomo. quella forza che ammazza è mio compagno da sempre e mi ha portato all'altare. cinta di pizzo spillato. con le macchie di sangue che cola. sul bianco. e sul grigio. del mio sontuoso vestitino succinto. spillato. non cucito su di me. sulla mia pelle. nel mio sangue. e il dolore mi ama. mi regala tutto se stesso. mi scosta la gonna dalle gambe, lascia che gli spilli si conficchino più affondo. mi apre piano le gambe. e vi si insinua in mezzo con violenza. quasi volesse strapparmi il cuore passando da sotto. strappando per strada budella e intestini. schiacciando nel personale piacere le mie fragili ginocchia. rompendo le mie ossa. stracciando i miei muscoli. con le unghie. cavandomi la pelle. e tirandomi i capelli. il dolore mi ha portato all'altare. perdonami amore mio.

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