giovedì 25 ottobre 2012

mia mamma sapeva che mi piaceva lavare i piatti perchè mi scaldavo le mani. mia mamma sapeva che in banca nella porta a tubo girevole dovevo entrare prima io. mia mamma sapeva che mangiare che ciò che cucino non mi piace mangiarlo. mia mamma sapeva che io avevo bisogno di stare da sola per stare bene. mia mamma sapeva tante cose. conosceva me. me stessa. la mia cattiveria e la mia freddezza. sapeva che non avrei pianto alla sua morte. sapeva. papà non sa niente non sa niente di me. a volte lava i piatti. in banca entra per primo. e pensa che quando partirà starò peggio. oggi ho fissato il cielo. così a lungo. che è diventato giallo al limitare dei tetti. e tanto sono persa. persa tanto. in un mondo difficile. invivibile. inabitabile.. ammazzatemi ora vi prego. lasciatemi nuotare all'infinito fino a perdere i sensi. fino a respirare acqua. fino alla morte. il mondo è duro. il mondo è una merda. ma dove vuole andare la gente. e hanno ancora il coraggio di dire che la vita è bella. il mondo è bello. la natura intendo. l'amore. può essere bello. bellissimo. potrebbe. per me lo è.  oppure potrebbe essere la peggiore delle cose peggiori. della burocrazia. dei soldi di merda che non bastano mai. può diventare orribile. ma può essere bellissimo. e basta oltre a questo fa tutto schifo. lo studio. il lavoro. la famiglia. e la società coi suoi obblighi assurdi. la morale con le sue assurdità iper razionali. ma dove vogliamo vivere. dove andare. io voglio morire. ma ho paura che potrei perdere te. e quel cielo giallo sui tetti delle case. quel pontile di Trieste. quel tuo letto. quella Vienna. e allora non posso morire. perchè quelle cose sono troppo belle. e dopo la morte c'è qualcosa? io non lo so. io ho paura. se dopo la morte tu non ci sarai. dove finirò io. morirò di dolore. nel nulla. e mia mamma mi conosceva.

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