domenica 14 ottobre 2012

e poi arriva. il cambiamento così grande. l'inizio della liberazione. e le bambole di cera. la bambola di cera che ho paura di toccare. perchè la potrei rovinare. poi arriva la gente piagnucolosa che si piange addosso per la morte di chi nella vita alla fine non era nulla più che un conoscente. un vicino di casa. e arriva e ti stritola il collo con la speranza di farti sentire meglio. ma non c'è nulla che mi farà sentire meglio perchè non sto male. è stata una salvezza per tutti. per papà che stava diventando matto. per me che sono morta tanto tempo fa forse è tardi. e per lei che ormai non viveva più da tempo. non era più lei. era un ombra di sofferenza e dolore. come me. come me da anni. e ora sono libera. più o meno. non si è mai liberi. non si può mai essere non per me. no più da quattro lunghissimi anni. e ho le tonsille in fiamme. i linfonodi gonfi quasi fosse il mio fisico a soffrire per me. ma io. dove sono non lo so. ho sognato che si risvegliava bambola di cera. e avevo paura su una barella d'ospedale con lei. avevo paura di dover tornare indietro a fingere che tutto andava bene mentre la mia vita marciva. ho perso anni della mia vita. ho perso la mia lucidità. e la normalità. e la gente piagnucolosa se la prende perchè non sapeva niente. chi cazzo è sta gente poi per noi. lei volle così a suo tempo e fisse anni di normalità finta mentre a me marciva il cervello e mi colava sangue dalla pelle. mi sono persa da sola. in un sentiero buio. e ancora non so dove sono io. e se starò davvero meglio. 

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