lunedì 28 ottobre 2013
è come se sui bordi del mio cuore. si abbattesse un uragano. le onde del mare mi salgono negli occhi. trasbordano le acque. dai miei occhi. tutti neri intorno. d'odio. trasbordano le acque cupe dai miei occhi. mentre tremano le pareti del mio cuore. l'uragano le vuole buttare giù. a suon di colpi. contrazioni di dolore mi accartocciano le membra. mentre dentro esplode il mondo. e l'ansia sale. sale con le onde. l'angoscia esplode è l'uragano. urla sorde nei miei occhi spenti. e i motivi ci sono tutti. tutti è nessuno. prendere il treno. mangiare fuori. una mancata risposta. mia mamma sotto terra. e lo studio. le persone che odio. e anche quelle che non odio. e ho da fare. da fare all'infinito. i miei doveri sono la mia vita. e la mia vita sono i miei doveri. e comunque non ho tempo. non ho tempo di svolgere ogni dovere. ogni maledetta richiesta. la casa è un disastro. lo studio assente quasi. e comunque non ho tempo. non ho tempo di amarmi e stare bene. a volte mi sento come se io mi fossi condannata da sola. mi sono messa le mani addosso da sola. e se solo in preda all'ansia potessi gettarmi via. fare del mio corpo scempio come un tempo. invece riesco solo ad aver paura. a cadere in preda alle lacrime in mezzo a sconosciuti. ormai sono solo un'ombra. un'ombra spaventata. sono niente in confronto a quello che ero. sto perdendo la gioventù. tutte le occasioni. tutto. perché sono un guscio vuoto. un cuore pieno solo di uragano. occhi spenti pieni di onde. che cosa ho fatto a me stessa. e a questa domanda. è come se sui bordi del mio cuore. si abbattesse un uragano. ancora. e ancora. e ancora. dove sei. nicole. dove sei. mamma. vorrei morire anche io. dar pace alle pareti del mio cuore. lasciarle sfaldarsi putride ormai. marcescenti. dove sei amore. dove felicità. dove serenità. dove allegrezza. dove attenzione. dentro di me c'è solo paura. ansia. angoscia. terrore. odio. ira. ho paura. ah che eufemismo. ah come se cambiasse qualcosa temere una cosa in più. eppure la temo forse più di tutte. e se avessi sbagliato a tornare indietro. che periodo orribile. sono dissanguata dalle mie stesse paure. livida di morte apparente. vorrei chiederti "aiutami" ma so che non capiresti. ma so che non sentiresti. so che sono sola a spremermi da sola il sangue dalle vene. voglio accelerare la mia fine. voglio arrivi presto il punto in cui saprò urlare. urlare basta. e tornerò a galla. mezza morta a respirare. o saprò urlare basta si. ma morirò.
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