sabato 14 dicembre 2013

sono tornata tra le tue braccia. penso fosse destino. hai detto che nessuno dei due seppellirà l'altro. hai detto che ti procurerai il veleno. hai detto che saremo meglio di romeo e giulietta. hai detto che moriremo abbracciati. ma che ora abbiamo ancora cose da fare. non pensavo avresti mai pronunciato tali parole. non sai quante volte ci ho pensato io a morire insieme. sparire per sempre. nella nebbia. c'è un altro mondo. ti ho sussurrato di dirmi se diventerò un'altra. ti ho sussurrato di avvertirmi. portarmi indietro. qual'è il confine tra me stessa. e la me stessa malata. dove inizia la pazzia. e dove inizio io. nell'alba i colori pastello sono acquerellati dalla nebbia. da che io ricordi la malinconia mi ha sempre tenuta in pugno. con soffici dita. petali di rosa. la malinconia mi ama. come nessuno. la dietologa diceva che avevo un dono. sentire qualcosa oltre. io l'ho sempre saputo. io mi sono sempre sentita speciale. mi sono sempre sentita migliore. magica. quasi. una dea ora. ma è risaputo che può essere una conseguenza dei disturbi psichici. io non voglio perdere la me speciale. lo temo ancora più dello diventare un'altra. un'altra non si rende conto. un'altra è un'altra e basta. ma se rimango io. se rimango io consapevole. e mi sentirò solo spenta. vuota. se non mi sentirò più speciale cosa farò. ho paura di smettere di scrivere. che i miei pensieri si accartoccino. non siano più luminescenti immagini sanguigne. anche questo è importante. mi hanno detto che soffro di lutto patologico. che andrà meglio. che in sei mesi posso sentirmi meglio. ma il segreto è che non voglio sentirmi meglio. la tristezza è il mio stendardo. la depressione la mia spada. perchè dovrei abbandonarle. cosa sarei dopo. niente. anche ora sono niente. in realtà. un niente meraviglioso. ma poi. poi che niente sarò. vorrei mi amassero tutti. vi succhierei l'amore dalle vene tagliate. dalle lacrime. dalla disperazione. dai sorrisi lievi. dalla mano che mi tenete al buio. vorrei mi amassero tutti. vorrei amare tutti. rendere felici tutti. e poi uccidervi tutti. tutti quanti. anche te. che sul divano mi stringi e mi chiedi scusa. scusa per avermi fatto piangere. quando è il mondo a farmi piangere. vivere mi spezza il cuore. la mia mamma non  mi accarezza più la testa. e sento le persone con ci parlo distanti almeno 500 m. come se stessero scappando. lentamente. in modo che non me ne renda conto. ho gli occhi rosso sangue. le mani fredde. il cuore marcio. e desidero ancora milioni di cose che non arriveranno mai. la società mi castra. e ingoio la pillolina a partire da oggi. mi sento la testa piena di nebbia. mi sento ovattata. distante. non capisco un cazzo. faccio la stronza. mi devasto in ogni modo. e ho ancora paura una singola pillolina mi possa trasformare in qualcosa che non mi piace. se mi uccidesse. se sapessi che è letale. mi preoccuperei meno. meglio diventare niente. un mucchio di ossa marce. che diventare una qualsiasi ventenne che non vede oltre. se fossi io ad avere ragione? se fossero i pazzi a essere giusti? la società è stupida mi fa vomitare. chissà se la penserò ancora così. vado a anestetizzarmi. la testa o il cuore. o gli occhi. non lo so nemmeno. io. proviamo gli psicofarmaci suvvia. penso sia arrivato il momento di arrendersi. a cosa poi non lo so nemmeno. di sicuro al fatto che sono debole.

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