sabato 8 settembre 2012
il mare canta il mio dolore. c'è chi dice che il mare è potenza. ma osservatelo. osservate le sue onde infrangersi sulle coste. non è forse dolore. il mare colpisce ogni attimo la terra. la cerca. la brama. con la sua unica forza. ma ogni volta sebbene. il mare si impegni con tutte le sue forse. ne è respnto. nonostante a volte per la rabbia devasti la terra. ne è respinto. mi hanno chiesto cosa sarei in una foto. cosa sarei eh? sarei il mare. sarei quel mucchio di dolore accumulato in forma liquida. grosso. gonfio per il vento. che continua a colpire la terra. e tu. tu la terra. a volte siamo più vicini. a volte più lontani. è che io non sono capace di non dolere. di non farmi male al nostro scontro. e così vengo rifratta indietro. perchè non ho la forza di stare con te. ne quella di distruggerti. sono puro dolore. il mare canta il mio dolore. fino ad oggi non ci avevo mai pensato a questa immagine. ci ho pensato quando mi hanno chiesto cosa rappresenterei se fossi una foto. sarei il mare. quello bersagliato dai dardi di pioggia, grandine e neve. quello dove d'inverno si ghiaccia e rimane lacerato. quello dove orche e squali spargono sangue. non avrei la potenza che tutti dicono. che tutti vedono. vorrei solo toccare la terra. sarei solo scottata dalle lave ai miei piedi. inquinata da chi popola la terra. sarei solo un'immane quantità di dolore. il mare. canta. il mio. dolore.
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