mercoledì 12 settembre 2012

ho sognato di piangere guardando le nuvole. forse ero intrippata per l'ansiolitico. forse mi mancavi solo. solo. ah. solo. come se si potesse dire di questo solo. le nuvole erano meravigliose. veloci formavano nuovi agglomerati. blu. viola. arancioni. e il sole. il sole era gigantesco. avrebbe potuto bruciarmi gli occhi. e mi veniva da piangere. quando non ho mai pianto per nessun naturale paesaggio. non ho trovato commozione in quella naturale forma. che dicono bella. di tramonti. montagne. mari. o laghi. mai. eppure ho sognato di piangere guardando quelle magiche nuvole. pensando a te. pensando a quanto schifo mi fa questa situazione. a quanto io fossi infelice. e ora. ora sono in Russia. e qui. qui. è il luogo del cuore. del mio piccolo cuore egoista. che sa solo amare e desiderare per se. che non prova alcuna pietà mai. se non per se stesso. sono una persona triste. in tutti i sensi. sono triste. dentro. e mi straccio in tante striscioline grondanti sangue. e sono triste. nel senso di patetica. inutile. senza senso. a volte confondo i sogni con la realtà. ormai sempre di più. si è fatta la tinta davvero quella ragazza? ho fatto gli auguri a quello? e chi lo sa. cosa ho fatto cosa. no. non capisco la differenza. realtà e sogno si mischiano. devo stare attenta a cosa dico. a cosa taccio. a tutto. vorrei vedere ancora quelle nuvole. piangere per qualcosa. che non sia io. non sia tu. ma l'unica cosa che davvero mi tocca sei tu. sto sprofondando nella mia mente. e mi ci perderò se lascerai andare la mia mano. sono in Russia vero? si lo capisco dallo stomaco che mi si sta disintegrando. per emozioni. troppe. per il cibo che da più di un anno non mangiavo. per la vodka. per il martini. il whisky. la tequila. e tutto quello che bevo durante e tra i pasti. forse morirò qua. spero solo di non confondere talmente mente e realtà. da uscire dalla mia tomba.

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