domenica 16 settembre 2012
mi truccherò pesante e prenderò l'aereo. con la consapevolezza. che ad aspettarmi ci sarà un tassista e nulla più. non mio padre. non mio zio. non TU. avrò sonno e da domani sarà di nuovo una vita pesantissima. che non si può spostare con le forze di una sola donna. donna sola. mi taglierò le unghie. mi laverò i capelli. struccherò gli occhi. e mi butterò in una vita senza sonno. con tanto dolore infinito. chi siete voi per dirmi che devo studiare? io sono qualcuno anche senza una laurea. io sono una persona. mi accontento di servire ai tavoli. di fare le pulizie in casa d'altri. mi accontento. mi va bene. sopravvivo. ma voi no. come se foste voi a vivere la mia vita. e siete numerosi. infiniti quasi mi dite di lasciare il mio amore. di lasciare te. mi dicono che il primo amore è importante si. ma ci vogliono persone della stessa estrazione sociale. questa cosa che senso ha poi. ridere mi fate. senza laurea non sono niente dite. non si può vivere senza cultura. lasciare il primo amore dite. come se tu fossi il mio primo amore. sono giovane dite. invece ho pesantissimi vent'anni sulle spalle. e voi non capite. perchè alla mia età non avete vissuto quello che ho vissuto io. aveva ti i vostri dolori. ma non una famiglia putrescente di malattia. non uomini che non sapevano cos'è l'amore. e forse mai lo sapranno. sarò presuntuosa. ma il fatto che voi siete adulti non vi rende effettivamente più bravi di me in niente. quali sono i vostri dolori ora? la figlia all'estero. il figlio coi debiti formativi. un marito che forse mai hai amato davvero che ti tradisce. la salute è stabile. soldi non ne avrete a palate. ma a vivere ce la fate. e allora perdonatemi. se io il vostro dolore di una vita lo vedo sfuocato attraverso il mio. di voi non mi importa. di cosa dite non mi importa. non devi chiuderti in te stessa dite. ma cosa volete capire voi di un dolore che non avete mai provato. cosa potete capire. della putredine che mi sfalda le gambe e mi fa cadere giù. giù. giù. in un luogo che è mio e solo mio. come il mio dolore. come i miei pesantissimi vent'anni che sono ancora diciannove. lasciatemi vivere con il mio (non) primo amore. voi adulti avete pregiudizi nei confronti dei giovani. pensate che non capiamo un cazzo. ma forse non vogliamo capire un cazzo. perchè crescere fa schifo. vivere fa schifo. lasciatemi almeno scegliermi il mio schifo. non vivete per me. in realtà non mi conoscete. non conoscete il sangue nero che mi esce dagli occhi. perchè siete ciechi. e a mia volta io sono cieca e non posso vedere il vostro. perchè ognuno soffre a modo suo. ognuno ha i suoi fantasmi. e l'età è davvero solo un numero in certi casi. non generalizziamo non si generalizzi. MAI. e voi lo fate voi lo fate sempre. perchè avete la presunzione di capire. di aver vissuto più dolore di me. ma questo nessuno lo può dire. ognuno conosce solo il duo dolore. certo può dispiacersi per gli altri. ma non capire mai. e non mi importa di capirvi. mi dispiace per voi. ma sono pronta a combattere per scegliermi il mio schifo. la mia vita insomma. e io ho scelto te. te e te soltanto finchè il mio cuore non cambierà. ma credo sia più probabile che muoia. che io mi ritrovi senza un cuore. piuttosto che esso cambi sono diciannove anni che è lo stesso. che ama allo stesso modo. e anche la mente è assai cambiata poco. lo pensavo un tempo e lo penso ora. quando mi parlate, adulti. pensate che sia scema che mi spiegate tutto? già perchè gli adulti. e poi ancora più i vecchi credono di capirsi solo tra loro. e di essere saggi. più di tutti capire. e forse un giorno anche io diventerò pazza come voi. e che allora qualcuno mi uccida. tu mio bellissimo amore. uccidimi. lascia che il mio sangue scorra. per ora. mi truccherò pesante e prenderò l'aereo.
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