domenica 19 agosto 2012
passiamo la vita a convincerci di essere come le altre persone. non siamo speciali. ci diciamo. e quello non lo siamo per certo. ma arriva un momento in cui dobbiamo ammettere di non essere come gli altri. no. non sono come gli altri. passo i giorni. disperatamente a voler essere come tutte le persone del mondo. ma non posso cancellare che io sono io. che il dolore mi mangia dentro. e che questo. non lo posso cambiare io. cambiando me. posso trasformarmi decine. centinaia. di milioni. di volte. ma non sarò mai come la gente che incontro. come le persone che conosco. perchè il mio dolore rimarrà in eterno solo mio. e allora mi rotolo nel letto. con la consapevolezza di essere sola. come tutti gli altri. mi dispero. perchè gli altri sembreranno in eterno più normali di noi stessi. se esternamente le cose non vanno lavoro su me stessa. lavoro su me stessa da diciannove anni. una sciocchezza direte. cos'è un diciannove. nell'universo. sono un battito d'ali di una orribile farfalla. con le ali che grondano sangue e dolore. siamo tutti tristi e strani a modo nostro. e io. io. ho il mio personalissimo modo. sanguino. ma a nessuno importa. come a me non importa del sangue degli altri. ci sono persone cortesi che mi amano. e mi stanno vicine. ma ho finalmente ammesso. di non essere come gli altri. e cancellare il mio dolore quando sono da sola è diventato impossibile. e tu hai visto la vera me. accartocciata in se stessa. rinsecchita dal prolungarsi del male che mi affligge. e allora lotto. sebbene penso ogni istante. vorrei morire. lotto. perchè in un futuro agosto molto lontano. alle 19 e 30 voglio essere seduta al sole. a fumare come ora. ma senza lacrime che corrono dagli occhi al cuore. con un dolore nuovo. di un'età diversa. che però saprò vivere. anche essendo felice. e perchè soprattutto voglio. in un futuro agosto molto lontano. alle 19 e 30. essere seduta. al sole. con te. che ci guardiamo con la serenità di chi è sopravvissuto. sopravvissuto ad un dolore senza limiti e senza ragione. sopravvissuti ad un dolore cieco quale. è la vita.
giovedì 16 agosto 2012
con questo caldo va tutto a male. anche io. il caldo fa brutti scherzi. e il male mi sta rincorrendo con denti aguzzi. e io fuggo ovunque. ovunque ci sia ombra. ovunque penso di poter ritrovare te. guardo sotto ai sassolini. tra le foglie degli alberi. cerco frammenti di te. del tuo amore. sono persa in un mondo rovente in cui rischio di andare a male. un po' troppo avanti. andare. troppo avanti. ma il caldo mi distrugge. perchè non ho un corpo che può raffreddarsi. e una mente che non funziona. tu. voglio ritrovare te. ti cerco mentre fuggo velocemente all'ombra. cerco refrigerio. cerco di non morire. prima di trovarti. però diventa sempre più difficile. perchè sto soffrendo. sto morendo lentamente. soffocando nell'umidità. però se non ti trovo sto ancora peggio. e allora corro a cercarti tra le ombre del mondo. perchè ti amo. ti cerco tra le ombre del mondo. quando molto probabilmente sei al sole. ma io non posso andare al sole. con questo caldo. va tutto a male. anche. io.
martedì 14 agosto 2012
seppelliscimi nella terra che c'è dietro casa tua. sarei comunque più vicina a te. di come mi consenti di essere ora. so che mi pentirò di quello che scrivo ora. quello che scrivo mi si conficca. nella carne. sanguino. da sola. sanguino. e tu non ci sei. ancora. per l'ennesimo periodo. sparisci. e ogni volta mi sento peggio. le cose che io stessa penso sono coltelli. che mi si fissano nel cervello. e a ogni pensiero affondano. col passare dei secondi. minuti. ore. in cui. sei assente. e io soffro da sola. seppelliscimi nella terra che c'è dietro casa tua. così potrai venire da me come e quando vorrai. e non mi importerà di quando sarai non presente. perchè quel posto. saprà eternamente di te. sarà eternamente tuo. e anche io. si anche io. sepolta in quel terreno. sarò eternamente tua.
non ho mai controllato la mail così spesso. non ho mai atteso notizie dal giappone così spesso. non ho mai voluto che papà fosse a casa come ora. non ho mai voluto morire come ora. mi rannicchio sulle mattonelle fredde. e lascio scorrere le lacrime. non mi sono mai sentita così. triste. sola. persa. senza motivo. ma dentro di me mi sto sfaldando. mi sto uccidendo. mi pugnalo da sola. con forza. rabbia. odio. voglio morire. se devo vivere così non voglio. in ogni caso non volevo. figuriamoci ora. non sono un robot. non tengo in ordine casa e faccio tutto come se fosse facile. se abitassi da sola. dovrei trascinare solo me. invece trascino persone cadavariche. per essere una famiglia. ma dove voglio andare. cosa voglio fare io. come mi sento. in realtà nessuno si preoccupa. perchè non valgo niente. sono egoista. eh.
lunedì 13 agosto 2012
quando ti senti male. non ci sei. sparisci. non capisco. perchè. quando io sto male. vorrei solo fuggire con te. so che è dura. so che stiamo morendo. lentamente. si stanno spegnendo le luci del mondo ai nostri occhi. non ci sono alternative. non c'è aria. è inquinata. acida. per i cadaveri che si spolpano nelle strade. invase da mosche carnivore. nere. stiamo tentando di sopravvivere. ma so che stiamo morendo. quando avremo un lavoro. dei soldi. temo mai. perchè vivere deve essere tanto pesante. perchè devo studiare. perchè non posso trovare un lavoro. al mondo siamo in troppi. anche se per strada si svuotano le carni dei cadaveri. siamo in troppi. pulluliamo ovunque. la gente si riproduce senza ritegno. e dove andranno quelle anime spoglie. come faranno a vivere. quando già a vent'anni si muore. avere figli è una disgrazia. se solo la gente mi ascoltasse. come potrò un giorno avere un bambino. se sono in putrefazione ora. se ora che abbiamo vent'anni sei talmente giù da non parlarmi. da non scrivermi. quando ti senti male. non ci sei. sparisci. ti prego parlami. io ti amo. e muoio. senza di te. sempre. muoio. ora davanti allo schermo. preferisco morire con te. avendo paura di un futuro che potremmo non avere. che morire da sola. sentendomi. sola. abbandonata. e soprattutto. sapendo che tu. soffri. in qualche luogo. con altre persone. senza dirmi niente.
domenica 12 agosto 2012
credo. di non saper più dormire. ho perso questa capacità. ultimamente. prendere sonno diventa sempre più difficile. quel dolce miele. qual è il sonno mi cola dalle labbra. fugge da me. e se riesco ad afferrarlo diventa rancido o insipido. cos'ho che non va non so. ma tutte le ansie si aprono come un petalo di fiore la notte. quando l'unica cosa che desidero fare è prendere sonno per passare un altro giorno. perchè cadere in un dolce oblio diventa un tormento. perchè mi sembra di buttare la vita desiderando solo il passare dei giorni. inconsciamente aspettiamo sempre tutti qualcosa. anche le persone con meno aspettative. ma per me è diventata spasmodica ansia. di andare in centro. di leggere il libro. di fare colazione. e più di tutti di vedere te. se so che tra qualche giorno ci vedremo dormire diventa impossibile. perchè vivo nell'attesa ansiosa. di qualcosa. perhè sennò è la disperazione. proprio. credo. di non saper più dormire. ho perso questa capacità. ma mi succede ogni agosto.
venerdì 10 agosto 2012
ho ingoiato pezzi di vetro. ogni giorno. per troppo tempo. mi sono abituata al dolore. è diventato un compagno. di viaggio. e se sparisce per qualche istante è il panico. tornerà? si. quando? ora. ho ingoiato pezzi di vetro. ogni giorno. per troppo tempo. a volte ne rimanevo indifferente. indenne si può dire. mi lasciavo cullare. nello strazio. a volte. dovevo trattenermi dall'urlare. perchè il dolore non ha un limite. può diffondersi. intensificarsi. in eterno. ogni istante. e troverai impossibile stare seduta. scorgerai le lancette dell'orologio e ti parranno ferme. perchè il dolore cresce e ti si appannano i sensi. dovrai usare tutta la forza del mondo. per non urlare guardando quelle lancette. per non accasciarti al suolo in preda a degli strilli. che non sono di corde vocali. sono di anima. un'anima piena di pezzi di vetro. come le so queste cose? perchè me le sto dicendo da sola. per ricordarmi ancora una volta. che non sono libera mai. mi hanno detto che ho tanto stress accumulato. ma io non credo. ho ingoiato pezzi di vetro. ogni giorno. per troppo tempo. diventa come una droga. una cosa che non posso smettere di fare. non devo. perchè sennò sarà peggio. mi sfalderò e dal mio stomaco stracciato cadranno a terra tutti i frammenti di vetro. e non posso farlo. non posso lasciarli andare. perchè è passato troppo tempo. quei frammenti di vetro sono io. è passato così tanto tempo che non distinguo il dolore da me stessa. mi aggiro tra le stanze di casa soffocando un urlo infinito che mi toglierebbe la vita. mi hanno detto che soffro lo stress. ma dove. quando. ho subito uno stress. non lo ricordo. e se mi chiedono perchè sono triste ho forse una risposta? NO. e se la terapista che non ho più mi chiedesse per la millesima volta "com'è Nicole felice?". NO. Nicole non è felice. non sono felice. quando sono stata felice. quando scoppiavo di altro che non era dolore? forse aveva ragione. soffro da stress post traumatico. la mia vita è un unico grande trauma. e allora amore perdonami se quando sono con te non sono sempre sorridente. perdonami se mi viene da piangere. ma almeno se non sono con te. non provo il bisogno impellente di urlare. URLARE. URLARE. ho ingoiato. pezzi di vetro. ogni giorno. per troppo tempo.
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