domenica 1 febbraio 2015

poi ci sono quei momenti. in cui la persona che dovrebbe sostenerti nella vita la guardi negli occhi. e vedi solo un bambino fragile che non è mai cresciuto davvero.  sei solo una piccola anima fragile in balia del mondo. e che nonostante dubiti della mia reale presenza. in ogni momento di lucidità e ancor più in ogni momento di follia cerca solo me. solo io posso tenergli la mano. solo io posso dirgli che andrà come andrà. andrà bene comunque. solo io in ogni centimetro del suo cuore. solo io in ogni centimetro della sua mente. solo io a tenerlo su. sto ballando il valzer con un bimbo. un corpo distrutto. e un anima che ama solo me al mondo. e nella paura c'è comunque la forza di questo amore. che guai io possa mai dubitarne. mi occuperò io di te. piccolissimo bambino in lacrime. ti terrò per mano sempre. i tuoi occhi dolci che mi guardano anche ora. lasciati aiutare questa volta. marceremo assieme. verso un domani luminoso. guarirai. e sarà bello. 

giovedì 25 dicembre 2014

i pranzoni di natale. quelli grandi. quelli che dimostrano la relatività del tempo. perchè sono infiniti. il tempo vi gravita attorno. quelli in cui ti danno i regali. e sei felice. di quest'effimera bellezza felice di una famiglia unita. di quei piccoli pensieri incartati in carte colorate e luccicanti. eppure più il tempo scorre. mi sento vuota. mi sento sola. mi viene da piangere ogni tre minuti. dentro non avevo una poltiglia così densa e scura da secoli. forse da quando mia mamma stava lentamente morendo. mi sento terribilmente sola. come se non potessi contattare nessuno. voglio essere stretta. con una forza estrema. tale da non farmi respirare. tale da farmi vomitare quegli immensi pranzi di festività sconnesse. che non mi danno gioia. solo nulla. il natale non è più divertente senza mia mamma. senza i pranzi in famiglia. quelli tradizionali. ora non ci sono più tradizioni da rispettare. mi piace ancora cantare alle messe. non ci vado mai alle messe. ci sono troppe stronzate a farcire quei canti che mi piace cantare. canto fino a che mi fa male la gola. la voglio sentire pulsare. sono stonata lo so. ma a natale cantano tutti. non importa a nessuno. se sono stonata se invento le parole. cerco di mandare via il dolore sputando le parole dei canti come fossero chewing gum troppo usurati. cerco conforto nelle note. ma finisco inevitabilmente per avere gli occhi lucidi. non mi sento. voglio amore. vorrei essere stretta. vorrei calde morbide labbra premute su di me. ma non sono mai stata così sola. piangente. gemente. bisognosa di amore. come questo fottuto natale.

martedì 23 dicembre 2014

l'amore è finito. tutto finisce. un giorno ti svegli e vorresti spremerti l'anima fuori dagli. fa freddo. la solitudine intesse la nebbia sulla mia casa. la vita mi vuole vulnerabile. debole. vuole potermi colpire. mai a morte. sarebbe troppo facile. è tutto un turbinio di niente attorno a me. forse è tempo di lasciarti andare. ho appeso il velo da sposa nera al muro. non porssiamo sposarci. bacerei più volentieri la morte. ogni volta che non ci sei. ogni volta che mi rispondi rudemente. ogni volta che non vuoi io ti tocchi. ogni volta che mi dici che sei triste. che non si può fare. che non ce la fai. che non ce la faccio. che tutto il mondo è merda. bacerei molto più volentieri la morte. perchè questa vita è come una valanga. una valanga di pietre in piena faccia. vorrei fartelo provare almeno una volta nella vita. non sai niente. non sai niente di quello che mi fai provare.non è più quell'amore pure. quella felicità incondizionata. c'è solo una valanga di sassi e me la spingi addosso. sei cattivo. è il natale dici. però non è vero. non è il natale. sei tu. ti ucciderei. solo per non doverti lasciare. ti ucciderei per farti provare dolore come mai in vita tua. sono malta. e non mi importa. la mia mente non ha senso. è un'esplosione atomica. è solo nulla e tutto. ma sei malato anche tu. questo tuo sadismo che esce dalla tua bocca. che traspare nelle parole. esce come sangue da una ferita aperta. una ferita che non sai guarire. perchè sei vissuto e vivi tutt'ora con gente che si prende cura di te. non c'è più amore. solo tantissima cattiveria. nelle mie intenzioni. nei tuoi pensieri. la rabbia mi fa marcire. se non vuoi guarire. non marciremo assieme. io tornerò a volare.

lunedì 8 dicembre 2014

seduta in pigiama chiamava tutte le donne con il nome di mia mamma. la mia freddissima nonna. mai stata riconoscente. tutt'un tratto cerca mia mamma ovunque. la chiama. ma non risponde nessuno. non ti preoccupare nonna. non penso esista un aldilà. ma se esiste. potrai chiamare presto il suo nome. e forse ti risponderà. e lo so. lo so. com'è la solitudine. a volte. mi sembra di essere l'unica persona rimasta al mondo. vorrei fondermi con un corpo caldo. vorrei fondermi con qualcuno che non sono io. un altro cuore che batte. un'altra pelle calda. in cui nascondermi sparire. invece sono qua ad aspettare amore. tra quattro mura. se non accendo la televisione ho paura di dimenticarmi come si parla. eppure non sono mai spesso da sola. eppure sono sempre in giro. con altre persone, a cercare calore. non mi basta il tuo amore. per quanto bellissimo. per quanto grandissimo. non mi basta perchè a volte ancora oggi non ci sei. ti occupi di altro. mi lasci a cullarmi sul divano. da sola. sento l'eco dei rumori. non ho paura. non ce l'ho mai. se entrasse qualcuno a massacrarmi andrebbe bene così. la vita è imprevedibile. ed è triste. a volte meschina. se lo fosse anche con me non me ne stupirei affatto. andrebbe bene così. io non chiamo più il tuo nome mamma. penso sempre ai tuoi ricordi. alla tua pelle. l'unica in cui vorrei nascondermi ora. ma ora in mancanza d'altro mi andrebbe bene quasi chiunque. il mio cuore è una puttana. cerca chiunque ma anche non vuole nessuno. sono una contraddizione. una ferita sanguinante. che soffre di solitudine perchè è una delle poche cose che so definire. ti capisco nonna. mentre chiami mia mamma. anche se non lo faccio mai. ripeterei assieme a te il suo nome. perchè sto impazzendo anche io. non mi accontento mai di nulla. men che meno di me.  

venerdì 28 novembre 2014

è una maledizione. un incantensimo. un incantesimo di cui non penso esista scioglimento. una promessa di sangue. un sacrificio di anime. dici che ci vorrà tempo. per vedere. vedere cosa. vuoi vedere. ti ho fatto vedere tutto l'amore del mondo dentro i petali di carne del mio petto. si è dischiuso un fiore. che sta appassendo. ti ho detto in tutti i modi. così non posso andare avanti. non lo vedi. mi hanno amputato le gambe. arranco su monconi sanguinanti. nulla ormai ti può fermare. ti mando via. non te ne vai. ti dico vattene. ti prego. torna a casa. ma il mio cuore ha firmato la mia condanna. vuoi toccarmi. non te lo permetto. sento che cadrei a pezzi. mi sfalderei come neve al sole. non toccarmi. potresti farmi sanguinare. potresti uccidermi. sei egoista non ti importa. vuoi toccarmi lo stesso. vuoi baciarmi. mi vuoi lo stesso. anche se il posto più disperato se esiste è l'inferno. mi dici che non sai. ma vuoi lo stesso. non ti rendi conto. non ti rendi conto che stiamo andando a schiantarci in macchina. mi guardi. a volte riesci a sorridermi. stai male da morire. sei uno stronzo ti dico. i tuoi non ti hanno picchiato abbastanza. ridi. sicuramente più dei tuoi dici. non puoi capire. non ti vedi dall'esterno. sei meschino come nessuno. eppure io ti amo. e piangendo ti dico ok ancora una volta. diamoci del tempo. vorrei almeno una cazzo di certezza. non c'è niente anche tu svanisci. e sono qui a piangere. è una maledizione. perchè in un modo o nell'altro non ci riesco. non ci riesco a dirti di no. finchè posso voglio starti accanto. questo è un addio mondo. perchè questa volta questo incantesimo. questo amore maledetto. mi distruggerà. ne sono certa. e la colpa è solo mia. che ti lascio ancora giocare con le mie interiora in mezzo al sangue.

giovedì 27 novembre 2014

siamo piccoli. piccoli frammenti di niente. persi in un turbinio di eventi. forse questa volta non potrò starti accanto. sento che questa volta devo lasciare la presa. sento che le mie mani con cui ero ancorata a te sono piene. piene di crampi- piene di freddo. il tuo sguardo non è mai stato rivolto a me. me ne sono illusa per così tanto tempo da crederci. da crederti. pensare che ci fossimo aperti. che fossimo un'anima sola. tutte quelle stronzate bellissime. mentre tu non hai fatto altro che ricoprirti di spilli. per farmi male. perchè dovevo capire quanto male stavi. perchè dovevo provarlo anche io. come te. quel devasto. quella disperazione più nera. non voglio lasciarti ma sono incredibilmente stanca. mi si chiudono gli occhi. e tu non mi tieni a tua volta. guardi altrove. perchè per te non posso fare niente. niente. sono un niente. mi sento un niente. vorrei annullarmi. farmi scorrere nel sangue. portar giù nei tombini a marcire. con i ratti che mi mangiano quelli occhi disidratati e al contempo gonfi di lacrime. non ho più la forza di giocare a questo gioco crudele. siamo piccoli frammenti di niente. e io vorrei darmi fuoco. diventare cenere lasciarmi spargere dal vento. così non ci sarebbe più niente a questo mondo che mi può toccare. te lo dico sinceramente io non so. non lo so. se sta volta ce la faccio. io non lo so. rinascerò betulla in un bosco in russia. così mi bruceranno di nuovo. e tornerò alla terra. in un ciclo infinito con in sottofondo neve e vento tra gli alberi. un ciclo infinito che farà di certo meno male. e un giorno dimenticherò di essere stata umana. dimenticherò tutto. tutto l'amore che ho provato. tutto quell'acido mortale che ho bevuto solo per tentare di essere serena. l'aspirare alla felicità sarebbe stato già troppo. e non sono così superba. sono piuttosto umile. eppure mi hai preso a bastonate l'anima un'infinità di volte. e ancora mi alzo e ti dico che ti amo. siamo piccoli. piccoli frammenti di niente. vorrei bruciare. diventare cenere. diventare niente.

sabato 25 ottobre 2014

e poi quella voglia prepotente. che ti preme in mezzo al petto. come milioni di mani. che ti fa tremare tutta. che è oltre alla rabbia. che è oltre all'odio. che è male puro. che non sai nemmeno distinguere cosa provi. eppure è passata un'infinità di tempo. e mi sembra ieri. che mi ha fatto conoscere la gentilezza. me ne ero dimenticata. l'avevo sommersa. sommersa in una vita che non è come vorrei. nulla è come vorrei. eppure ora non c'è più. più niente. odio l'abbandono. odio l'assenza. se potessi ammazzarle lo farei volentieri. nella mia mente c'è brusio. un brusio distinto. forse inizierò a sentire anche io delle voci. mi trattengo così tanto a questo male. schiaccio tutto dentro. cerco di rimanere vigile. di rimanere a occhi aperti. ma un sonno di follia si abbatte sulle mie palpebre. da un lato vorrei lasciarmi scivolare. non lottare più. forse troverei sollievo nella pazzia. eppure mi trattengo ad ogni costo. allo stesso tempo mi voglio buttare. da questa rupe frastagliata. ma allo stesso tempo lotto tantissimo per restare sopra. perchè potrebbe esserci un dolore psichico insopportabile al di là. qualcosa da cui non potrei scappare. ti amo. ti amo così tanto. grazie a dio sento la tua mano sul mio braccio. che mi trattieni in questo posto. eppure vorrei vomitare tutto. pure me stessa. annientarmi. anche se vomitare non è mai stato il mio genere. sono sempre stata quella con le lacrime. le lacrime infinite. una lama in una mano e gli ansiolitici nell'altra. ma la bottiglietta è vuota. non ho niente per sedarmi. i ricordi mi fanno diventare isterica. certe antagoniste le combatto ancora. come le avessi di fronte. sfonderei loro il cranio. che povere di spirito. non meriterebbero nemmeno mi sporcassi le mani per ripulire il mondo. la morte in fondo è un dono meraviglioso. vorrei donarla a me. in bocciolo però. conscia che si dischiuderà lentamente. ma non durerà mai abbastanza per pentirsene. a volte ci penso ancora. a quel maledetto bivio. ci penso ogni giorno. sono contenta di aver scelto te. ma anche no. sta sera no per niente. sei il compagno della mia anima. ma non sai aiutarmi. a volte avrei bisogno di un delfino con cui nuotare. pet terapy e tutta quella sguana. ho amato arancia meccanica. con tutta me stessa. quell'esplosione di male puro. quel male puro. gratis. splendidamente gratis. perrchè nel mondo non vi è perchè. c'è solo tutta quella sguana. a volte penso che avrei bisogno di occhiali. non ci vedo. non ci vedo bene da anni. forse da sempre. potrei scegliere di vendere l'anima per sbaglio. forse l'ho fatto. non che me ne penta. ma vorrei di più. vorrei quell'amore pulito e grazioso. vorrei quella dolcezza strana. che io non vivo. la dolcezza per me è massacro. la gentilezza pericolosa. datemi amore. è come una droga. non capisco più niente. e sarebbe troppo semplice dare la colpa a quello che ho vissuto e che rivivo ogni misero giorno. sarebbe troppo facile. arrivi ad avere la certezza che sei tu sbagliata. nata sbagliata. sono deforme nella mente. non ho valvole di sfogo. mi prenderei a bastonate in testa. per aiutarmi a dormire. quella voglia che mi schiaccia. quella voglia di vomitare. quella voglia di fare del male. tanto male. distruggere tutto perchè non sopporto la vita. non lo so più cosa fare. vorrei essere poetica scriverne come fossero decisioni di vita. la verità è che nella mia mente non c'è nulla. ma c'è anche un universo. un universo che si è espanso a dismisura e ora. beh ora sta collassando. su se stesso. mi esploderà la testa. cervella dappertutto. halloween è così. mi fa stare da cani. anche se mi piace un sacco il primo freddo. il cielo limpido. le castagne e tutte le altre menate del periodo.eppure ogni anno in questo periodo mi muore la testa. ho gli occhi in cancrena. vorrei uccidervi antagoniste femminili di una vita. siete poche ho riservato il mio odio a poche. donne che come galline. affrontano la vita con quell'innocenza dettata dalla stupidità. ma vi dirò un segreto siete volgari come nulla al mondo. non farei mai l'amore nemmeno con un vostro braccio. figuriamoci con le vostre menti. figlie della società e di famiglie dalla mentalità borghese. siete volgari. e vi detesto. eppure mi sentirò sempre nettamente. fottutamente. inferiori. a voi. quanto vi odio. mi fate diventare ancora più pazza. tutto quel male. cullami amore fammi addormentare con la sicurezza che mi ami anche se la vta è obiettivamente orribili. non farmi pentire di essere rimasta con te. dimmi che mi ami. che mi salverai. anche se non è vero. che mi proteggerai anche se non è vero. non puoi. perchè lo so che se potessi lo faresti di corsa a mani nude. con mille armi. lo so che lo faresti. ma non puoi. perchè il mio nemico. non è esterno a me. il mio nemico. sono io stessa. questa mente in fiamme. piena di brusio. questo male forte che mi preme da dentro le orecchie. il mio cervello che è dentro una pentola a pressione. lo so che vorresti potermi aiutare. lo so che mi ami. ma per salvarmi. dovresti uccidermi. e non voi uccidermi. preferisci tentare altre strade. preferisci tenermi con te ancora. e allora fammi dormire. che appena apro gli occhi io sono in guerra. sono in guerra con tutti. con nessuno. sono in guerra con tutto. con niente. sono in guerra con me stessa. e mi sto annientando.