giovedì 3 marzo 2016

tutto si smembra nel nulla. tutto svanisce. i sogni sono solo disegni di sangue. che la pioggia lava via. lentamente. mi guardo allo specchio. e ho ancora degli occhi di bambina. che non vedono niente. pensavo di non avere mai avuto sogni. pensavo di desideraresolo serenità. ma in realtà forse dei sogni ancora albergano dentro la mia testa. distanti. trasparenti fantasmi. e io non li ho mai voluti aprire. perchè. perchè da mia mamma e dalle sue amiche avevo imparato una cosa. una cosa importante. la mia prima lezione di vita. le cose che più desideri non le ottieni mai. la vita si gira e ti spacca il naso. ogni angolo che svolti. sanguino sempre più. mi dico che dovrei prendermi in mano. me lo dico da così tanti anni. ricordo quando la mia vita era dominata dai disturbi alimentari. ricordo quel dolore. in ogni momento. qualunque cosa facessi. qualunque cosa vivessi. con chiunque fossi. quel dolore sordo costante. un dolore tanto forte da fischiarmi nelle orecchie. e in realtà. in realtà. quel dolore non è mai. mai andato via. è sempre lì. ora a volte me ne dimentico. a volte mangio anche senza pensarci. ma come la tossicodipendenza i disturbi alimentari non li puoi cancellare. non puoi più tornare nuova. rimarrà per sempre quella tensione. una contrattura nell'anima. i calci sulle costole. ho letto un libro. da secoli non avevvo tempo di leggere un libro. e che libro. parlava di eroinomani giovani. che in fondo non erano molto diversi da come io vivevo i miei disturbi. nel libro sono allegati documenti di polizia. e di consultori. che parlano delle condizioni di vita. di cosa spinge i giovani a distruggersi. a distruggere la vita. che già è un'impresa miserevole. mi sono sentita ancora una volta così dentro che se fossi stata adolescente negli ultimi anni 70 sarrei stata di sicuro una vittima dell'eroina. una vittima della vita. cosa che sono ancora oggi. mi sembra insormontabile quello che ho perso negli anni che ho dedicato a distruggere il mio corpo in ogni modo che mi era possibile. mi sembra ancora oggi quattro anni dall'ultimo episodio di aver distrutto tutto. di essere diventata una nevrotica del cazzo. mi sono così sfasciata la testa mentre distruggevo il mio fisico che nemmeno un tir me l'avrebbe spiaccicata meglio. qualche mese fa. avevo scartato qualche ammuffito sogno. sembrava quasi che io potesi farcela. li ho guardati. desiderio di realizzazione. desiderio di realizzarmi. di essere un fiore. avevo cambiato idea sull'università volevo andarci. alla magistrale dico. essere riconosciuta. in questo mondo ove se non ti affermi in qualche parte non sei niente. ma i miei nervi sono a pezzi. per la prima volta qualcuno ha riconosciuto che mi sto distruggendo. e questo. questo sangue è la cosa più lontana dai miei merda di sogni che esista. mi sto di nuovo spaccando la testa. ora solo quella. contro un muro. migliaia di testate. dovrei solo capire. dovrei solo accettare che dalla vita non si ha quello che si vuole. nemmeno quando si fatica come un minatore. nemmeno se si ha una bella mente. perchè ancora voglio credere di non fare poi tanto schifo. ma mi guardo allo specchio. mi fischiano le orecchie dal dolore. chissà se un giorno troverò pace. chissà se un giorno questo mondo di merda mi lascerà tirare un sospiro di sollievo. e vivere tranquilla. una vita qualsiasi. 

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