venerdì 1 novembre 2013
ci sono sempre state poche parole che possono rendermi felici. parole che usualmente non renderebbero felici nessuno. penso. ma la decadenza. lo sgretolarsi della vita. il distruggersi. lentamente. insieme. era sempre il malsano di amore di cui andavo in cerca. a braccia tese contro i coltelli. un sentimento che consuma più della vita. un sentimento che consuma più della droga. la perfezione negli occhi spenti. nel sangue da naso e nelle risse per strada. risse per strada che non raggiungerò mai. vorrei indossare un mantello. impugnare una spranga. e volare nella notte. come magica eroina ebbra di forza di pazzia. eppure certe parole. certa dolcezza decadente. il mio grande amore non me la offrirà mai. troppo bella. troppo pura. dice. quando a me basterebbe che mi chiedesse di andare a morire insieme. ovunque e in nessun modo. a volte penso che sono io a essere malata. che quelli uomini che mi hanno rivolto tali parole non mi amavano affatto. ma dove. lo struggersi. dove la fine di ogni giorno. dissanguati dall'amore. cosa ci faccio qui a lasciarmi vivere da una vita tranquilla. vi auguro la morte. la morte a tutti. perchè sono io voler morire più di tutti. ogni giorno scopro nuovi motivi per cui alzarsi dal letto non ha più senso. sto vivendo per quieto vivere. sto vivendo per dovere. nei confronti di chi non si sa. è orribile aprire gli occhi ogni giorno con la nausea. sono nauseata da sta vita. dalle persone. dalle parole. dai sorrisi che ormai non riesco più a fare. sono abituata solo a piangere. piango se mi arrabbio. piango se sono confusa. piango se sono triste. ormai ho sempre gli occhi umidi. sono stata stuprata dalla vita. il dolore si è preso il meglio di me. l'unica che non mi vuole è la morte che non mi chiama a se. svegliarsi ogni mattina con la nausea. l'ira. l'odio. e il male. il male dentro. dentro al torace. come se potessi vomitare sangue. come se il sangue bollisse. acido sfrigolasse sulle ossa. non ricordo nulla dei miei pensieri. la confusione. i cali di attenzione. regnano sovrani. perchè mi sono arrabbiata. quanto tempo fa. chi lo sa ormai. mi sto lasciando vivere a caso. non ricordo più le cose che faccio. non ricordo più cosa voglio. ho sete di vendetta. e di sangue non si sa verso chi. sono indistintamente arrabbiata e indistintamente infelici. uomini vari mi hanno sussurrato le parole per aprire il mio cuore. ma ora dove sono. ci sei solo tu a guardarmi a tratti. mentre da solo fai quello che io vorrei condividere. tu decadi. e io. io. ahahah. marcisco. vado a male. senza un senso. senza uno scopo. ero da consumare entro una data passata da millenni. la mia mente è ormai sfaldata in mille rami dolorosi fuori dalla testa. si impiglia in idee che non sono idee.ma solo frammenti di anima perduti dal dolore del mondo. sono un cervo con la mente. sono un cervo vuoto. con corna fantasma che dolgono ad ogni respiro. ormai sono fuori da ogni realtà. nessuno si è preso cure di me. nessuno mi ha eliminato.
lunedì 28 ottobre 2013
è come se sui bordi del mio cuore. si abbattesse un uragano. le onde del mare mi salgono negli occhi. trasbordano le acque. dai miei occhi. tutti neri intorno. d'odio. trasbordano le acque cupe dai miei occhi. mentre tremano le pareti del mio cuore. l'uragano le vuole buttare giù. a suon di colpi. contrazioni di dolore mi accartocciano le membra. mentre dentro esplode il mondo. e l'ansia sale. sale con le onde. l'angoscia esplode è l'uragano. urla sorde nei miei occhi spenti. e i motivi ci sono tutti. tutti è nessuno. prendere il treno. mangiare fuori. una mancata risposta. mia mamma sotto terra. e lo studio. le persone che odio. e anche quelle che non odio. e ho da fare. da fare all'infinito. i miei doveri sono la mia vita. e la mia vita sono i miei doveri. e comunque non ho tempo. non ho tempo di svolgere ogni dovere. ogni maledetta richiesta. la casa è un disastro. lo studio assente quasi. e comunque non ho tempo. non ho tempo di amarmi e stare bene. a volte mi sento come se io mi fossi condannata da sola. mi sono messa le mani addosso da sola. e se solo in preda all'ansia potessi gettarmi via. fare del mio corpo scempio come un tempo. invece riesco solo ad aver paura. a cadere in preda alle lacrime in mezzo a sconosciuti. ormai sono solo un'ombra. un'ombra spaventata. sono niente in confronto a quello che ero. sto perdendo la gioventù. tutte le occasioni. tutto. perché sono un guscio vuoto. un cuore pieno solo di uragano. occhi spenti pieni di onde. che cosa ho fatto a me stessa. e a questa domanda. è come se sui bordi del mio cuore. si abbattesse un uragano. ancora. e ancora. e ancora. dove sei. nicole. dove sei. mamma. vorrei morire anche io. dar pace alle pareti del mio cuore. lasciarle sfaldarsi putride ormai. marcescenti. dove sei amore. dove felicità. dove serenità. dove allegrezza. dove attenzione. dentro di me c'è solo paura. ansia. angoscia. terrore. odio. ira. ho paura. ah che eufemismo. ah come se cambiasse qualcosa temere una cosa in più. eppure la temo forse più di tutte. e se avessi sbagliato a tornare indietro. che periodo orribile. sono dissanguata dalle mie stesse paure. livida di morte apparente. vorrei chiederti "aiutami" ma so che non capiresti. ma so che non sentiresti. so che sono sola a spremermi da sola il sangue dalle vene. voglio accelerare la mia fine. voglio arrivi presto il punto in cui saprò urlare. urlare basta. e tornerò a galla. mezza morta a respirare. o saprò urlare basta si. ma morirò.
venerdì 11 ottobre 2013
vorrei vomitassi miele per me. vorrei vomitassi rosso miele caldissimo. dolce. dolcissimo miele. il sangue colora le nuvole mentre il sole cade giù. verso il vuoto. verso il buio cade luce. il tempo passa. continua a scorrere. ormai è passato un anno. non pensavo saremmo ancora stati insieme. ancora. nel miele vomitato su un letto. la dolcezza è finta mi dicevo. la dolcezza è morta. avrei voluto solo poter picchiare me stessa. il mio cuore vuoto. e traboccante allo stesso tempo. insensibilità. inappetenza. tutte cose standard. per i cuori secchi. quanti anni. ormai. si seccava ogni giorno. il dolore di tutto che si secca. un eterno autunno. quanto amo gli autunni. gli autunni sono bellissimi. con le foglie secche che cadono. lentamente. il vento. i primi freddi. le serate davanti al tuo camino. ma penso che ormai nel mio cuore non ci sia più spazio per nuovi autunni. sono anni ormai che vivo un autunno perenne. perché quest'aridità del mio cuore. è per sempre. e può solo peggiorare. ,Lenta è la morte. voglio che vomiti miele per me. che me lo inietti nel cuore. con bellissima violenza. con violenta bellezza. con amore. e anche odio. Vomitando miele rosso di sangue del tuo cuore. miele aspro in sottofondo. mentre fatiscenti crollano le pareti. lasciandoci davanti a spaventose nuvole rosso sangue. che incendiano i cuori. tutti tranne il mio. si sgretola anche il cielo. anche il cielo cade giù. ci lascia spogli a morire di freddo nell'universo. però ti amo ancora penso. voglio che vomiti miele per me. che mi dimostri col sangue ed con le lacrime quanto mi ami.
lunedì 23 settembre 2013
sei tornato. dici che il mondo è sangue scuro. che senza di me sei perso. dici di aver perso le cose più belle perdendo me. hai capito di aver sbagliato. di aver gettato all'aria l'amore. quanto ti manca l'amore. mi hai scritto una dolce lettera. hai appeso un lenzuolo d'amore al mio cancello. disperatamente hai imbracciato il fucile delle scuse e ti sei perso nei campi. a cercare me. coniglietto grigio fuggito lontano. sui campi ormai arati su cui scende il freddo. hai sparato scuse alla cieca. sperando mi raggiungesse il tuo rimorso. il tuo pungente pentimento. mi ha trafitto il cuore. stavo fuggendo alla ricerca d'amore. stavo fuggendo verso altri cacciatori. con in mano fucili di dolcezza e complimenti. ma le tue scuse mi hanno raggiunta a piedi scalzi. la dolcezza che provavo e riemersa da una valle di lacrime. ancora viva. ancora sanguinante dai colpi di luglio. ti chiedo amore ora. ancora con i lividi gonfi di sangue. ti chiedo di riprendersi con te. ora. ora che so che mi vuoi più della morte. ora che so. che nel tuo cuore. c'è scritto il mio nome. l'avevo dimenticato. eppure l'avevo inciso io. in quella parete di carne. con un coltello chiamato amore. l'ho inciso con tutta la forza di un mare in burrasca. perché così ti amavo. così t'amo mentre annegano i marinai della tua mente. hai trovato l'incisione ancora sgorgante rossissimo liquido e mi sei venuto a cercare. perché l'unica cosa rimasta era il mio pensiero. le mie labbra. i capelli. la pelle bianca. tutto ossessivamente tornava. come fantasma a piedi scalzi. come morto che cammina la mia anima tornava da te. si muoveva piano. nel cervello. sei venuto a riprendermi. a vedere se ancora c'ero. e io stavo scappando lontano. ma ora ti dico. prendimi. accarezami. amami. andiamo ad accoltellare il mondo. con le lame del nostro amore.
venerdì 13 settembre 2013
mi ha sempre spaventato. la fatiscenza. la decadenza. quel lento sgretolarsi. agli occhi. mi ha sempre affascinato. attratto. la fatiscenza. la decadenza. perchè forse. la mia anima. si sgretola. lentamente. al cuore. sto cadendo a pezzi e ne sono conscia. quel barcone nel fiume. scrostato.agonizzante attaccato a un palo. con una corda. e uguale sono. io. distolgo lo sguardo. spaventata. lenta alzo gli occhi. di nuovo sul barcone. mi sento ansiosa. ansiosa di perdere pezzi anche io. involucro giovane. di anima stanca. putrescente. accendo una sigaretta. un'altra. ancora. tanto dove è il futuro. cosa sarò. dove. perchè. cado a pezzi lentamente. non c'è amore. non c'è dolcezza. se non quella della morte. che arriva di soppiatto che ti coglie all'improvviso e il corpo vive ancora. come degli spasmi. come muoversi ancora. dopo la decapitazione. è assurdo. fatiscente vivere. dimentichi tutto. e tutti. lentamente decade il corpo vuoto. la decadenza. la fatiscenza. la morte lenta. la vita. spaventosa. e affascinante. che la fine arrivi presto. amen.
lunedì 26 agosto 2013
e rimane il ricordo. di come meraviglioso era. vedere solo te. quanto ti amo ancora. forse. dove rimane la dolcezza. che non c'è mai stata. i morbidi coltelli che mi spingevi contro. le morbide parole fatte di sogno. le coloravo di sangue. come dipinti magnificenti. erano sfumature di noi. dei nostri sangui assieme. erano magnifici attimi lontani. solo immaginati. solo sentimenti. cuori pulsanti. sangue caldo. che cadeva a terra. sangue secco ormai. dici che ti manco. ma ormai il cuore batte altrove. ma ormai non riconosco più il tuo sangue. è passato. è passato il periodo in cui lo vedevo mio. mio per sempre. mio tutta la vita. mio. mio. ora è tuo soltanto sei libero. libero di trovare altro sangue da mischiare al tuo. libero di far sognare ad altra parole di sogno. libero di sognare di farle ancora per me. sognante nella morte. nero mio sangue desiderare. ma è tardi. o è troppo presto. Per mischiare di nuovo i nostri sangui. io non lo so. non so più niente. voglio mancarti. come coltelli nelle ferite. voglio sentire la tua mancanza. come il sangue nelle ferite secche. voglio nuovo sangue. è diventare sporca. mischiarmi altrove. in atri. in altri corpi. voglio mischiarmi altrove ad altra gente. ad altro sangue. diverso dal tuo. luminescente. coltelli che mi affettano con accortezza. non morbidi. non parole di sogno. parole in cui poter credere. parole vere. a cui scegliere se credere. rimane il ricordo. putrido di prima morte. rimani tu bellissimo. altrove. e rimane. la ricerca. di altra morte. di altro sangue. di altro amore. diverso. e uguale cento volte. ancora.
venerdì 23 agosto 2013
che morte. che fine. che agonia. non volevo più scrivere qua. volevo sperare. sperare che saresti tornato ad accarezzare la mia pelle. a toccare le mie labbra. lentamente si è contorta la speranza. lentamente si è sparso il sangue. sulle mattonelle. sull'erba. in piscina. il cuore aperto. lentamente le lacrime esplosero. la consapevolezza che il cuore era scoperto. lentamente morte nera. nelle pupille. lentamente sigarette. e poi d'un tratto tutto esterno. poi d'un tratto tutto altrove. e quel corpo tutto aperto. al mare. lasciava uscire il dolore. è arrivato il giorno che temevo. si è conclusa questa forza. dicevo di avere vent'anni. di sentirmi vecchissima. vecchissima di secoli. e ancora non sapevo. che sarei invecchiata ancora. che di morte c'è n'era ancora. è arrivato quel giorno in cui sentimenti è passioni si fanno esterni. irrilevante è il dolore. si perde sensibilità. come se quel cuore aperto me lo avessero estratto. Imbottigliato con il sangue. e lo guardo sorpresa di quanto patimento c'era dentro. di tutto quel turbinio non necessario. alla mia mamma sicuramente era successo. vita infelice. vita dolorosa. si sarà estratta il cuore da sola conoscendola. e adesso sarebbe fiera. vera donna russa. forte. forte dell'indifferenza che ho raggiunto con l'età. in case putrescenti. piene di odio e morte. in queste case ancora putrescenti. piene di gente morente. se non con il corpo allora con la mente. e non c'è sangue ormai sulle pareti. solo buchi di ingiustizia. tu non ci sei più e me ne sono fatta una ragione. e adesso riappari. riappari. cosa vuoi. lo sa solo dio. il sangue mio non c'è più la passione è fuori da me. rimango in vita con le costole divelte guardo il mondo offendermi e lo lascio fare. non mi importa non mi importa più di niente. Il calore lo troverò all'esterno da te. lo troverò in altri. sopravviverò. sopravviverò sempre. ormai sono vuota. il sangue è secco. tutto è marcito. avevo invano paura di questa lontananza dai sentimenti. perché neanche la paura arriva qua. e sono pronta a sentire cosa vuoi. sono pronta a ascoltare. ma non so che ne sarà. io ormai vivo un altra vita. il sangue non mi batte il cuore. il mio amato sangue lentamente. si è seccato.
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