domenica 23 settembre 2012

non mi hai fatto regali materiali. o almeno. non regali materiali che durino. e non importa. mi ami. mi ami. ami ME. e so quanto è difficile amare me. me. me. essere amata è sempre  stato il mio unico grande desiderio. e come mi ami tu è perfetto per. me. amo. l'impegno che ci metti. sempre. ti amo. ti amo. amo te. solo te. e ora solo il tuo amore è importante. sono sempre stata amata da persone che non potevo corrispondere prima di te. e forse è per questo che amo il tuo amore più degli altri. però a modo mio. distorto. ho amato anche loro. perchè mi hanno riempito di amore. in tutti i modi. amore. amore. amore. e ho capito. ho capito tante. cose. che forse. forse. non lo so. li ho amati a modo mio. in modo perverso e cattivo. credo. ho giocato con loro perchè volevo vedere fino a che punto mi amavano. fino a che punto si sarebbero piegati per me. si sono stufati tutti. tutti. della mia indisponenza. dei miei capricci. della mia esasperata e continua fame. fame di amore. che non volevo colmare. li tiravo a me. e li mandavo via spaventata. ero una persone orribile. o forse mi sentivo. solo. persa. finchè non mi sono persa davvero.

mercoledì 19 settembre 2012

a volte la vita ti porta a vivere momenti sterili. asettici. privi di qualsiasi emozione. c'è solo vuoto. e immagini. immagini. che ti spaccano il cranio. ogni notte della tua vita da qual schifoso momento in cui non senti nulla. NULLA. però sai che stai morendo. lo sai che ti ucciderà. lo sai che le parole che senti ti ammazzeranno come un cane investito a cento venti all'ora. sai che non c'è scampo perchè non c'è fine alla vita. finchè non senti la morte. e chi sa quando viene quella. respiri. aria. dentro fuori. fumo. dentro fuori. e intanto non provi niente. ma sai che presto morirai. sai. che non c'è fine al peggio mai. e se non provi niente. non vuol dire che stai meglio. stai degerendo il sangue. il sangue delle coltellate. che la vita ti ha inferto. perchè nessuno esce indenne da niente. la perfezione non esiste. e se io ho un ragno nero. grande. pesante. che mi sta per sfondare la cassa toracica. quello di una persona che mi sembra perfetto si sta nascondendo sotto il tavolo pronto a mordere a tradimento. almeno so che morirò. almeno non troverò il mio ragno sotto al letto in una sera di felicità. perchè ce l'ho già sul petto. pronto a spiaccicarmi il cuore. so dov'è. vedo cosa fa. e se non provo nulla tranne pressione ora non vuol dire che poi non soffrirò.

martedì 18 settembre 2012

in questi giorni sono talmente stanca. sta mattina in autobus mi tenevo le braccia. perchè avevo paura la carne si staccasse dalle ossa. avevo paura di sfaldarmi. e scivolare in un tombino. come l'acqua grigia di pioggia. ma io sarei stata acqua rossa. rosso sangue. e pezzi. pezzettini. di corpo. la stanchezza mi rincorre ovunque. perchè non sto vivendo. non così. non tra casa. ospedale e università. e supermercato. non ho tempo di togliermi lo smalto. non ho tempo di dormire fino alle otto. non ho tempo di niente. solo di avere paura. la sera. quando vado a letto. la notte quando mi sveglio. non è paura di qualcosa nel buio. è solo pura paura. paura che non ci basterà il tempo per essere felici insieme. paura. paura. terrore. che mi cresce addosso. come muffa mi ricopre. velocemente. soffoco. terrore. si annida negli angoli polverosi di casa mia. il buio non è terrore. il terrore è buio. è sangue nero che scorre nelle vene. e allora corro. corro a cercarti. nella memoria. nel presente. se hai lasciato segni tangibili di te su di me. e so che in qualche luogo ci sei. anche se magari non pensi a me e hai da fare. non importa. ci sei. e quando posso tornare da te. mi sento come. come se qualcosa. di questo mondo fosse reale. ma sennò perdo consistenza. dove. chi. o semplicemente sono? sono così stanca che ho paura la carne mi si stacchi dalle ossa. e ho il terrore. di sparire. tutto sfuocato. cosa. sto. facendo. perchè. se solo potessimo essere io e te. solo altrove. a provare ad essere felici senza questa catene. che mi tirano via la carne dalle ossa. mi spolpano. perchè oppongo resistenza e tento di vivere. e mi trascinano giù in un mare di melma. mi sembra di affogare. di lasciare la realtà da parte. di perdere il corpo. anche se. le catene. mi spolpano. propagando stanchezza in ogni fibra.

domenica 16 settembre 2012

mi truccherò pesante e prenderò l'aereo. con la consapevolezza. che ad aspettarmi ci sarà un tassista e nulla più. non mio padre. non mio zio. non TU. avrò sonno e da domani sarà di nuovo una vita pesantissima. che non si può spostare con le forze di una sola donna. donna sola. mi taglierò le unghie. mi laverò i capelli. struccherò gli occhi. e mi butterò in una vita senza sonno. con tanto dolore infinito. chi siete voi per dirmi che devo studiare? io sono qualcuno anche senza una laurea. io sono una persona. mi accontento di servire ai tavoli. di fare le pulizie in casa d'altri. mi accontento. mi va bene. sopravvivo. ma voi no. come se foste voi a vivere la mia vita. e siete numerosi. infiniti quasi mi dite di lasciare il mio amore. di lasciare te. mi dicono che il primo amore è importante si. ma ci vogliono persone della stessa estrazione sociale. questa cosa che senso ha poi. ridere mi fate. senza laurea non sono niente dite. non si può vivere senza cultura. lasciare il primo amore dite. come se tu fossi il mio primo amore. sono giovane dite. invece ho pesantissimi vent'anni sulle spalle. e voi non capite. perchè alla mia età non avete vissuto quello che ho vissuto io. aveva ti i vostri dolori. ma non una famiglia putrescente di malattia. non uomini che non sapevano cos'è l'amore. e forse mai lo sapranno. sarò presuntuosa. ma il fatto che voi siete adulti non vi rende effettivamente più bravi di me in niente. quali sono i vostri dolori ora? la figlia all'estero. il figlio coi debiti formativi. un marito che forse mai hai amato davvero che ti tradisce. la salute è stabile. soldi non ne avrete a palate. ma a vivere ce la fate. e allora perdonatemi. se io il vostro dolore di una vita lo vedo sfuocato attraverso il mio. di voi non mi importa. di cosa dite non mi importa. non devi chiuderti in te stessa dite. ma cosa volete capire voi di un dolore che non avete mai provato. cosa potete capire. della putredine che mi sfalda le gambe e mi fa cadere giù. giù. giù. in un luogo che è mio e solo mio. come il mio dolore. come i miei pesantissimi vent'anni che sono ancora diciannove. lasciatemi vivere con il mio (non) primo amore. voi adulti avete pregiudizi nei confronti dei giovani. pensate che non capiamo un cazzo. ma forse non vogliamo capire un cazzo. perchè crescere fa schifo. vivere fa schifo. lasciatemi almeno scegliermi il mio schifo. non vivete per me. in realtà non mi conoscete. non conoscete il sangue nero che mi esce dagli occhi. perchè siete ciechi. e a mia volta io sono cieca e non posso vedere il vostro. perchè ognuno soffre a modo suo. ognuno ha i suoi fantasmi. e l'età è davvero solo un numero in certi casi. non generalizziamo non si generalizzi. MAI. e voi lo fate voi lo fate sempre. perchè avete la presunzione di capire. di aver vissuto più dolore di me. ma questo nessuno lo può dire. ognuno conosce solo il duo dolore. certo può dispiacersi per gli altri. ma non capire mai. e non mi importa di capirvi. mi dispiace per voi. ma sono pronta a combattere per scegliermi il mio schifo. la mia vita insomma. e io ho scelto te. te e te soltanto finchè il mio cuore non cambierà. ma credo sia più probabile che muoia. che io mi ritrovi senza un cuore. piuttosto che esso cambi sono diciannove anni che è lo stesso. che ama allo stesso modo. e anche la mente è assai cambiata poco. lo pensavo un tempo e lo penso ora. quando mi parlate, adulti. pensate che sia scema che mi spiegate tutto? già perchè gli adulti. e poi ancora più i vecchi credono di capirsi solo tra loro. e di essere saggi. più di tutti capire. e forse un giorno anche io diventerò pazza come voi. e che allora qualcuno mi uccida. tu mio bellissimo amore. uccidimi. lascia che il mio sangue scorra. per ora. mi truccherò pesante e prenderò l'aereo.  

venerdì 14 settembre 2012

il mio modo di amare. non ha mai avuto i freni. una volta innamorata. mi lascio scivolare lungo un dirupo pericoloso. mortale quasi. le sterpi mi rigano le carni. e il sangue colora la mia pelle. gli occhi vivi finalmente hanno qualcosa da guardare. si fissano. per anni ho cercato di amare qualcuno che sapesse amarmi a sua volta. l'amore non corrisposto era poetico. il dolore. fatato e dolce come il cianuro e le mandorle caramellate. che lentamente mi toglieva le forze. per anni ho arrancato tra gente meschina. innamorandomi. di uomini che non mi potevano amare. eppure io avevo così tanto amore dentro. quasi quanto odio nei confronti della vita. avrei potuto cambiare qualunque uomo con tutto quell'amore. ma non me ne è stato dato il tempo. mai. fino a te. ti ho amato disperatamente. mai come altri prima. più di tutti. mi scoppiava il cuore se solo vedevo che guardavi me. eppure non ti conoscevo. ma sapevo che per te avrei distrutto. ucciso.e sarei morta. per te ho desiderato davvero poter cambiare. essere bella. magra. sexy. per te ho iniziato a odiarmi senza ragione. non ero abbastanza non lo ero mai. il mio amore non lo era. e allora cresceva. cresceva. CRESCEVA. mi sanguinavano i polmoni se respiravo. mi doleva il cuore solo a vivere. mi scoppiavano le vene perchè troppo piene. e tutto quell'amore che nessuno poteva cogliere si rigirava su d me. mi corrodeva le ossa come acido. mi distruggeva lo stomaco. ero una persona sola. e volevo disperatamente che tu. TU. più di tutti mi amassi. e ce l'ho fatto. il mio amore. ti ha cambiato. lentamente hai imparato a volermi bene. in questo mondo che ci sta crollando addosso. perchè finchè ero concentrata su di te. non ho visto andare a fuoco la mia vita. non ho visto le persone contorcersi tra gli spasmi e non ho avuto pietà per nessuno. ora mi guardo in giro. e l'unica cosa che ho coltivato è l'amore. tutto il resto è morente. e non è neanche colpa mia. ma prima non lo vedevo. e ora è TARDI.

giovedì 13 settembre 2012

rinfaccio a mia nonna. ai miei progenitori. di non credere abbastanza. e loro sono persone di dio. loro cercano disperatamente di credere e solo una persona dal cuore gelido. distaccata. e non credente come me può farlo. ahahah. quanto mi fa sentire forte. fingermi tale. già. tanto tanto. non lo sono affatto. e lo stomaco mi va a fuoco in questi giorni. sempre. tanto. qualsiasi cosa mangio. qualsiasi cosa bevo. non cambia nulla. le sofferenze atroci. proprio. se non fosse quello qua sarebbe tutto perfetto. regali su regali. le persone che mi amano assai. quale tristezza sapere che presto tornerò nell'inferno e dovrò destreggiami tra questo e quello. università. famiglia. te.e sarà ardua e spero solo di non avere lo stomaco che va a fuoco come ora. sennò potrò direttamente seppellirmi nella terra da sola. a fare compagnia ai morti. ai vermi. qual tristezza. non riuscire a vivere con calma. è tutto. troppo. troppo. veloce. non voglio andare all'università. no. ma cosa posso dire ai miei per giustificarmi? mamma, papà, mi sanguina il cervello non ci riesco. ho lo stomaco in fiamme e male ai denti. e mal di testa. le mestruazioni. ho male al cuore. quante scuse possibili e addirittura veritiere. ma nessuna mi vale l'esonero. nemmeno la perdita di un arto. e che cazzo. lasciatemi morire nella fosse che da sola mi sto scavando.

mercoledì 12 settembre 2012

ho sognato di piangere guardando le nuvole. forse ero intrippata per l'ansiolitico. forse mi mancavi solo. solo. ah. solo. come se si potesse dire di questo solo. le nuvole erano meravigliose. veloci formavano nuovi agglomerati. blu. viola. arancioni. e il sole. il sole era gigantesco. avrebbe potuto bruciarmi gli occhi. e mi veniva da piangere. quando non ho mai pianto per nessun naturale paesaggio. non ho trovato commozione in quella naturale forma. che dicono bella. di tramonti. montagne. mari. o laghi. mai. eppure ho sognato di piangere guardando quelle magiche nuvole. pensando a te. pensando a quanto schifo mi fa questa situazione. a quanto io fossi infelice. e ora. ora sono in Russia. e qui. qui. è il luogo del cuore. del mio piccolo cuore egoista. che sa solo amare e desiderare per se. che non prova alcuna pietà mai. se non per se stesso. sono una persona triste. in tutti i sensi. sono triste. dentro. e mi straccio in tante striscioline grondanti sangue. e sono triste. nel senso di patetica. inutile. senza senso. a volte confondo i sogni con la realtà. ormai sempre di più. si è fatta la tinta davvero quella ragazza? ho fatto gli auguri a quello? e chi lo sa. cosa ho fatto cosa. no. non capisco la differenza. realtà e sogno si mischiano. devo stare attenta a cosa dico. a cosa taccio. a tutto. vorrei vedere ancora quelle nuvole. piangere per qualcosa. che non sia io. non sia tu. ma l'unica cosa che davvero mi tocca sei tu. sto sprofondando nella mia mente. e mi ci perderò se lascerai andare la mia mano. sono in Russia vero? si lo capisco dallo stomaco che mi si sta disintegrando. per emozioni. troppe. per il cibo che da più di un anno non mangiavo. per la vodka. per il martini. il whisky. la tequila. e tutto quello che bevo durante e tra i pasti. forse morirò qua. spero solo di non confondere talmente mente e realtà. da uscire dalla mia tomba.