lunedì 29 ottobre 2012

il dolore mi porterà all'altare vestita di pizzi bianchi e grigi. macchiati di sangue. zoppicherò. nel male verso l'altare. con il braccio sinistro stretto. dallo sposo. nel più brucianti dei dolori. scusami amore. sono sposata. sono già stata data in sposa. sono già stata portata all'altare. tra il bruciore. e lo sfrigolare della pelle. tra i sanguinamenti. e i denti strappati. tra le gambe storte. e i piedi consumati. un uomo. mi ha posseduta prima di te. e mi possiede ancora. mi allarga le gambe piano. finchè tu non guardi e mi stupra dolcemente. lasciandomi esausta. sul divano. sui letti. sui banchi dell'università. aiutami. amore. salvami dal mio aguzzino. eppure quell'uomo. quella forza che ammazza è mio compagno da sempre e mi ha portato all'altare. cinta di pizzo spillato. con le macchie di sangue che cola. sul bianco. e sul grigio. del mio sontuoso vestitino succinto. spillato. non cucito su di me. sulla mia pelle. nel mio sangue. e il dolore mi ama. mi regala tutto se stesso. mi scosta la gonna dalle gambe, lascia che gli spilli si conficchino più affondo. mi apre piano le gambe. e vi si insinua in mezzo con violenza. quasi volesse strapparmi il cuore passando da sotto. strappando per strada budella e intestini. schiacciando nel personale piacere le mie fragili ginocchia. rompendo le mie ossa. stracciando i miei muscoli. con le unghie. cavandomi la pelle. e tirandomi i capelli. il dolore mi ha portato all'altare. perdonami amore mio.

domenica 28 ottobre 2012

la verità è che non mi piace niente. la verità. è che non mi piace come è fatta l'università. l verità è che non mi piace ingegneria. la verita è che voglio un lavoro. che non voglio imparare. che non me ne frega un cazzo di imparare idiotissime nozioni inventate da qualcuno. mi basta fare la commessa. mi basta far la cameriera. ma quale bastare e bastare. io vorrei un lavoro così. io non voglio studiare informatica. non voglio fare esami. ed economia è un ovvietà di merda. matematica vabbeh dai. a me piace anche. anche fisica. ma comunque non voglio dare esami. non voglio vivere così. non voglio. che schifo. voglio un lavoro. ti prego dio. dammi un lavoro. dammi una vita più facile. perchè ho  mi sono spaccata la schiena per non avere quasi nulla in cambio. non ci voglio andare all'università. e tu non mi aiuti. tu mi dici di fare quello che voglio. mi fai pensare a questa verità. che ogni giorno seppellisco nel mio cuore. probabilmente non riuscirò a dare nemmeno un esame. mi sento male. mi fa schifo tutto.

sabato 27 ottobre 2012

il terrore mi cresce addosso. si annida in ogni mia più piccola frattura. e cresce mi schiaccia contro il muro. nella macchina. e poi nel letto di notte. ho paura di tutto. ho parua di tutto. tutto. delle macchine. dei trattori. delle persone. e del tempo. metereologico e non. ho paura sempre. anche degli esami. anche di me stessa. e sono stanca e ansiosa. vorrei solo annegare nel mare di settembre. sentire il sale nella gola. spegnermi pian piano. stringendo un morbido. peloso. coniglietto vivo. vorrei che finisse tutto e allo stesso tempo vivere con te per sempre. e sono pazza. pazza. perché l'ansia si schiaccia sul terrore. terrore sordo. dolore eterno. mio sposo. e anche tu. non potevo sceglierti diverso. solo perché mi hai spaccato il cuore andavi bene. solo perché mi hai lasciata riversa sulla strada in preda ad un'emoraggia interna. solo così potevi andare bene. ti amavo prima di conoscerti perché sapevo che saresti stato gentile come la lama di un coltellaccio da macellaio. ti ho amato perché nei tuoi occhi c'era la tristezza. perché eri arrabbiato. perché eri tu con i tuoi occhi taglienti a guardarmi. a vedermi. ora vorrei solo finisse tutto. tutto quello che mi spaventa. la malattia. l'università. la vita. ma non l'amore. per te proverei ansia e paura volentieri. per te morirei volentieri. per te a questo punto sopporterò. la vita. l'università. la malattia.
la fatica finisce nelle corone di fiori piene d'acqua. il dolore nei petali dei fiori marci. che mio papà tira su con le mani dal fango. l'amore. non finisce e non ha inizio. non importa dove sei. dove sono. se sono in cimitero. come un imperatrice con il cappotto bellissimo e un ombrello gigantesco e gli stivali. se sono a casa. a barboneggiare sui divano. per te smuoverò la terra con le unghie e urlerò al cielo quanto tu sia per me. quanto tu sia. mi falcerò la pelle con le forbici. perchè questa è la mia vita. è il dolore. la fatica. che prende forma in oggetti morti come me. e appaiono ovunque. in ogni dove mi giro. vedo parti di me morte che ho perso. che ho lasciato da parte. per tirarmi avanti. verso di te. è come uno spasmo infinito.  perchè mi spingo con tutte le forze verso di te. affondata nel fango tendo la mano a te fino a slogarla. è come un orgasmo. infinito. la tensione. di un amore che non si consuma. mentre perdo pezzi. perdo. ho perso mia mamma. e mio padre non l'ho mai avuto. e non mi importa di perdere pezzi. non mi importa. mi spingo verso di te. con i crampi. i muscoli contratti e le ossa spezzate. ed è la cosa più bella del mondo. perchè non arriverà mai alla fine. ti amerò per sempre. e ti apparterrò per sempre anche se non posso afferrarti. perchè noi siamo una sola cosa. in realtà. amami. amami. amami. davvero. spingiti anche tu a me. moriamo tra gli spasmi. e le lenzuola. moriamo tra la tachicardia. e il sangue. moriamo. separati. per vivere insieme.
odio quando piove e devo lavare casa. odio quando sei di cattivo umore e mi intristico. odio dover fare un mucchio di cose che non ho tempo di fare. odio voler fare tante cose che mai avrò il tempo di fare. odio tante cose. il tempo è bello con la pioggia. ma odio bagnarmi. odio dover andare all'università. odio dovermi fare una cultura. perchè deve essere così difficile e così faticoso. mi sono tatuata un coniglietto. mamma mi chiamava coniglietto. io amavo essere chiamata coniglietto da lei. io amo chiamare te coniglietto. non riesco a piegarmi verso la gamba. e ho sempre voglia di dormire. le persone aprono la bocca e cercano di parlare di mia mamma. ma sento solo suoni vuoti. solo bocche aperte che si muovono. nessuno ha ormai diritto di nominarla. nessuno. e papà che si arrabbia perchè non ho tempo di andare al cimitero. come se cambiasse qualcosa se mi spingessi tra le tombe con le mie fragili gambe. come se vedere la sua tomba dopo due settimane mi potesse far tornare a vivere. quando vago per cercare la mia tomba. odio tante cose della vita. ma tiro avanti. mi spingo in anni inesplorati di profonda vecchiaia. perchè ho cent'anni dentro. perchè ho vissuto da sempre e ancora non ho imparato a vivere per me. se possibile mi spingerò avanti all'università. voglio dare il minimo sindacale. e quando finirò di studiare sarò ancora più vecchia. e cercherò lavoro con mani e cuore tremanti nella nebbia. di una vita senza senso. odio quando piove e devo lavare casa.

giovedì 25 ottobre 2012

mia mamma sapeva che mi piaceva lavare i piatti perchè mi scaldavo le mani. mia mamma sapeva che in banca nella porta a tubo girevole dovevo entrare prima io. mia mamma sapeva che mangiare che ciò che cucino non mi piace mangiarlo. mia mamma sapeva che io avevo bisogno di stare da sola per stare bene. mia mamma sapeva tante cose. conosceva me. me stessa. la mia cattiveria e la mia freddezza. sapeva che non avrei pianto alla sua morte. sapeva. papà non sa niente non sa niente di me. a volte lava i piatti. in banca entra per primo. e pensa che quando partirà starò peggio. oggi ho fissato il cielo. così a lungo. che è diventato giallo al limitare dei tetti. e tanto sono persa. persa tanto. in un mondo difficile. invivibile. inabitabile.. ammazzatemi ora vi prego. lasciatemi nuotare all'infinito fino a perdere i sensi. fino a respirare acqua. fino alla morte. il mondo è duro. il mondo è una merda. ma dove vuole andare la gente. e hanno ancora il coraggio di dire che la vita è bella. il mondo è bello. la natura intendo. l'amore. può essere bello. bellissimo. potrebbe. per me lo è.  oppure potrebbe essere la peggiore delle cose peggiori. della burocrazia. dei soldi di merda che non bastano mai. può diventare orribile. ma può essere bellissimo. e basta oltre a questo fa tutto schifo. lo studio. il lavoro. la famiglia. e la società coi suoi obblighi assurdi. la morale con le sue assurdità iper razionali. ma dove vogliamo vivere. dove andare. io voglio morire. ma ho paura che potrei perdere te. e quel cielo giallo sui tetti delle case. quel pontile di Trieste. quel tuo letto. quella Vienna. e allora non posso morire. perchè quelle cose sono troppo belle. e dopo la morte c'è qualcosa? io non lo so. io ho paura. se dopo la morte tu non ci sarai. dove finirò io. morirò di dolore. nel nulla. e mia mamma mi conosceva.

martedì 23 ottobre 2012

marciremo tra i divani. nell'amore più. oscuro. e potente. marciremo nel buio delle imposte chiuse. tra il sogno. e i film. abbracciami. perchè tanto marciremo. tra le foglie secche dell'autunno. che non sono secche mai. sono umide e marce. come i nostri corpi morti. e allora abbracciami. prima che le nostre braccia perdano consistenza. baciami. prima che la nostra saliva si secchi. mordimi. prima di non avere più i denti. perchè tanto marciremo. eppure dobbiamo durare. durare insieme. avere una casa. un giorno. una vita nostra. ma quanta paura. laviamo la nostra pelle livida. perchè non si sporchi. cerchiamo di mangiare. per non sparire. anche se io odio farlo. ci strofiniamo la pelle bianchissima. per renderla rossa. per renderla viva. perchè non possiamo arrenderci. non a vent'anni. non insieme. insieme abbiamo tutto. tranne il tempo. abbiamo tutto tranne una casa. ma abbiamo l'amore. abbiamo la colla per tenere insieme le nostre ossa.  e finchè ti sbavo sulla spalla. apprezza quel momento. apprezza che ti dorma accanto. e che schiacci nel sonno. apprezza i miei dolci. e il poco tempo che abbiamo. apprezza ciò che abbiamo ora. perchè ogni giorno è diverso. diverso. e nuovo. ogni giorno muoriamo e torniamo in vita. per rivivere l'amore. l'amore che più forte della morte. ci fa camminare su questa terra. stringimi la mano. finchè camminiamo ancora qua. baciami fino a consumarmi le labbra. e amami. amami. in continuazione. che così riusciremo a sopravvivere. che così andremo avanti. e avremo un giorno. un futuro che non mi farà paura.